MONDO 1

Il Punto: La BCE rimarrà ferma nei prossimi mesi

BCE. Come largamente anticipato, la BCE rimarrà ferma nei prossimi mesi. Incide il netto miglioramento delle condizioni finanziarie innescato dall’annuncio delle OMTs. La decisione sui tassi è stata unanime.…..


I segnali di minore frammentazione sui mercati hanno spostato il consenso all’interno del Consiglio. Giappone – Nuovo stimolo fiscale per 1% del PIL.

Come largamente anticipato, la riunione di gennaio si è conclusa con tassi fermi e nessuna novità sul fronte delle misure non convenzionali. La decisione sui tassi è stata unanime mentre il mese precedente vi era stato “un consenso prevalente” per mantenere tassi fermi. Le novità che spiegano lo spostamento del consenso all’interno del Consiglio, sono la minore frammentazione dei mercati e i primi segnali di stabilizzazione ciclica. Inoltre la valutazione dei rischi per la stabilità dei prezzi è rimasta invariata rispetto a dicembre: i rischi sono giudicati in equilibrio. Per quel che concerne la crescita, i rischi sono ancora verso il basso ma la BCE valuta che una svolta si avrà nel corso del 2013, grazie alla politica monetaria accomodante, alla minore frammentazione dei mercati e a un’accelerazione della domanda mondiale.

Tuttavia, Draghi riconosce che il miglioramento delle condizioni finanziare negli ultimi sei mesi (calo dei rendimenti e CDS governativi, recupero dei corsi azionari, ritorno su minimi storici della volatilità, miglioramento dei saldi TARGET 2, ritorno dei capitali esteri, minor ricorso alla finestra BCE, aumento dei depositi nei Paesi periferici) non si è ancora trasmesso all’economia reale. I principali rischi per la crescita derivano dalla gestione del processo di consolidamento fiscale, che dovrebbe essere “equilibrato” e credibile, e dalla mancanza di ulteriori riforme che garantiscano un riassorbimento degli squilibri all’interno della zona euro. La porta non è chiusa del tutto a un taglio dei tassi, dal momento che rimane ancora un elevato grado di incertezza, ma è diventato meno probabile in vista del netto miglioramento delle condizioni di mercato.

La BCE, come ci aspettavamo, difficilmente introdurrà nuove misure di liquidità: Draghi ha indicato che le condizioni della raccolta per le banche sono adeguate. Allo stesso tempo, tuttavia, la svolta sul fronte delle misure straordinarie è ancora lontana: il presidente della BCE ha detto esplicitamente che non ritiene sia ancora il momento di parlare di una strategia di uscita. A partire dal 22 gennaio, la BCE comunicherà settimanalmente quanti fondi triennali verranno restituiti dalle banche e da marzo sarà comunicata, inoltre, quanta della liquidità assegnata con l’asta di febbraio verrà restituita dalle banche. Si ricorda che le nostre stime sono per un ritorno di poco inferiore ai 200 miliardi di euro su un totale di 972 miliardi assegnati con le due aste. Draghi non manifestato alcuna apertura riguardo a possibili modifiche del mandato della BCE, alla possibilità di seguire una strategia di comunicazione più simile a quella della Fed e, infine, ad altre misure di policy per favorire la trasmissione della politica monetaria all’economia reale, sulla falsariga del Funding for Lending Scheme della BoE. Il mandato della BCE è uno solo: la stabilità dei prezzi nel medio periodo.

In Giappone, il Governo ha annunciato un pacchetto di stimolo fiscale che include aumenti di spesa del governo centrale per 10,3 tln di yen, di cui 5,2 tln di yen in spesa infrastrutturale. Complessivamente il pacchetto prevede misure per 20,2 tln di yen. Gran parte degli interventi del governo centrale dovrebbe essere attuata nell’a.f. 2013, con effetto di stimolo vicino all’1% del PIL, concentrato sui trimestri centrali di quest’anno. Il nuovo Governo conferma l’atteggiamento fortemente interventista sull’economia che era stato il focus della campagna elettorale e sottolinea la necessità di maggiore cooperazione con la Banca centrale. Il Primo Ministro sta spingendo apertamente perché la BoJ modifichi il proprio obiettivo di inflazione dall’1% attuale al 2%. La BoJ ha indicato che l’obiettivo sui prezzi verrà riconsiderato alla riunione del 22 gennaio: ci aspettiamo che l’obiettivo di inflazione venga rivisto al 2% e reso più vincolante. Nei prossimi mesi verranno anche annunciati ulteriori incrementi del pacchetto di stimolo monetario (acquisto titoli e prestiti a lungo termine).

La svolta espansiva della politica monetaria, spinta dalle pressioni di Abe ancora prima delle elezioni dell’autunno, mantiene le condizioni per il sentiero di deprezzamento dello yen iniziato a novembre: prevediamo il cambio dollaro/yen a 92 entro fine 2013.


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