Nessun beneficio all’euro dalla chiusura della vicenda greca. L’attenzione tornerà sui dati: eventuali delusioni dai PMI potrebbero far scendere l’euro. La sterlina resiste agli spunti ribassisti, ma il 21 ci sarà la prova del budget. ……
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USD (cambio effettivo nominale) – Come avevamo ipotizzato, l’esito del FOMC è risultato favorevole per il dollaro, che si è generalmente apprezzato rispetto alla settimana scorsa. Riteniamo che l’attenzione che la Fed continua a dimostrare per la crescita USA possa favorire un trend di fondo positivo per il biglietto verde nel prosieguo dell’anno.
EUR – L’effetto favorevole che il FOMC ha sortito sul dollaro si è visto bene sull’euro, che ha battuto in ritirata da quasi 1,3200 fino ad un soffio da 1,3000 EUR/USD. Inoltre, la “positiva” conclusione della vicenda greca non ha recato beneficio alla moneta unica. Questo pare suggerire che il tema Grecia non sia più un tema di mercato, e che piuttosto l’attenzione dovrebbe tornare sui fondamentali tradizionali, in particolare sulla crescita. Pertanto dati europei negativi e dati USA positivi dovrebbero produrre un impatto negativo sull’euro. Poiché il mercato ha già in parte incorporato uno scenario positivo sull’economia USA, discriminanti potrebbero essere i dati europei. La prossima settimana sarà importante in tal senso, perché verranno pubblicati i PMI flash dell’area euro. Qualora dovessero deludere, l’euro correggerebbe sotto 1,3000. Supporti sotto tale livello sono 1,2974 – 1,2931 – 1,2887 – 1,2827 – 1,2786 – 1,2734 – 1,2699 – 1,2624. I due obiettivi ribassisti in senso tecnico sono, come detto più volte, 1,2827 e 1,2624 EUR/USD, ma l’ampio corto di mercato che permane sull’euro potrebbe continuare a limitare il downside o rinviare ancora nel tempo la correzione attesa.
GBP – Nonostante i dati sul mercato del lavoro siano stati negativi e Fitch abbia rivisto da stabile a negativo l’outlook del Regno Unito, complessivamente la sterlina si è rafforzata questa settimana, sia contro dollaro sia contro euro. Analogamente all’euro, l’ampio corto di mercato che c’è anche sulla sterlina crea resistenze al ribasso. La prossima settimana però potrebbe iniziare a minare la tenuta della valuta britannica. Infatti, (1) verranno pubblicati diversi dati, attesi perlopiù negativi (indagine CBI sul settore industriale e vendite al dettaglio in primis), (2) usciranno i verbali dell’ultimo incontro BoE e, soprattutto, (3) il cancelliere dello Scacchiere George Osborne presenterà il nuovo budget (un budget non facile data la necessità di continuare il processo di risanamento fiscale nonostante la fragilità dell’economia
JPY – Complici l’esito dell’incontro BoJ e quello del FOMC lo yen è sceso contro dollaro più di quanto ci aspettassimo, lasciandosi trascinare da 82 a 84 USD/JPY. Il movimento di USD/JPY ha trainato a propria volta l’EUR/JPY che è salito da 107 a 109. Sia contro dollaro sia contro euro i livelli raggiunti potrebbero giustificare una pausa tecnica, ma nei confronti dell’euro in particolare lo yen potrebbe ritracciare verso l’alto prima di proseguire il trend ribassista.
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