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I mercati valutari: l’area euro condivide con gli USA un problema di crescita

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Rivediamo le proiezioni dell’euro, anticipando al breve termine il deprezzamento verso nuovi minimi (1,30-1,28 EUR/USD). Rivediamo al ribasso anche la proiezione di breve della sterlina a 1,50 GBP/USD. Rivediamo verso l’alto le proiezioni dello yen sull’orizzonte da 1m a 6m. …..


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Il trend atteso resta comunque di deprezzamento.

  EUR – Rivediamo le proiezioni sull’EUR/USD (che ieri ha registrato un nuovo minimo crollando da 1,3601 a 1,3385), anticipando al breve termine il deprezzamento che precedentemente era atteso svilupparsi più gradualmente e portare a nuovi minimi più in là nel tempo (v. tab.).
(1) La motivazione sostanziale di tale revisione risiede nell’ulteriore protrarsi delle preoccupazioni sul fronte Grecia, ma anche Italia, e più in generale, sull’effettiva capacità dell’area euro di superare la crisi che sta attraversando.
(2) La ragione più contingente è data invece dall’esito/effetti del FOMC: presa d’atto che il quadro di crescita USA è peggiorato e quindi azione immediata da parte della Fed per fare tutto quanto è in suo potere per sostenere la crescita.
  Al presente dunque l’area euro condivide con gli USA un problema di crescita in senso lato con l’aggiunta però di un problema più specifico e spinoso, ovvero quello del debito sovrano.
Per quanto riguarda il futuro la crescita dell’area euro potrà eventualmente beneficiare di condizioni di crescita eventualmente migliorate degli USA ma sarà probabilmente ancora alle prese con il problema del debito sovrano. La finestra di massimo rischio ribassista è quella di breve tra l’1m e il 3m, con possibilità di discesa a 1,30 o a 1,28 EUR/USD, che tecnicamente rappresenta l’obiettivo della recente onda ribassista. A provocare un’eventuale accelerazione ribassista potrebbe essere in particolare l’ulteriore protrarsi delle trattative per la concessione della nuova tranche di aiuti alla Grecia.

  GBP – Rivediamo al ribasso anche la proiezione di breve (v. tab.) della sterlina, che due giorni fa ha raggiunto il nostro obiettivo ribassista (1,54 GBP/USD) ma prima che ci aspettassimo, e poi è sceso fino a 1,53. Il nuovo obiettivo ribassista è ora 1,50 GBP/USD, con qualche rischio di moderata e temporanea incursione poco sotto tale livello.
(1) La motivazione sostanziale di tale revisione risiede nel chiaro cambio di scenario attuato dalla BoE. Infatti, dai verbali pubblicati mercoledì sembra essere emerso che la discussione all’interno del comitato non sia tanto sul “se” espandere ulteriormente la politica monetaria, quanto semmai su “quali strumenti” siano più appropriati in questa situazione. L’eventuale adozione di nuove misure espansive è più probabile avvenga a novembre che a ottobre, e comunque questo – il periodo dell’attesa – dovrebbe essere quello più critico per la sterlina. È per tale ragione che collochiamo sull’orizzonte approssimativo a 1m la proiezione di minimo a 1,50 del cambio GBP/USD.
(2) La ragione più contingente è data invece, come per l’euro, dall’esito/effetti del FOMC.

Si consideri comunque che la situazione di crisi dell’area euro può pesare di più sull’economia britannica di quanto non possa incidere una minor crescita USA. 

  JPY – Infine, rivediamo verso l’alto le proiezioni dello yen sull’orizzonte da 1m a 6m (v. tab.), più che altro per segnalare che l’inversione ribassista rischia di essere un processo un po’ lento, soprattutto nella prima fase. L’attesa resta comunque quella di un trend di deprezzamento.

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