I mercati valutari: Il Parlamento greco ha approvato il pacchetto di austerity

Il Parlamento greco ha approvato il pacchetto di austerity evitando così il default al Paese. L’euro ne ha beneficiato tornando a 1,45 EUR/USD. Possibile superamento di tale livello in attesa di un altro rialzo BCE giovedì prossimo……..


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Non sarà invece un evento l’incontro della Banca d’Inghilterra, e la sterlina potrà scender contro dollaro solo se i dati saranno sufficientemente sfavorevoli. Lo yen contro dollaro non è sceso nemmeno dopo il Tankan. Potrebbe scendere la settimana prossima in caso di sorpresa positiva dall’employment report USA. L’immobilismo recente dell’USD/JPY può essere spiegato con un parziale smantellamento di carry trades.

EUR – Il Parlamento greco ha approvato il pacchetto di austerity, il che consentirà la messa a punto di un piano di salvataggio che eviterà alla Grecia il default. L’euro ha reagito positivamente, e in settimana si è apprezzato da 1,41 a 1,45 EUR/USD. La prossima settimana potrebbe estendere il rialzo verso 1,47 in attesa di secondo rialzo della BCE giovedì. L’eventuale ritorno all’interno del range 1,45-1,50 EUR/USD non implica però l’avvio di un trend rialzista verso nuovi massimi al di sopra di 1,50. Le prospettive di rallentamento dell’economia dell’area euro, imputabile anche all’impatto negativo della crisi greca e degli altri Periferici, dovrebbero, infatti, successivamente far invertire al ribasso la rotta dell’euro.

GBP – Con tassi e APF attesi invariati, la riunione della Banca d’Inghilterra giovedì prossimo sarà ancora un non event. Questa settimana la sterlina di fatto non è scesa contro dollaro, nonostante dati negativi. Se anche quelli della prossima settimana (PMI servizi, produzione) dovessero mostrare un peggioramento, e i prezzi alla produzione dovessero decelerare, la divisa britannica potrebbe scendere almeno temporaneamente sotto 1,5900 GBP/USD. In caso contrario il rischio è che si ritrovi ancora a indugiare intorno a 1,60 GBP/USD anziché accelerare al ribasso verso 1,58-1,55 GBP/USD.

JPY – Scarse novità per lo yen, rimasto stabile tra 80 e 81 USD/JPY, dove sta indugiando da più di un mese. Questa sostanziale immobilità contro dollaro è forse spiegabile con un parziale smantellamento di carry trades nel corso di giugno, mese in cui sono tra l’altro aumentate le posizioni speculative. I segnali di rallentamento globale possono, infatti, aver portato a ridimensionare l’esposizione sulle valute a più alto rendimento, con conseguente aumento della domanda di yen. Nemmeno il Tankan, risultato anche più negativo delle attese, è riuscito a smuovere il cambio. La prossima settimana le possibilità di una moderata flessione della divisa nipponica dovrebbero restare ancora condizionate ai dati USA. Quindi, in caso di sorprese positive dall’employment report, lo yen dovrebbe arretrare in area 81 USD/JPY tentando un avvicinamento a 82,00 USD/JPY.


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