Euro vulnerabile e dollaro non sufficientemente affidabile, ma la vera novità del momento è il decoupling della sterlina dall’euro. ……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
La settimana che si chiude oggi ha fatto emergere in particolare tre spunti:
(1) l’incertezza a livello globale – sulla crescita in primis – non consente al dollaro di beneficiare pienamente del tradizionale status di safe haven;
(2) questo potrebbe essere il momento di massima vulnerabilità dell’euro;
(3) la sterlina – e questa è la maggior novità – ha iniziato un decoupling dall’euro.
USD (cambio effettivo nominale) – Questa settimana il dollaro ha ritracciato dopo essere salito per un mese. Quello che è cambiato è il quadro di crescita USA, che si è indebolito. Così, se prima il dollaro poteva trarre beneficio dal flight to quality indotto dalle incertezze sulla crescita globale e dalla crisi nell’area euro, ora invece l’insorgere di maggiori dubbi anche sull’economia statunitense riduce l’appeal del biglietto verde.
Venerdì prossimo verrà pubblicato il PIL USA del 2° trimestre. Le attese sono per un rallentamento modesto. Qualora invece il dato dovesse deludere, il dollaro potrebbe venirne penalizzato (non a vantaggio delle majors, ma delle valute a più alto rendimento).
EUR – L’euro invece ha interrotto la discesa subita nella prima metà del mese, e che l’ha portato da 1,26 a 1,21 EUR/USD. Però è rimasto in range tra 1,21 e 1,23 EUR/USD esibendo segnali di cedevolezza. Questa è una fase di grande vulnerabilità del cambio, durante la quale potrebbero venire registrati i minimi d’anno. Segnaliamo, infatti, che pur avendo 1,20 come obiettivo ribassista di breve, non è da escludersi il rischio di una temporanea incursione al di sotto di tale soglia (potenziale downside verso la parte centrale del range 1,20-1,15).
L’approvazione del programma di aiuti UE a favore delle banche spagnole non è considerato un elemento sufficiente per concludere che il peggio della crisi dell’area euro sia alle spalle. In un contesto di mercato estivo, in assenza di spunti importante sul versante crisi, resta ben poco d’altro per poter risollevare le sorti della moneta unica. Molti saranno i dati importanti in uscita la prossima settimana (tra questi i PMI di luglio e l’IFO): eventuali delusioni potrebbero portare a mettere sotto pressione l’1,20.
GBP – La vera novità della settimana è stato il decoupling della sterlina dall’euro. La divisa britannica, infatti, si è apprezzata nonostante la maggior parte dei dati pubblicati siano stati negativi e nonostante dai verbali dell’ultima riunione BoE sia emerso che la Banca centrale ritiene che il quadro di crescita si sia nettamente deteriorato nel corso dell’ultimo mese, principalmente a causa degli sviluppi della crisi nell’area euro. L’avvio però – venerdì scorso – del Funding for Lending Scheme da parte del Tesoro e della BoE rappresenta, a nostro avviso, un importante fattore di maggior forza relativa della sterlina rispetto all’euro.
Nei mesi scorsi invece, in assenza di programmi specifici di stimolo per l’economia britannica, i fattori che penalizzavano l’area euro e quindi l’EUR/USD erano penalizzanti anche per l’economia britannica quindi per il cambio GBP/USD. Ora invece, con un pacchetto, nel Regno Unito, anti- “crisi dell’area euro”, l’effetto sul valutario è quello di minimizzare la correlazione positiva tra GBP/USD ed EUR/USD o addirittura di cambiarne il segno (correlazione negativa) e di lasciare aperto il fronte ribassista del cross EUR/GBP. In realtà il cross EUR/GBP ha sfondato il supporto cruciale di 0,8000 già due settimane fa, ma è stato in questi giorni che si è aperto il varco in area 0,78 EUR/GBP. Il target tecnico del movimento in atto dovrebbe essere 0,76 EUR/GBP, minimo abbandonato nel 2008.
Mercoledì prossimo verrà pubblicata la prima stima del PIL britannico del 2° trimestre. Le attese di consenso sono per un’altra contrazione (sarebbe la terza di fila). Le nostre stime sono meno pessimistiche. Un dato deludente comunque dovrebbe penalizzare solo in parte e/o solo momentaneamente la sterlina, anche perché già abbastanza scontato: nei verbali la BoE ha ammesso apertamente di attendersi una crescita sostanzialmente piatta quest’anno. Per quanto riguarda il cross EUR/GBP il massimo downside potrebbe esprimersi comunque dopo un eventuale forte calo dell’EUR/USD a1,20 o sotto in presenza di un deterioramento ulteriore del sentiment degli investitori internazionali verso l’area euro.
JPY – Lo yen si è apprezzato, lasciandosi quota 80 USD/JPY alle spalle e infilandosi in area 78 USD/JPY. Una delle condizioni che maggiormente potrebbero consentire il rientro definitivo del cambio nell’area sopra 80,00 USD/JPY è l’attenuarsi delle preoccupazioni sulla crisi dell’area euro.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



