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I market mover della settimana12-16 Luglio

La settimana è povera di dati nell’area euro. L’indice ZEW (primo indice di fiducia relativo al mese di luglio) potrebbe confermare il minor ottimismo visto negli ultimi mesi, con viceversa un ulteriore miglioramento della situazione corrente….


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La produzione industriale nell’area euro mostrerà un altro significativo incremento a maggio, trainata dalla Germania. I dati sul CPI in Francia, Italia e nell’intera area euro confermeranno un rallentamento nel mese di giugno, con una dinamica dell’indice sottostante ancor più moderata di quella dell’indice generale.

La settimana è intensa per dati ed eventi negli Stati Uniti. I molti dati congiunturali dovrebbero confermare le indicazioni di indebolimento della crescita. A luglio, le prime indagini di settore sono attese in calo, ma ancora in territorio espansivo e la fiducia delle famiglie dovrebbe correggere verso il basso. A giugno, le vendite al dettaglio dovrebbero essere scese, la produzione industriale dovrebbe essere aumentata marginalmente e il deficit commerciale si è probabilmente ridotto. I prezzi all’import e alla produzione sono attesi in calo, il CPI stabile. I verbali del FOMC dovrebbero segnalare qualche preoccupazione per le ricadute internazionali della crisi europea.

Martedì 13 luglio

Area euro

Germania. L’indice Zew è visto ancora in calo a 23 a luglio, dal precedente 28,7. L’indice scenderebbe così al di sotto della media di lungo termine (27,4). Peserebbero ancora le preoccupazioni circa la crisi sul debito. L’indicatore sulla condizione corrente potrebbe invece migliorare ancora e raggiungere un livello di -2 dal -7,9 di giugno, proseguendo così il trend di risalita avviatosi oltre un anno fa.

Francia. I prezzi al consumo dovrebbero calare di -0,1% m/m a giugno sia sulla misura nazionale, che su quella armonizzata. L’inflazione è vista rallentare a 1,6% a/a, da un precedente 1,9% a/a sulla misura armonizzata e a 1,4% m/m da 1,6% a/a sulla misura nazionale. Il CPI core è visto stabile su base mensile e costante allo 0,6% su base annua.Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale a maggio è previsto in modesta chiusura a 39,6 miliardi da

40,3 miliardi di aprile. Il miglioramento del saldo dovrebbe essere causato dal calo del prezzo del petrolio, con un effetto di riduzione del valore delle importazioni. A fronte di un calo complessivo dei prezzi dell’import a maggio, i prezzi delle esportazioni sono aumentati, e questo dovrebbe contribuire alla chiusura del deficit nominale. In termini reali, il deficit dovrebbe aumentare. Importazioni ed esportazioni dovrebbero essere in aumento dopo la correzione di aprile: i dati sui movimenti merci nei porti segnalano crescita dell’attività sia in entrata, sia in uscita.

Mercoledì 14 luglio

Area euro

La produzione industriale nell’area euro è vista in crescita dell’1,1% m/m a maggio dopo l’aumento di +0,8% m/m di aprile (sul quale non escludiamo una revisione al rialzo). La variazione annua accelererebbe così a +11,1% a/a, massimo da quando esiste la serie (inizio anni ’90), anche se la produzione resterebbe ai livelli del 2004. La spinta più forte alla crescita dell’output dovrebbe venire dalla Germania, che ha registrato un aumento inatteso di +2,6% m/m a maggio.

La lettura finale dell’inflazione area euro di giugno dovrebbe confermare il +1,4% a/a della stima flash, in rallentamento dall’1,6% a/a di maggio. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere rimasti stabili (da +0,1% m/m di maggio). Anche al netto delle componenti più volatili i prezzi dovrebbero essere rimasti fermi nel mese, per un CPI core stabile allo 0,8% a/a. In sostanza, la dinamica sottostante si conferma assolutamente moderata e su di essa non escludiamo anzi ulteriori pressioni verso il basso nei prossimi mesi.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a giugno dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m, al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere invariate. Le vendite settimanali nel mese di giugno sono state complessivamente negative per gli indici Redbook e ICSC, anche se i retailers hanno dato indicazioni positive per il mese scorso, segnalando un andamento non costante delle vendite nella prima parte dell’anno, ma indicando una prospettiva di incremento moderato per il resto del 2010. Secondo l’ICSC, fra fine gennaio e fine giugno le vendite sarebbero aumentate del 4% rispetto al 2009 e darebbero supporto a una previsione di crescita a un ritmo “relativamente sano” nel resto dell’anno. I dati di giugno dovrebbero mostrare un effetto negativo dal calo delle vendite di benzina, spiegate dalla contrazione dei prezzi. Anche i materiali da costruzione dovrebbero di nuovo contribuire negativamente al dato complessivo di giugno, come già avvenuto a maggio. Le auto a giugno sono scese del 4,8% m/m, tuttavia, gran parte della volatilità degli ultimi mesi nel comparto è legata alle vendite alle imprese e non dovrebbe incidere in misura piena sulle vendite alle famiglie.

I prezzi all’import a giugno sono previsti in calo di -0,4% m/m, dopo -0,6% m/m a maggio. Il calo dovrebbe essere di nuovo da attribuire alla correzione del prezzo del petrolio. I verbali della riunione FOMC di giugno dovrebbero confermare quanto emerso con il comunicato: il consenso del Comitato è che ci possano essere ricadute negative sull’economia americana dalla crisi del debito europeo. La ripresa rimane in atto, ma è soggetta a freni. Il tono generale dei verbali dovrebbe essere compatibile con l’aspettativa di una lunga attesa, prima di una svolta nella politica monetaria.

Giovedì 15 luglio

Stati Uniti

Il PPI a giugno è previsto in calo di -0,1% m/m; l’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m. L’indice headline, in calo per il terzo mese consecutivo, dovrebbe risentire del calo dei prezzi energetici. La componente prezzi dell’ISM a giugno è scesa di circa 10 punti, da 77,5 a 57, il calo più ampio da settembre 2008. I prezzi intermedi core dovrebbero rallentare rispetto alla dinamica sostenuta dei 5mesi precedenti (0,7% m/m medio).

L’indice Empire della NY Fed è previsto a luglio a 16 da 19,57 di giugno. Il mese scorso l’Empire era marginalmente salito da 19,11, dopo un ampio crollo a maggio (da 31,8). Le altre indagini di settore a giugno sono scese e questo lascia spazio per un calo a luglio. A giugno anche gli ordini erano risaliti dopo il calo di maggio, ma alla luce dei risultati delle altre indagini, i nuovi ordini dovrebbero tornare a scendere. Il messaggio complessivo dell’indagine dovrebbe essere in linea con quello degli altri dati: crescita positiva, ma meno sostenuta rispetto a quello che probabilmente sarà il picco ciclico ad aprile.

La produzione industriale a giugno dovrebbe aumentare di 0,1% m/m, dopo +1,3% m/m (rivisto da 1,2%) di maggio. Fra marzo e maggio l’aumento medio è stato di 0,7% m/m. L’employment report ha indicato un ampio calo delle ore lavorate nel settore manifatturiero (-1,2% m/m), che dovrebbe essere compensato da un aumento ancora molto sostenuto della produttività. La componente output dell’ISM a giugno è scesa di 5,2 punti, a 61,4, ma resta in territorio espansivo.

L’indice della Philadelphia Fed a luglio dovrebbe risalire a 9, dopo l’ampio calo di giugno da 21,4.L’indagine dovrebbe dare indicazioni coerenti con quelle dell’Empire: espansione del settore se pure a un ritmo più moderato. Presso la Commissione Bancaria del Senato si svolgono le audizioni per la nomina di tre membri del Board of Governors della Fed: J. Yellen (attualmente presidente della San Francisco Fed), P. Diamond (professore di economia a MIT, con lavori concentrati su teoria della crescita e sostenibilità dei programmi previdenziali) e Sarah Bloom Raskin (attualmente a capo della Commissione della regolamentazione finanziaria dello stato di Maryland, esperta di supervisione bancaria).

Venerdì 16 luglio

Stati Uniti

Il CPI a luglio dovrebbe essere invariato, l’indice core è previsto in aumento di 0,1% m/m come a maggio. L’indice headline dovrebbe essere frenato dal calo del prezzo della benzina, che con le correzioni stagionali dovrebbe però avere effetti modesti. Nel mese di maggio l’indice core aveva risentito del rimbalzo di due voci volatili, l’abbigliamento (in crescita di 0,2% m/m, dopo 4 mesi di ampi cali consecutivi) e gli alberghi (“lodging away from home”). Da dati pubblicati dalla società Mannheim Auctions emerge qualche rischio verso il basso sui prezzi della auto usate. I prezzi al consumo a luglio risentiranno dell’attuazione di rialzi di tariffe e imposte indirette da parte di molti stati: imposte sul tabacco e sulle vendite spingeranno verso l’alto il CPI, senza segnalare peraltro un’inversione del trend di ridotto pricing power delle imprese.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (preliminare) dovrebbe scendere a 75 da 76 di giugno. La fiducia rilevata dal Conference Board ha registrato un ampio crollo a giugno, ma l’indice settimanale ABC nella parte finale di giugno e nella prima settimana di luglio ha indicato un miglioramento rispetto alla parte centrale del mese s orso. L’indice del Michigan aveva già subito un calo il mese scorso, pertanto la correzione a luglio non dovrebbe essere molto ampia.


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