BoE indecisa: la sterlina scende……
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EUR – Ampio apprezzamento dell’euro nella prima parte della settimana, da 1,28 a 1,31 EUR/USD, e solo su aspettative che si potesse fare un passo avanti sulla questione spagnola. Quando si è appreso che la questione non sarebbe stata affrontata nemmeno dal Consiglio, il cambio ha corretto, tornando a 1,30.
Tecnicamente comunque, finché il corridoio 1,3006- 1,2946 viene salvaguardato, resta in essere il fronte rialzista. L’ascesa sopra 1,3200 dovrebbe quindi essere solo rinviata a quando sul versante spagnolo o su quello greco si sarà fatto un concreto passo avanti. Intanto la prossima settimana saranno pubblicati dati importanti, tra cui i PMI flash. Salvo delusioni il downside dell’euro dovrebbe restare contenuto entro 1,29-1,28.
GBP – Gli spunti dall’economia britannica non hanno consentito alla sterlina di trovare una direzionalità contro dollaro, ma hanno consentito di far risaltare la sua vulnerabilità, che è emersa contro euro: il cambio infatti è passato da 0,80 a 0,81 EUR/GBP. Dai verbali BoE è emerso che alcuni membri si stanno domandando se sia ancora necessario fornire altro stimolo monetario. Fino all’altro giorno i mercati davano quasi per scontato che la BoE avrebbe aumentato ulteriormente l’APF, ora invece il dubbio è lecito. In realtà le decisioni su tassi e APF sono state prese all’unanimità e soprattutto si è rimandato il tutto alla prossima riunione, per la quale sarà stato preparato il nuovo Inflation Report.
I dati delle prossime due settimane saranno dunque cruciali per le decisioni della BoE. Nel frattempo quelli usciti in questi giorni sono stati complessivamente non negativi. Se dovessimo quindi esprimere un parere, con le informazioni disponibili a oggi, su cosa farà la BoE, attribuiremmo probabilità 51% all’ipotesi che non aumenti più l’APF e abbia quindi chiuso con la fase attiva di espansione monetaria e probabilità 49% all’ipotesi che aumenti un’ultima volta l’APF a novembre o a dicembre. Discriminanti saranno però i dati. La prossima settimana il più importante sarà giovedì la prima stima del PIL del 3° trimestre, sulla quale siamo meno ottimisti del consenso (0,3% t/t la nostra stima rispetto allo 0,5% di consenso). Se il dato dovesse deludere la sterlina ne risentirebbe sia contro dollaro sia contro euro, l’opposto si avrebbe se invece dovesse risultare migliore del previsto.
JPY – Lo yen invece, pur nel suo piccolo, ha avuto una direzionalità chiara ed è sceso da 78 a 79 USD/JPY. La combinazione di (1) aspettative che sul fronte crisi area euro emerga presto qualche novità positiva, (2) dati USA non negativi, e (3) attese che le Autorità giapponesi si muoveranno presto con altre misure di stimolo per l’economia domestica hanno sostenuto il trend di fondo. A meno di toni pessimistici da parte della Fed al FOMC di mercoledì prossimo o di una delusione dal PIL USA del 3° trimestre, il calo dello yen dovrebbe poter proseguire.
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