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I mercati valutari: la sterlina è scesa, complici i dati negativi

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L’euro ha continuato a scendere, a causa dell’assenza di spunti concreti favorevoli sul fronte della crisi. La prossima settimana può risalire solo in presenza di spunti nuovi positivi. Anche la sterlina è scesa, complici pure i dati negativi. …..


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Attesa ancora in calo sui dati in arrivo, salvo sorprese. Lo yen ha ceduto, ma solo leggermente. Dati USA migliori del previsto potrebbero aiutarlo a mantenere questo trend.

USD (cambio effettivo nominale) – La prossima settimana si presenta ricca di dati USA, tra i quali spicca l’employment report. Le attese complessivamente sono positive e, se saranno confermate, il dollaro dovrebbe rafforzarsi ancora un po’ contro euro e sterlina, non necessariamente invece contro le altre valute, molte delle quali potrebbero invece trarre leggero beneficio da dati USA favorevoli.

EUR – L’euro è sceso anche questa settimana, portandosi da 1,36 a 1,32 EUR/USD. Come avevamo prospettato, a indebolire il cambio è stata l’assenza di sviluppi concreti favorevoli sul fronte della crisi. Per quanto Monti abbia ottenuto il plauso della Merkel e di Sarkozy sul programma di risanamento fiscale per l’Italia, in occasione dello stesso vertice sono emerse forti divergenze sui temi di pertinenza comune relativamente alla crisi. Il calo dell’euro potrà proseguire la prossima settimana se ancora non emergeranno spunti costruttivi di rilievo.

L’obiettivo tecnico dell’onda ribassista di quest’anno si colloca a 1,30-1,28 EUR/USD. Supporto chiave prima di 1,3000 resta 1,3126. Al contrario, in caso di novità positive, l’euro rimbalzerebbe, con target rialzista a 1,3558-1,3664.

GBP – Anche la sterlina si è deprezzata, parallelamente all’euro, scendendo contro dollaro da 1,58 a 1,54 GBP/USD, raggiungendo quindi il nostro target ribassista. Il cedimento è stato “incoraggiato” anche dal messaggio dovish dei verbali BoE – atteso – e dalla pessima lettura dello spaccato per componenti del PIL del 3° trimestre, da cui è emerso ancora una volta che il contributo alla crescita è venuto quasi solo esclusivamente dalle scorte e che dal canale estero è giunto ancora un contributo negativo. La prossima settimana verranno pubblicati i dati sul credito al consumo e il PMI manifatturiero di dicembre. Complessivamente le attese nostre sono un po’ più negative rispetto a quelle di consenso. In tal caso la sterlina dovrebbe scendere ancora portandosi provvisoriamente poco sotto l’ormai raggiunto target ribassista contro dollaro.

JPY – Lo yen ha ceduto leggermente questa settimana portandosi da 76 a 77 USD/JPY. La prossima settimana, se i dati USA risultassero anche migliori del previsto, la divisa nipponica potrebbe cedere ulteriormente addentrandosi in area 78 USD/JPY. In questi giorni sono aumentate le preoccupazioni delle autorità giapponesi sull’economia domestica: (1) Standard & Poor’s ha segnalato che le finanze pubbliche vanno peggiorando di giorno in giorno e il rischio di un declassamento è quindi aumentato; (2) l’FMI ha riportato invece che vi è il rischio di “un’improvvisa impennata dei rendimenti”, il cui effetto sarebbe quello di rendere insostenibile il livello del debito; (3) Shirakawa infine ha dichiarato che l’elevata avversione al rischio provocata dalla crisi dell’area euro può nuocere all’economia giapponese attraverso l’eccessiva forza dello yen.


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