Il fallito tentativo di formare un nuovo governo in Grecia ha affossato l’euro abbondantemente sotto 1,30 EUR/USD. Manteniamo per ora 1,25 come target ribassista di breve, ma i timori di un’eventuale uscita della Grecia dall’UEM potrebbero identificare ulteriore downside….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Non abbiamo rivisto al rialzo la sterlina: l’inflation report è stato inequivocabilmente dovish e la BoE individua nella crisi dell’area euro il principale rischio verso il basso sulla crescita britannica.
EUR – L’euro ha sostanzialmente raggiunto i nostri target ribassisti, scendendo finalmente sotto 1,3000 EUR/USD: ha sfondato il primo obiettivo tecnico a 1,2827 ed ha quasi toccato il secondo (1,2624). Il tutto è avvenuto questa settimana, sul fallito tentativo di formare un nuovo governo in Grecia. Ora si andrà a nuove elezioni il 17 giugno e sui mercati cresce il timore che la Grecia esca dall’UEM. Il vertice dei G8 affronterà anche la crisi greca. Se non ne usciranno novità incoraggianti l’euro rischia di indebolirsi ulteriormente: downside in area 1,25 EUR/USD, livello che manteniamo come proiezione centrale a 1m. Tuttavia, alla luce degli ultimissimi sviluppi sul versante greco, l’accresciuto rischio di un’eventuale uscita della Grecia dall’UEM genera il rischio di un calo più profondo dell’euro, al di sotto di 1,25. Quantificare il downside collegato a un tale evento non è banale, perché trattasi di evento che – se si verificasse – non avrebbe precedenti storici. In prima battuta si potrebbe però ipotizzare un range di caduta tra 1,25 e 1,18. Infatti, in occasione della “prima” crisi greca, nella prima parte del 2010, il cambio precipitò da 1,35 a 1,18 (minimo puntuale del 7 giugno 2010: 1,1877) in meno di due mesi, tra aprile e giugno.
Considerando che il punto di partenza dell’onda ribassista recente è più o meno allineato, non ci sembra irragionevole ipotizzare un’ampiezza analoga. Quanto alla prossima settimana verranno pubblicati la fiducia, i PMI e l’IFO (tutti) di maggio. Qualora tali dati dovessero sorprendere in positivo (ma le attese vanno in direzione contraria) l’euro potrebbe temporaneamente arrestare la discesa in atto, a condizione che non emergano spunti sfavorevoli sul fronte della crisi.
GBP – Non abbiamo rivisto verso l’alto la sterlina, perché l’inflation report ha rivisto verso il basso le proiezioni di crescita dell’economia britannica, specificando che il principale rischio verso il basso è costituito dalla crisi dell’area euro. Nel discorso introduttivo il governatore Mervyn King ha lasciato intendere che la BoE non ha ancora chiuso definitivamente la porta ad ulteriore allentamento quantitativo. Su questo e sul calo dell’EUR/USD la sterlina ha corretto abbondantemente , scendendo da 1,61 a 1,56 GBP/USD. Abbiamo così mantenuto le proiezioni a 1m-3m che prospettano la possibilità di un’incursione all’interno del range 1,55-1,50
GBP/USD, che collegheremmo principalmente a (1) un calo dell’euro sotto 1,25 EUR/USD e/o (2) all’annuncio di un altro aumento dell’APF (prossima riunione BoE il 6-7 giugno). La prossima settimana intanto potrebbe esserci spazio per ulteriore indebolimento in caso di dati negativi (in uscita l’inflazione, le vendite al dettaglio, l’indagine CBI sul settore industriale e la seconda stima del Pil T1) e di verbali BoE (mercoledì) che mostrassero un’ampia spaccatura in merito all’APF. JPY – Lo yen si è rafforzato da 80 a 79 USD/JPY sull’avversione al rischio collegata alla crisi greca. Se il sentiment non migliora il cambio potrebbe tentare di portarsi a 78 USD/JPY, ma mercoledì si riunisce la BoJ, che è pronta ad arginare eventuali strappi ulteriori sotto quota 80 USD/JPY.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



