Il Punto : BCE: anche il resoconto della riunione di politica monetaria del 10 marzo conferma che il percorso di normalizzazione potrebbe essere accelerato. Sembra ragionevole ipotizzare che i tassi negativi siano eliminati prima di fine anno, salvo sviluppi molto negativi sul fronte energetico.
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– Il resoconto della riunione BCE del 10 marzo ha evidenziato un notevole livello di allarme per l’evoluzione dello scenario inflattivo. Come è stato poi confermato da dichiarazioni e interviste, una parte del Consiglio avrebbe preferito indicare già una data di conclusione per gli acquisti netti compatibile con un rialzo dei tassi in estate, ma tale posizione era allora minoritaria. La nuova sorpresa al rialzo arrivata dai dati di inflazione, l’andamento molto positivo dell’occupazione e l’ulteriore estensione delle aspettative di aumento dei prezzi potrebbero aver ulteriormente allargato il sostegno a favore di un cambio di passo sulla strada della normalizzazione.
– Il mercato monetario sconta attualmente 25 punti base di rialzo entro settembre, seguiti da almeno un altro rialzo sicuro e da un terzo scontato al 50%. Non solo: la probabilità di un primo rialzo alla riunione del 27 luglio risulta significativa. Considerando che la guerra ha reso altamente incerto lo scenario energetico, e che negli scenari peggiori potremmo osservare un forte calo dell’attività economica, un ragionevole bilanciamento dei rischi suggerirebbe di rinviare le decisioni importanti al 9 giugno, e di non chiudere gli acquisti netti prima di luglio. Anche in questo scenario, la BCE potrebbe attuare due rialzi dei tassi prima di fine 2022, e nulla escluderebbe – se necessario – di fare di più.
– Tuttavia, si sta facendo strada la tesi che tocchi ai governi ammortizzare l’impatto della crisi energetica, e che la Banca Centrale debba invece concentrarsi sul controllo dell’inflazione (v. discorso di Isabel Schnabel del 2 aprile). In tale ottica, potrebbe venire la tentazione di rafforzare le credenziali anti-inflazionistiche chiudendo gli acquisti netti a giugno (modificando, quindi, l’indirizzo formulato il 10 marzo) e aprendo alla possibilità di avviare già a inizio estate la fase di rialzo dei tassi. Salvo fermare tutto se, nel frattempo, la crisi energetica abbattesse l’attività economica molto più del previsto.
Verbali FOMC: semaforo verde per una rimozione “spedita” dello stimolo monetario da maggio, con rialzi di 50pb e riduzione rapida del bilancio.
– I verbali della riunione del FOMC di marzo, come atteso, hanno dato il via libera a un’accelerazione del ritmo di rimozione dello stimolo monetario già dalla prossima riunione. Nella discussione sulla politica monetaria, “molti partecipanti” avrebbero preferito un rialzo di 50pb a marzo, ma “un certo numero” ha poi giudicato appropriato un rialzo di 25pb per via dell’incertezza associata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. In generale, “molti partecipanti” hanno rilevato che “uno o più aumenti di 50pb dell’intervallo obiettivo potranno essere appropriati alle prossime riunioni, soprattutto se le pressioni inflazionistiche resteranno elevate o si intensificheranno. Il consenso riteneva appropriato spostare la stance della politica monetaria verso la neutralità “velocemente”. Poi, a seconda dell’evoluzione delle condizioni economiche e finanziarie, “uno spostamento verso condizioni più restrittive potrebbe essere giustificato”.
Manteniamo la previsione di due rialzi consecutivi di 50pb a maggio e giugno, seguiti da interventi successivi che portino i Fed Funds alla neutralità (2,5%) entro l’autunno. I rischi della previsione sono verso l’alto, con la possibilità di rialzi di 50pb anche a luglio e settembre, per accelerare il raggiungimento della neutralità e iniziare già nel 2022 la fase propriamente restrittiva di questo ciclo. Per quanto riguarda il bilancio, il programma di riduzione dovrebbe iniziare già a maggio e portare i limiti ai reinvestimenti di titoli rapidamente al regime mensile di 60 mld per i Treasury e 35 mld per gli MBS. Le scadenze non rinnovate dovrebbero essere prevalentemente concentrate sui titoli con cedola e riguardare i T-bill solo in modo residuale. In conclusione, il FOMC si appresta a rimuovere rapidamente lo stimolo monetario, in modo da raggiungere la neutralità dei tassi entro l’autunno e muoversi, come probabilmente sarà necessario, in territorio restrittivo nei trimestri successivi.
Fonte: BondWorld.it
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