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Il Punto: La BCE rimane cautamente ottimista sulle prospettive della ripresa

Come previsto, nessuna novità di rilievo dalla riunione di ottobre della BCE. Bisognerà attendere la riunione di dicembre per capire se il regime straordinario sarà ulteriormente prorogato……


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– Nessuna particolare novità è emersa dalla riunione del consiglio direttivo BCE: i tassi di riferimento sono rimasti invariati e sono giudicati “appropriati”, come atteso; inoltre, non sono stati fatti annunci di sorta riguardo al sistema di misure non convenzionali.

– La BCE rimane cautamente ottimista sulle prospettive della ripresa: l’espansione continuerà “a un passo moderato”, anche grazie al fatto che non è in vista una ricaduta recessiva dell’economia mondiale (in effetti, l’ultima tornata di dati macroeconomici europei è stata ancora positiva particolarmente per l’industria tedesca, con un incremento di ben 1,7% m/m della produzione e di 3,4% m/m degli ordini in agosto). Tuttavia, sullo scenario di crescita c’è qualche rischio verso il basso, rappresentato delle rinnovate tensioni di mercato. Circa l’inflazione, la recente salita (all’1,8% a/a ad agosto) era attesa e l’anno prossimo è atteso un calo, sebbene sullo scenario inflazionistico permangano “leggeri” rischi verso l’alto.

– Secondo la BCE le banche devono usare gli utili per rafforzare la propria base patrimoniale ed espandere la disponibilità di credito. Trichet ha interpretato la minor richiesta di liquidità da parte delle banche alle aste BCE (da inizio ottobre si è verificata una distruzione netta di liquidità pari a 79 miliardi come effetto di rinnovi inferiori alle scadenze, il che ha fatto salire significativamente i tassi sul mercato monetario) come un segnale di “normalizzazione” del mercato, non pianificato dalla BCE (perciò non da interpretare come un segnale di politica monetaria meno espansiva) ma determinato endogenamente dalle banche. Implicitamente, Trichet ha prospettato che i casi critici di banche che necessitano di forti iniezioni di liquidità siano affrontati dai Governi nazionali e non dalla Banca centrale.

– Trichet ha più volte espresso preoccupazione (leggermente più accentuata rispetto all’usuale retorica) per l’eccessiva volatilità del mercato dei cambi (durante la conferenza-stampa il cambio euro/dollaro ha superato 1,40 per la prima volta da febbraio, salvo poi rientrare successivamente). Trichet si è anche aggiunto al coro di coloro che reclamano un più deciso apprezzamento dello yuan cinese.

– Nonostante le dichiarazioni “hawkish” giunte nelle ultime settimane da alcuni banchieri centrali (Stark, Weber, Nowotny, Mersch) favorevoli a un ritiro della piena allocazione probabilmente già da gennaio 2011, Trichet ha ribadito che la BCE non ha cambiato posizione rispetto al mese scorso e che rimane assai cauta non potendo ancora dichiarare vittoria contro la crisi. Secondo Trichet le misure non convenzionali (con questo termine la BCE intende soprattutto il full allotment) sono ancora necessarie perché la normalizzazione del mercato si è avviata ma è ancora lungi dall’essere conclusa, e nessun membro della BCE mette in dubbio la necessità di mantenere in piedi nel momento attuale tali misure. In ogni caso, Trichet ha confermato che a fine anno si farà il punto circa la futura evoluzione della exit strategy.

– In sintesi, Trichet ha parzialmente corretto il tiro rispetto alle dichiarazioni di singoli membri (Stark aveva dichiarato la settimana scorsa che alcune misure non convenzionali in scadenza a fine anno non saranno rinnovate), rimandando ogni decisione alla riunione di dicembre e confermando che in ogni caso la BCE sarà molto cauta nel “tarare” il ritiro delle misure di stimolo. Da notare che il rialzo dell’Eonia in seguito alla scadenza delle aste recenti (a 0,88% il 30 settembre) è quasi interamente rientrato (sino all’attuale 0,44%): a nostro avviso il livello dei tassi a brevissimo termine resterà molto inferiore al refi finché sarà mantenuta la politica di piena allocazione alle aste settimanali. Viceversa, più persistente dovrebbe risultare la salita dei tassi sulle scadenze meno brevi, in particolare dei tassi a 1 mese (l’interbancario è oggi a 0,65% da 0,52% la settimana scorsa), schiacciati per il momento dal mantenimento dell’asta straordinaria che rientra tra le misure non convenzionali messe in campo dalla BCE. Il ritiro della piena allocazione potrebbe essere, infatti, graduale e riguardare prima le aste a 1-3 mesi e soltanto in seguito le aste ordinarie a una settimana.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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