Il dollaro viene spinto dai commenti della Fed (di Arnaud Masset): Il dollaro USA sta avendo un meraviglioso inizio settimana con i membri della Fed che sostengono la fiducia di un aumento dei tassi nel 2015 da parte della banca centrale USA…
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Da lunedì il biglietto verde sta guadagnando terreno rispetto alla maggior parte delle valute del G10, indicando che gli investitori credono chiaramente che le opportunità più attraenti di investimento si trovino ancora negli USA. La valuta unica ha perso l’1,02% nei confronti del dollaro mentre il NZD è sceso a -1,16%, il SEK -1,15%, l’AUD -0,54% e il franco svizzero -0,35%.
Uno dopo l’altro, i membri della Federal Reserve continuano ad alimentare l’idea di un aumento dei tassi a settembre. Ora ci chiediamo se i membri della Fed credono veramente che la FOMC sarà in grado di aumentare i tassi prima del 2016 – dato che il mercato sta prezzando una probabilità del 20% di tale evento in ottobre, e del 44% a dicembre, e l’inflazione è ancora al di sotto del target del 2% – o se stanno cercando di diffondere il loro entusiasta ottimismo agli operatori di mercato. Dopo le dichiarazioni dei membri dei vari distretti Fed – William di San Francisco, Bullard di St. Louis, e Lacker di Richmond – il presidente del distretto di Atlanta Lockhart ci ha messo del suo dichiarando di “Avere fiducia che la frase ‘di un possibile aumento dei tassi durante l’anno’ sia ancora valida”, aggiungendo che “Con il consolidarsi della situazione, sarò pronto per il primo intervento di politica monetaria sulla scia di una normalizzazione del quadro dei tassi di interesse.” Sembra che un’altra serie di “fattori transitori” stia vanificando i piani della Fed. Nel mentre, il Dollar Index si è alzato di oltre il 2% e sta testando la resistenza situata a 96.
La fiducia nell’Eurozona è in calo (di Yann Quelenn)
Oggi verranno pubblicati i dati sulla Fiducia dei Consumatori di settembre. Si prevede che i dati presentino un leggero calo a -7 rispetto al -6,9 precedente. Tuttavia, il sentiment si trova ancora intorno al suo livello più alto degli ultimi 4 anni. Pensiamo che la diminuzione rifletterà il fatto che l’economia europea non riesce attualmente a fornire segni sostenibili di un’accelerazione della crescita economica.
Inoltre, vi sono crescenti timori riguardo all’efficacia dell’intervento di quantitative easing nel migliorare il quadro economico. Gli esempi giapponese e USA mostrano che entrambi i paesi stanno ancora faticando a stabilizzare le loro economie nonostante il massiccio programma di stimoli degli anni scorsi. Non vi è di fatto nessuna prova sostanziale che dimostri la validità di tale strumento di politica monetaria. Tuttavia, sembra che fosse l’ultima soluzione a disposizione della Banca Centrale Europa per ritornare sul cammino della crescita. Inoltre, Mario Draghi ha annunciato all’inizio di questo mese che il programma di quantitative easing della BCE dovrà essere esteso. L’unica cosa che il quantitative easing fa è di dare l’illusione dell’esistenza di un’economia forte attraverso la sovra-valutazione dei mercati azionari.
La Fiducia dei Consumatori sarà anche influenzata dal rallentamento dell’economia cinese, che sta minacciando l’outlook globale dell’Eurozona. Le esportazioni verso la Cina continueranno probabilmente il loro declino e tale condizione spingerà ulteriormente verso il basso i fatturati. Rimaniamo ribassisti per quanto riguarda la coppia EUR/USD. Infatti vi sarà un aumento delle aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed prima della fine dell’anno e una pubblicazione di dati negativi riguardanti le prime conseguenze del programma di QE Europeo (in particolare quelli relativi al PIL).
Il surplus commerciale svizzero diminuisce (di Peter Rosenstreich)
L’effetto erosione causato dalla forza del CHF continua ad avere conseguenze negative sui dati economici della Svizzera. Il surplus della bilancia commerciale svizzera è diminuito più del previsto ad agosto calando a CHF 2,87 miliardi rispetto ai 3,58 miliardi di luglio. Il mercato si aspettava una decelerazione a CHF 2,75 miliardi. Entrambi i due lati della bilancia commerciale si sono contratti. Le esportazioni reali sono diminuite del -2,4% rispetto al dato rivisto precedente di -2,3% mentre le importazioni reali sono diminuite di -4,0% rispetto al dato rivisto precedente di -1,8%. Le esportazioni di orologi svizzeri hanno registrato un calo su base annua di -1,6% con una forte cadute registrata in Cina di -38,5% (le esportazioni di orologi a Hong Kong sono calate di -18,2% con un valore totale di vendite che si aggira intorno alla cifra ancora rispettabile di CHF 225 milioni). Il ritocco verso l’alto delle previsioni di crescita per il 2015 da parte del governo elvetico a 0,9% rispetto al precedente valore di 0,8% sembra essere un poco troppo ottimista considerando la costante diminuzione delle esportazioni. Specialmente considerando il fatto che tale upgrade è stato basato su previsioni di un ulteriore recupero economico nel resto d’ Europa che rimane sensibile alla forza del CHF. Questa mattina il CHF si è mosso in maniera altalenante, ma a nostro parere senza nessun collegamento ai dati economici locali. Il CHF è diventato una valuta di finanziamento per altre operazioni di trading e di conseguenza è soggetto a fluttuazioni esterne di maggiore portata. L’alternarsi della propensione al rischio di oggi risulta in una volatilità negli scambi in CHF. I trader della coppia USD/CHF dovrebbero tenere sotto target un’estensione del trend rialzista alla resistenza di 0,9822. Un eccessivo arretramento della coppia EUR/CHF a 1,0865 fornisce un’opportunità per ricaricare posizioni lunghe. I partecipanti dovrebbero tenere i loro occhi rivolti al Bollettino Trimestrale della BNS per ottenere indicazioni su quale sia l’opinione della BNS sulla situazione attuale.
Fonte: BONDWorld.it
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