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I mercati valutari: Euro rimbalzo in atto

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L’euro si è apprezzato ulteriormente: rimbalzo in atto tecnicamente reversibile fino a 1,3904 EUR/USD. Anche la sterlina si è rafforzata: rimane …..


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infatti, la correlazione positiva tra sterlina ed euro contro dollaro. Attesa, la prossima settimana, per i verbali BoE e le vendite al dettaglio di settembre. BoJ preoccupata per eventuale contagio della crisi del debito dell’area euro, ma questo per ora non sembra poter indebolire lo yen.

EURO – L’euro si è apprezzato ulteriormente questa settimana portandosi da 1,35 a 1,38

EUR/USD, livello abbandonato circa un mese fa. L’ispezione della Troika si è infatti conclusa con il via libera alla sesta tranche di aiuti per la Grecia che, previa approvazione del’Eurogruppo e del comitato esecutivo del FMI, dovrebbe essere disponibile a inizio novembre. È stata inoltre completata la ratifica della riforma della EFSF, con il sì dei Paesi che ancora dovevano votare, Slovacchia compresa. Ai nuovi livelli raggiunti tra 1,37 e 1,38 il cambio incorpora implicitamente attese che i prossimi passi che vanno fatti per affrontare adeguatamente la crisi del debito sovrano saranno effettivamente compiuti e per di più con tempestività. Il riferimento è in particolare alla ulteriore riforma della EFSF. Le attese non sono riposte comunque nel G20 dei ministri finanziari apertosi oggi a Parigi, quanto successivamente. Qualora davvero si dovesse realizzare questo scenario ottimistico ci troveremmo probabilmente a valutare se rivedere al rialzo le proiezioni sul cambio. Non se ne parla però prima della conclusione dell’Ecofin di domenica 23 ottobre. Nel frattempo riteniamo che – se non giungono nuove notizie positive – l’euro sia ancora a rischio di arretramento. Tecnicamente, infatti, la resistenza chiave entro la quale il rimbalzo in corso è ancora reversibile si colloca a 1,3904. Invece il fronte ribassista in senso proprio si apre a 1,3644-1,3558.

STERLINA – Come l’euro anche la sterlina si è rafforzata ulteriormente contro dollaro, ma con meno slancio, infatti in rapporto all’euro si è un po’ indebolita. I dati sono stati di ordine misto, molto buoni quelli di bilancia commerciale, che però risalgono ancora ad agosto, negativi invece e in peggioramento quelli sulla disoccupazione di settembre, più recenti (e anche più “rappresentativi”). Il vero test si avrà comunque con la crescita del 4° trimestre, dove si potrà verificare se e quanto agisca il quantitative easing appena inaugurato. La prossima settimana escono i dati di inflazione, i verbali dell’ultima riunione BoE e le vendite al dettaglio di settembre.

Ci aspettiamo che la decisione di aumentare l’APF sia stata presa all’unanimità. Se inoltre emergerà una buona disponibilità ad elargire ulteriore stimolo e/o se i dati sulle vendite dovessero mostrare un’altra contrazione la sterlina dovrebbe arretrare sia contro dollaro sia contro euro.

Resta forte comunque la correlazione positiva tra GBP/USD e EUR/USD, e tendenzialmente la divisa britannica dovrebbe restare più vulnerabile di quella europea.

YEN – Fatto salvo un po’ più di movimento intraday, comunque senza fuoriuscita dal range 76- 77 USD/JPY, per lo yen non sembrano esserci novità. La BoJ rivela però una certa preoccupazione per eventuali rischi di contagio dalla crisi del debito sovrano dell’area euro, ragion per cui la Banca centrale giapponese si mostra pronta a fornire ulteriore stimolo monetario per far fronte all’accentuarsi di rischi verso il basso sulla crescita che non siano di origine domestica. In assenza del materializzarsi di tali rischi la prossima settimana, l’atteso deprezzamento dello yen è però ancora rinviato.


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