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I mercati valutari: l’euro appare supportato da un sentiment abbastanza favorevole

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Euro in rimonta dopo la BCE: salvo notizie negative ci sono i presupposti per un consolidamento sopra 1,30 EUR/USD. Yen ancora in stallo: non è detto che se ne parli al G7. Sterlina vulnerabile………..


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– EUR – L’esito dell’incontro BCE è risultato favorevole all’euro. La moneta unica in una sola sessione ha scavalcato la soglia che se sfondata riapre il fronte rialzista (1,2946) e si è portata agilmente sopra 1,3000 EUR/USD. Il driver principale di questo movimento è stato il ridursi delle probabilità che la BCE tagli ancora i tassi. Tuttavia c’è anche da dire che l’euro appare supportato da un sentiment abbastanza favorevole. Nonostante, infatti, sul versante greco siano emersi nuovi spunti di preoccupazione e su quello spagnolo l’incertezza regni sovrana, il cambio ne è stato penalizzato in misura molto contenuta. Eventi della prossima settimana: Eurogruppo ed Ecofin lunedì e martedì, e G7 giovedì. Tra i dati saranno in primo piano quelli di produzione industriale e inflazione nell’area euro. Spunti favorevoli sulla crisi del debito e/o dai dati dovrebbero aiutare l’euro a consolidare sopra 1,3000. A meno di sviluppi negativi, infatti, il quadro tecnico è positivo. In fase discendente il cambio si è tenuto lontano da quello che comunque sarebbe il limite di normale ritracciamento a 1,2765 e – dopo la riunione BCE – ha riagganciato la base (necessaria, anche se non sufficiente) che riapre virtualmente il fronte rialzista: 1,2946. Resistenze sopra tale soglia a 1,3006 – 1,3126 – 1,3307.

– GBP – La sterlina ha avuto una settimana contrastata, ma è emersa molto bene la sua vulnerabilità, perché contro euro è solo scesa rientrando da 0,79 a 0,80 EUR/GBP. I dati sono stati tutti negativi, soprattutto i PMI di settembre, e la BoE ha lasciato tutto invariato (tassi e APF). Nuovo stimolo potrebbe arrivare al prossimo incontro di novembre, salvo sorprese dai dati. Le attese sui dati in uscita la prossima settimana (produzione industriale e bilancia commerciale) sono negative. Salvo sorprese dunque la sterlina dovrebbe cedere tornando almeno verso 1,6000 GBP/USD, perdendo ulteriore terreno contro euro (possibile test di 0,8100 EUR/GBP).

– JPY – Yen ancora in stallo. La riunione BoJ questa volta non ha dispensato nuovo stimolo monetario: Shirakawa ha dichiarato che non è opportuno aumentare troppo velocemente gli acquisti di titoli di stato. Quanto allo yen ha ribadito che la sua forza è un freno per la crescita e incide negativamente sul clima di fiducia. Non è chiaro se al G7 verrà affrontata la questione dello yen. In ogni caso riteniamo che il cambio potrebbe riuscire a sbloccarsi da solo se (1) il
quadro dell’economia USA migliora più delle attese e/o (2) si fanno nuovi progressi sul fronte della crisi del debito dell’area euro.


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