IG Italia : Macro USA: inflazione inferiore alle attese, maggiori certezze per Powell per mantenere tassi invariati
A cura di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia
I dati sono inferiori alle attese, indice generale invariato su base mensile, quello core evidenzia un debole +0,2%.
Il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato i dati sull’inflazione relativa al mese di ottobre negli Stati Uniti. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha evidenziato, su base annuale, un rialzo del 3,2%, leggermente minore rispetto alle attese del mercato fissate per un +3,3% (a settembre al +3,7%). Su base mensile il CPI non ha mostrato variazioni (aspettative fissate per un +0,1%). L’indice core (ovvero esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una crescita del 4% (previsioni del mercato al +4,1%, a settembre +4,1%). Su base mensile l’aumento dei prezzi core è stato pari allo 0,2%, inferiore alle attese (a settembre +0,3% m/m).
Sorprende positivamente l’inflazione. Scendono le pressioni inflazionistiche anche quelle core. I dubbi della FED dovrebbero svanire
Le cifre su inflazione hanno confermato un rallentamento della crescita dei prezzi headline e di quelli core. La principale ragione è la caduta dei prezzi degli energetici e dei servizi al comparto energetico.
A contribuire all’entusiasmo anche l’indice core (esclusi energetici e alimentari) che rallenta la crescita fino al 4% soprattutto per la discesa dei prezzi delle macchine usate e dei servizi nel campo medico.
Reazione immediata sui mercati con vendite sul dollaro e acquisti anche sull’equity. Il cambio eurodollaro è salito fino a 1,08, massimo degli ultimi 2 mesi, mentre gli indici azionari volano (CFD su Dow Jones e Nasdaq con rialzi superiori al punto percentuale, CFD sul Russell 2000 con un guadagno superiore al 3%).
Dopo le recenti dichiarazioni del presidente della FED, Jerome Powell, sui dubbi in merito al fatto che il livello dei tassi di interesse sia appropriato a riportare l’inflazione al 2%, le cifre macro sull’andamento dei prezzi al consumo portano argomentazioni forti in favore di un atteggiamento meno restrittivo da parte della banca centrale statunitense.
Crediamo che, per il meeting del 13 dicembre del FOMC, la commissione operativa della FED, lo scenario sia quello di un mantenimento dei tassi di interesse nel range 5,25%-5,50%. I dati confermato che l’attuale posizionamento della FED in politica monetaria sia abbastanza restrittivo per permettere all’inflazione di tornare nel medio periodo verso l’obiettivo del 2%.
Fonte: BONDWorld.it
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