Il Punto : La BCE fermerà gli acquisti netti APP all’inizio di luglio e poi alzerà i tassi ufficiali di 25pb alla prossima riunione.
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A settembre sembra ora più probabile un rialzo di 50pb che di 25pb. In seguito, la BCE avvisa che il percorso di rialzi sarà “sostenuto”: rialzi almeno ogni trimestre, fino al miglioramento dello scenario prospettico, se non addirittura a ogni riunione. Rinviata, per ora, la discussione sui reinvestimenti. Nessuna novità concreta per quanto riguarda le misure di salvaguardia contro andamenti troppo divergenti delle condizioni finanziarie, anche se la Presidente ha confermato genericamente l’impegno a evitarli.
– I tassi ufficiali restano invariati, per ora. Tuttavia, le condizioni per avviare il processo di normalizzazione sono tutte verificate: quindi, la BCE interromperà gli acquisti netti APP il 1° luglio e poi “intende” alzare i tassi ufficiali di +25 punti base il 21 luglio: questa parte della decisione, tutt’altro che scontata, ha sciolto l’incertezza sulla dimensione dell’intervento del prossimo mese, causando un immediato calo dei tassi OIS più corti.
* Anche l’8 settembre la BCE “si attende” di attuare un rialzo dei tassi. Questo, però, potrebbe essere anche di 50 punti base, qualora lo scenario di inflazione non migliorasse o, addirittura, peggiorasse rispetto a oggi. Tirando le somme, pare che lo scenario centrale sia ora quello di un rialzo di 75 punti base totali fra luglio e settembre, a meno che la previsione di inflazione 2024 non scenda di nuovo al 2%. Gli OIS stanno ora incorporando proprio 75 punti base di rialzo. La Presidente ha anche avvisato che a settembre la BCE valuterà se lasciare gli spread fra i tassi ufficiali invariati ai livelli attuali o se tornare a una struttura più simmetrica.
* Per quanto riguarda il futuro più lontano, il comunicato afferma che “sarà appropriato un percorso graduale ma sostenuto di ulteriori aumenti dei tassi di interesse”. Pur trattandosi di una “previsione” e non di un impegno, la frase fa ritenere che lo scenario centrale sia costituito da una sequenza serrata di rialzi di 25 punti base, fino a quando la previsione di medio termine non sarà tornata in linea con l’obiettivo. Per questo motivo, le aspettative incorporate nella curva OIS oltre settembre restano aggressive: il mercato sconta da 65 a 75 punti base di ulteriore rialzo nelle due riunioni di fine anno. Altri 50 punti basi di rialzo entro fine anno ci sembrano coerenti con quando dichiarato dalla presidente Lagarde, anche se potrebbero essere limitati a 25 in caso di sorprese macroeconomiche negative o di forte accentuazione delle turbolenze finanziarie associate alla correzione dei tassi, che a questo punto diventano probabili.
– La BCE ha confermato per ora che i reinvestimenti delle scadenze PEPP continueranno fino al dicembre 2024, e quelli APP “per un periodo di tempo prolungato oltre la data in cui inizierà ad aumentare i tassi di interesse di riferimento della BCE e, in ogni caso, per tutto il tempo necessario a mantenere ampie condizioni di liquidità e un adeguato orientamento di politica monetaria”. La questione dei reinvestimenti sarà probabilmente rivista all’inizio del prossimo anno.
– La decisione di politica monetaria si accompagna a una nuova drastica revisione delle previsioni macroeconomiche dello staff.
* Le proiezioni di inflazione sono state riviste al rialzo su tutto l’orizzonte, più marcatamente sul biennio 2022-23 che nel 2024. Le stime per il 2024 salgono sopra il 2% sia per l’indice generale (2,1%), sia per quello senza alimentari freschi ed energia (2,3%), pur poggiando ancora su uno scenario di netto calo dei prezzi energetici. Come segnalato prima, la proiezione di inflazione nel 2024 sarà cruciale a settembre: se resterà sopra il 2%, i tassi saliranno di 50pb e non di 25. Da notare che l’inflazione è sopra l’obiettivo malgrado le ipotesi sui tassi di interesse incorporino un rialzo a oltre 1,5%.
* Le proiezioni di crescita, drasticamente ridotte, sono ora più allineate al consenso e alle nostre.
– La BCE non ha segnalato alcuna novità né sul fronte dei reinvestimenti PEPP, né su quello di altri strumenti per contenere la divergenza delle condizioni finanziarie fra paesi. La presidente Lagarde ha ribadito l’impegno della BCE a evitare che tale rischio possa compromettere la trasmissione della politica monetaria, ma non ha offerto alcuna indicazione concreta sulle misure che potrebbero essere adottate. Lo spread BTP-Bund ha reagito violentemente, allargando di 15pb.
* Come rileva un paper scritto da Gregory Claeys, Maria Demertzis e Lionel Guetta[1]Jeanrenaud sul tema della frammentazione, c’è qualcosa che la BCE potrebbe fare rapidamente, come sganciare il regime delle garanzie dai rating privati definitivamente e non soltanto durante le crisi. Gli autori propongono di sostituirlo con un’analisi di sostenibilità compiuta dalla Commissione Europea e validata dal Consiglio a maggioranza. L’altra proposta degli autori è quella di introdurre uno strumento che consenta alla curva dei rendimenti di muoversi, ma che allo stesso tempo limiti i movimenti degli spread; tale strumento dovrebbe essere costituito da un programma di acquisto specifico al paese e non generalizzato, vincolato al superamento di un’analisi esterna di sostenibilità.
* Nel frattempo, forse aiuterebbe che la BCE fosse un po’ più chiara su come intende applicare la flessibilità dei reinvestimenti PEPP.
Fonte: BondWorld.it
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