Dopo il rimbalzo provocato dal pessimo employment report USA, l’euro dovrebbe riabbassare la testa in vista dell’Ecofin di martedì. Per la sterlina l’incontro BoE sarà un non-event, e mancano spunti rialzisti. Lento e faticoso il deprezzamento dello yen, che però ormai dovrebbe potersi considerare avviato…..
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– USD (cambio effettivo nominale) – Il pessimo employment report pubblicato oggi ha penalizzato il dollaro su tutti i fronti.
– La prossima settimana non vi sono spunti specifici di fonte USA. Complessivamente il biglietto verde potrebbe recuperare qualcosa, ma probabilmente non molto.
– EUR – Lunedì l’euro aveva aperto fortemente al ribasso scendendo poco sotto 1,3000 EUR/USD, ma ha chiuso rivedendo i livelli della settimana scorsa a 1,33 dopo il pessimo employment report.
– La settimana prossima gli occhi saranno puntati sull’Ecofin, con questione Irlanda e periferici all’ordine del giorno. Il mercato ha già reagito a sufficienza alle preoccupazioni per le conseguenze della crisi sul debito sovrano.
– Ciononostante, l’incertezza non sembra destinata a dissolversi nel giro di pochi giorni. Non è quindi ancora da escludersi un tentativo di nuovo test di 1,30 EUR/USD, soprattutto dopo il balzo post-employment report.
– Comunque, quand’anche il cambio non dovesse tornare indietro, questo non sarebbe sufficiente a concludere che sia in atto un’inversione rialzista in direzione di 1,37-1,40. Per quanto le dichiarazioni di Trichet post-meeting BCE non siano state “rivoluzionarie”, hanno trasmesso un messaggio di maggior cautela nell’avviare l’exit strategy. Quindi dovrebbero complessivamente tenere schiacciato verso il basso l’euro.
– Tecnicamente, ricordiamo intanto i primi supporti importanti sotto 1,3256: 1,3000 e 1,2791.
– GBP – A parte l’ampio rimbalzo post-employment report, la sterlina è scesa ancora contro dollaro questa settimana. In parte il calo è da attribuirsi a una sorta di effetto “contagio” da EUR/USD.
– Le prospettive di crescita dell’economia britannica sono infatti significativamente collegate a quelle dell’area euro: la stessa Bank of England sottolinea continuamente questo collegamento. Proprio per questo la crisi dei periferici che recentemente ha travolto l’euro ha prodotto ripercussioni negative anche sulla sterlina.
– Va anche detto che comunque i dati sull’economia britannica pubblicati questa settimana sono stati complessivamente deboli, se si esclude il PMI manifatturiero che ha registrato un progresso tanto ampio quanto imprevisto.
– La combinazione di questi spunti non dovrebbe offrire terreno per un rimbalzo verso 1,60 GBP/USD. Contro euro probabilmente mancheranno ancora gli spunti direzionali. Il cambio EUR/GBP dovrebbe mantenersi fra 0,83 e 0,85 con perno su 0,84.
– L’incontro BoE di giovedì dovrebbe risolversi in un non-event. Non ci si attende infatti alcuna novità sul fronte della politica monetaria.
– Al di là dei movimenti dei prossimi giorni, restiamo dell’idea che sulla sterlina prevalgano rischi verso il basso non solo contro dollaro ma anche contro euro.
– JPY – Lo yen resta privo di spunti autonomi, ma (1) le recenti “conferme” sui rischi verso il basso per l’economia nipponica, e (2) il ridimensionarsi del ruolo di safe haven dovrebbero consentire il mantenimento del trend ribassista intrapreso.
– Il rapido rimbalzo dello yen fino in area 82 USD/JPY post-employment report dovrebbe presto riassorbirsi.
– E sullo scavalco dell’anno il cambio dovrebbe inoltrarsi all’interno del range 85-90 USD/JPY.

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