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IG: BCE: Draghi alza la voce, nuova review QE a marzo

Torna il sereno sulle borse europee dopo le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa successiva all’annuncio dei tassi. Nel suo discorso, il numero uno dell’Istituto di Francoforte ha...


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a cura di Vincenzo Longo


fatto sapere che “sarà necessario rivedere la politica monetaria, possibilmente durante il meeting di marzo”, quando si avranno a disposizione le nuove stime su inflazione e Pil. Parole, forse, che il mercato non si aspettava, quantomeno non in maniera così incisiva e puntuale.

Così, dopo la revisione di dicembre scorso, Draghi è costretto a rimettere mano al QE. Sul punto, il presidente della Bce ci ha tenuto a precisare che il sensibile deterioramento dell’outlook sui mercati delle ultime 6 settimane e il marcato incremento dei downside risk (rischi geopolitici, crollo delle quotazioni del greggio e rallentamento Paesi Emergenti) hanno spinto il board a rivedere nuovamente rivedere la politica monetaria. Un atteggiamento questo che sicuramente piace agli investitori, che apprezzano la flessibilità e la rapidità di azione della Banca centrale, un aspetto su cui la Bce non hai mai brillato in passato.

Non resta quindi che interrogarsi su cosa potrà fare la Bce. In proposito occorre ricordare quello che è accaduto ad ottobre, quando Draghi aveva preannunciato la revisione del QE nel meeting di dicembre, contribuendo nelle settimane successive a sovraccaricare il mercato di aspettative sulle manovre. In quell’occasione lo stesso Draghi sarebbe stato ripreso da alcuni governatori. Alla luce della recente esperienza, i mercati non commetteranno gli stessi errori. Gli strumenti a disposizione rimangono diversi. Noi continuiamo a credere che l’opzione preferibile riguardi l’aumento degli acquisti mensili almeno sino a 80 miliardi di euro dagli attuali 60. Tra le opzioni vi è anche il prolungamento di ulteriori 6 mesi del programma, il cui termine è ora previsto sino marzo 2017.

Draghi si è soffermato anche sul tema banche e sull’indagine dei Non Performing Loans (NPLs). In proposito ha dichiarato che si tratta di un processo che rientra tra i compiti standard dell’Istituto centrale e che questi sono già stati valutati dalla Bce. In particolare, sull’Italia ha precisato che i crediti non performanti hanno adeguati livelli di copertura da parte del sistema bancario.

Alla fine potremmo dire che Draghi è riuscito nel suo intento, riuscendo ad allontanare la tempesta sui mercati. Gli indici mondiali erano arrivati al test di supporti importanti, il cui cedimento avrebbe fatto riemergere i timori di una crisi simile a quella del 2008. Nonostante tutto non possiamo dirci fuori pericolo. Il movimento di oggi può essere in parte dovuto al recente ipervenduto che si è creato sui mercati. Alle buone intenzioni della Bce devono seguire anche quelle della Fed. Non dovremmo attendere molto. Martedì e mercoledì si riunirà la Banca centrale Usa e nel comunicato di mercoledì sera gli operatori si aspettano toni ultra accomodanti. Probabile che la Banca centrale possa sospendere per l’intero 2016 il percorso di rialzo dei tassi di interesse iniziato a dicembre scorso.

Fonte: BONDWorld.it


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