Euro giù su dati negativi, ma in grado di riprendersi facilmente se la situazione non peggiora. Meglio delle più rosee aspettative il PIL britannico e la sterlina rimbalza: il vero test saranno ora i PMI. Prosegue lenta ma continua la discesa dello yen: qualcosa inizia a venire a galla…
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EUR – È stata una settimana di correzione per l’euro, anche se limitata tra 1,30 e 1,29 EUR/USD. Venerdì scorso scrivevamo che il downside sarebbe rimasto contenuto entro 1,29- 1,28. Così è stato perché, pur non essendoci stati progressi importanti sul fronte della crisi, non ci sono nemmeno stati dei “passi indietro”. A determinare il calo della moneta unica sono stati però i dati dell’area euro, rivelatisi piuttosto negativi. Il corridoio base del fronte rialzista (1,2946-1,3006) non è comunque stato sfondato e questo, tecnicamente, mantiene agevole un recupero, purché vi siano spunti favorevoli. Se i dati in uscita la settimana prossima dovessero deludere ancora, la discesa potrebbe proseguire. A meno però di cattive notizie sul versante della crisi, il calo dovrebbe restare entro 1,2765. Se tale livello – limite di normale ritracciamento – viene salvaguardato, non viene compromessa la possibilità di un agile recupero nel breve. Va però ricordato che in caso di (1) susseguirsi di dati negativi e (2) mancata soluzione in tempi rapidi della questione greca e/o spagnola, i rischi sul cambio sono verso il basso: uno sfondamento di 1,2765 riaprirebbe il canale verso 1,25 almeno.
GBP – Questa volta per la sterlina è stata una settimana tutt’altro che priva di spunti propri. La prima stima del PIL del 3° trimestre ha infatti fortemente sorpreso verso l’alto, con un 1,0% t/t contro un consenso a 0,6%. Troppo pessimistica la nostra stima (0,3%), nella quale abbiamo probabilmente sottostimato la performance dei consumi privati e sovrastimato il contributo negativo del canale estero alla crescita. La sterlina ha beneficiato notevolmente di questo dato, rimontando da 1,59 a 1,61 GBP/USD e da 0,81 a 0,80 EUR/GBP. Ancora più importanti saranno però i dati della settimana prossima, in particolare i PMI di ottobre. La BoE infatti terrà conto soprattutto di questi alla riunione dell’8 novembre per decidere se fornire ancora stimolo monetario aumentando l’APF o rinunciarvi. Quanto migliori saranno i dati tanto minore diventerà la probabilità che l’APF venga aumentato a novembre. A dati positivi inoltre la sterlina risponderà ancora rafforzandosi ulteriormente sia contro dollaro sia contro euro.
JPY – Lo yen, nel suo piccolo, ha continuato a indebolirsi, infrangendo la resistenza di 80,00 USD/JPY. I pessimi dati di commercio estero hanno fatto salire l’allarme sui rischi per la cresciuta giapponese a fronte di una perniciosa combinazione di domanda estera debole e cambio troppo forte. Alla riunione del 30 ottobre la BoJ dovrebbe estendere ancora lo stimolo monetario. Anche il Governo ha annunciato nuove misure di stimolo a sostegno della crescita, ma c’è tensione a livello politico interno perché l’opposizione starebbe ostacolando l’approvazione di nuove emissioni governative. Il calo dello yen dovrebbe così proseguire.
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