FOMC – Nessuna novità ora, ma prevediamo l’introduzione di acquisti di Treasuries lunghi a dicembre, per sostituire l’Operation Twist……..
La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, senza novità di rilievo. Il tasso sui fed funds dovrebbe rimanere sui livelli attuali almeno fino a metà 2015 e i programmi di acquisto titoli proseguono come annunciato a settembre. La valutazione dell’economia è poco variata: si rileva una crescita dei consumi “un po’” più rapida, a fronte di un rallentamento degli investimenti. Il Comitato “rimane preoccupato”, estendendo quindi il linguaggio usato a settembre (quando il testo diceva: “è preoccupato”) che, in assenza di sufficiente stimolo, la crescita non sia abbastanza forte da generare un “miglioramento duraturo” del mercato del lavoro. Sull’inflazione si continua a prevedere un livello al di sotto dell’obiettivo del 2%, nonostante i recenti rialzi legati ai prezzi dell’energia. Il resto del comunicato è identico a quello del mese scorso. Quindi si mantengono i flussi di acquisto titoli indicati a settembre: oltre al reinvestimento di cedole e scadenze di agenzie e MBS, la combinazione di Operation Twist e di QE3 genera acquisti per circa 85 mld di dollari al mese sul tratto lungo della curva. Il comunicato ribadisce il messaggio che gli interventi sono flessibili e condizionati al miglioramento del mercato del lavoro. In assenza di sviluppi positivi, il Comitato continuerà gli acquisti di MBS, “inizierà altri acquisti di attività” e utilizzerà gli altri strumenti a sua disposizione, modulando quantità e composizione degli acquisti in base a un’analisi costi/benefici.
Il punto centrale rimane questo: in assenza di accelerazione della crescita, che dovrebbe generare miglioramento sostenibile del mercato del lavoro, la Fed continuerà a fornire almeno lo stimolo attuale. A dicembre scade l’Operation Twist: manteniamo la nostra previsione che gli acquisti sul tratto lungo della curva di OT verranno sostituiti con acquisti a titolo definitivo, mantenendo gli interventi sui titoli lunghi almeno intorno all’ammontare attuale (appunto gli 85 mld citati nel testo: 40 mld di MBS +45 mld di Treasuries). Potrebbe poi essere modificata la comunicazione indicando in modo più esplicito le condizioni per il mantenimento dello stimolo in termini di range del tasso di disoccupazione invece di dare indicazioni sul sentiero della politica monetaria legate al calendario. I verbali, in uscita tra tre settimane, dovrebbero segnalare la preparazione per queste novità: acquisti di Treasuries a fine anno e ulteriore analisi per modificare la comunicazione. Quest’ultima potrebbe richiedere più tempo, cambiamenti alla definizione della guida sui tassi potrebbero essere annunciati più avanti nel 2013. Fino a quando il tasso di disoccupazione resta vicino all’8%, il Comitato può permettersi di essere meno preciso in termini di regole: con il proseguimento del lento riequilibrio del mercato del lavoro, indicazioni più precise possono diventare più rilevanti per una corretta comunicazione con i mercati.
Per adesso la chiave per la previsione della politica monetaria è la crescita. Le indicazioni su questo fronte continuano a farci prevedere che lo stimolo attuale verrà mantenuto almeno per tutto il 2013. Il nostro scenario vede infatti un rallentamento il prossimo anno a 1,6%. Recentemente, una serie di sorprese positive dai dati macro era stata letta dai mercati come una svolta strutturale verso ritmi di espansione più sostenuti. Manteniamo la nostra previsione di valutazione di una crescita complessiva senza spinte “nette” verso l’alto: l’algebra della crescita è mutata, ma il risultato complessivo no. I consumi hanno accelerato, insieme a un rimbalzo della fiducia e al rialzo dei prezzi delle case. Gli investimenti residenziali e la ricchezza immobiliare proseguiranno sul trend positivo degli ultimi due trimestri. Dal lato delle imprese, sono però aumentati gli effetti negativi dell’incertezza ed è probabile un calo degli investimenti nella parte finale dell’anno e a inizio 2013. Ma il punto centrale è la politica fiscale: nell’a.f. 2012 il deficit è calato dall’8,7% al 7% del PIL: ci aspettiamo una restrizione analoga nel 2013. Per questo motivo, riteniamo che non ci sia spazio per un’accelerazione della crescita nel prossimo biennio: questa previsione sta alla base dell’aspettativa che la Fed prosegua con uno stimolo pari o superiore a quello attuale almeno fino alla fine del mandato di Bernanke, a gennaio 2014.
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