Le decisioni prese dai policy-maker europei avranno un impatto decisivo sui principali cambi, e le valute rifugio potrebbero ritracciare ulteriormente se verranno concordati interventi in grado di ripristinare un clima di fiducia sull’euro, a beneficio proprio della divisa unica, in lieve recupero nelle ultime sedute contro le major currency. …..
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La prossima sarà una settimana intensa per i mercati valutari, le cui tendenze verranno determinate dalle novità in arrivo da Francoforte (riunione BCE) e Bruxelles (summit dei capi di stato e di governo).
USD (cambio effettivo nominale) – Settimana negativa per il dollaro, in discesa contro tutte le principali divise in scia al recupero delle attività rischiose e al conseguente smobilizzo delle posizioni difensive. Il sentiment di fondo però rimane positivo per la divisa statunitense, che in parte beneficia delle cupe prospettive della divisa unica europea, al centro di quella che è oramai una crisi sistemica, come affermato anche dal Presidente dell’UE, Herman Van Roumpy.
EUR – L’attenzione degli operatori sarà rivolta ai due eventi chiave della settimana: la riunione BCE (giovedì) e il summit tra i leader europei (venerdì). E’ possibile che la BCE annunci un taglio nel tasso di policy (presumibilmente di 25 punti base), ma si attendono anche nuovi interventi quali il lancio di aste a lunga scadenza e l’allargamento del collaterale stanziabile a garanzia nelle operazioni di rifinanziamento. Relativamente al summit di venerdì invece si dovrebbero delineare meglio le modalità di intervento EFSF-FMI per i paesi che faranno richiesta di assistenza, insieme alle linee guida per avviare un processo di maggiore integrazione fiscale tra i membri dell’area euro. L’EUR/USD sarà guidato quindi dalle decisioni prese a Bruxelles e Francoforte, e probabilmente solo queste potrebbero far uscire il cambio dal range 1,32-1,37 in cui si trova racchiuso da settimane, avviando un nuovo trend direzionale.
GBP – Settimana di recupero per la sterlina, nonostante il newsflow macro negativo (il PMI manifatturiero si è portato sui minimi dal giugno 2009) e la lettura grigia del Financial Stability Report, il quale ha messo in luce molti elementi di criticità per il sistema finanziario britannico. Ma la sterlina appare beneficiare di alcune dinamiche tecniche, mostrando una forte correlazione inversa con il dollaro, espressione dell’unica alternativa credibile all’euro in questo momento di forte tensione per la moneta unica. In caso di ulteriore indebolimento della divisa statunitense, il cable potrebbe quindi tentare uno sfondamento della resistenza posta a 1,5800, un evento che favorirebbe un allungo verso i massimi di fine ottobre a 1,6170.
JPY – Leggero indebolimento per l’USD/JPY in questa ottava, che si è brevemente affacciato sopra 78,00 prima di ripiegare di mezza figura. Il Ministro delle Finanze Azumi ha ribadito che non sono allo studio manovre volte a prevenire movimenti disordinati sui cambi; evidentemente gli attuali livelli sono considerati dall’establishment giapponese tollerabili. Nel breve il cambio è atteso consolidare nel trading range 76,5-78,5, e non sono in agenda questa settimana appuntamenti in grado di imprimere un nuovo trend direzionale.
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