2 EUROPA

Il Punto: graduale miglioramento del ciclo economico nell’Eurozona

Dall’area euro sono arrivate indicazioni positive sul ciclo: le prime indagini di fiducia per il 2014 hanno sorpreso verso l’alto. L’uscita dalla recessione è confermata. La ripresa è trainata dalla Germania, ma il peggio è alle spalle anche per i Paesi periferici…..

Ma, per il momento non c’è spazio per revisioni verso l’alto. In Italia, primo passo verso la riduzione del rischio di ingovernabilità.
– Le prime indagini di fiducia per il mese di gennaio confermano un graduale miglioramento del ciclo economico nell’Eurozona. La stima flash ha mostrato un aumento del PMI composito a 53,2 da un precedente 52,1, dato che rappresentail massimo dal giugno 2011. L’indice per il manifatturiero PMI è salito di 1,1 punti a 53,2. Com’è tipico di questa fase ciclica, l’indice per i servizi rimane su livelli più depressi (51,9), ma pur sempre in miglioramento rispetto al mese precedente (51,0). L’attività nell’industria è sostenuta dall’accelerazione della domanda estera (55,2 da 53,8), ma anche dagli ordini domestici (55,4 da 53,1) a fronte di scorte di prodotti finiti stabili a 48,8. Il recupero è spiegato in larga misura dalla Germania, dove l’indice PMI manifatturiero è salito a 56,3 da un precedente54,3, massimo da maggio 2011 e coerente con un’accelerazione solida dell’attività industrialeall’inizio di quest’anno. In Francia l’indice PMI manifatturiero è salito di 1,8 punti, ma a 48,8 rimane significativamente più indietro rispetto alla Germania ed anche rispetto a Italia e Spagna dove gli indici PMI a dicembre erano sopra quota 50. L’industria francese è, quindi, l’anello debole di questa ripresa. Anche l’indagine dell’INSEE, che si basa su di un campione più ampio di imprese rispetto a quella Markit per il PMI, non tratteggia un quadro troppo incoraggiante: l’indice sintetico è fermo a 100, un livello coerente al meglio con una stagnazione dell’attività industriale, per quanto le imprese si aspettino un miglioramento dell’attività nei prossimi mesi.
Segnali positivi arrivano anche dalla periferia. La Banca di Spagna ha confermato che il PIL spagnolo è cresciuto di 0,3% t/t a fine 2013, in accelerazione dal +0,1% t/t dei mesi estivi, come da indicazioni del ministro delle finanze De Guindos. Secondo la Banca di Spagna il supporto alla crescita è venuto non solo dall’export, ma anche dalla dinamica della domanda interna e in particolare investimenti aziendali e consumi privati, in linea con l’andamento dei dati di produzione industriale e delle vendite al dettaglio. Il commercio estero dovrebbe aver dato un contributo neutrale, e non positivo come nei trimestri precedenti. L’uscita più forte del previsto dallo scorso anno eleva la nostra previsione per la crescita del PIL spagnolo nel 2014 a +0,7% da un precedente +0,5%, dopo il -1,2% stimato per il 2013. In Italia, il forte rimbalzo di ordini e fatturato nell’industria a fine 2013 ha confermato che la ripresa è avviata, anche se non è certo roboante. In Portogallo, i dati sul saldo di parte corrente per i primi undici mesi dell’anno (in avanzo di 0,87 mld di euro dai -3,3 mld di un anno prima) e sull’andamento del coincident indicatorper l’attività economica a dicembre, rivelano che la parte finale dell’anno si sta rivelando miglioredelle attese. Nel complesso i dati sinora disponibili confermano che la recessione è alle spalle e che la ripresa si va estendendo anche alla Periferia. Inoltre, il recupero di attività sembra dovuto non solo all’export, ma anche alla dinamica della domanda interna. I dati sinora disponibili sono coerenti con la nostra previsione di crescita del PIL area euro di 0,2-0,3% t/t tra fine 2013 inizio 2014; per ora non ci sono motivi per alzare la stima 2014 (+1,0%). La valutazione dello scenario rimane cauta e soggetta a rischi verso il basso, dal momento che l’area euro continua ad essere gravata da ampi squilibri interni, da un elevato grado di frammentazione monetaria e da tassi di disoccupazione nella Periferia drammaticamente elevati per gli standard degli ultimi trent’anni.
Il Presidente BCE in un’intervista al quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung ha accolto i “segnali incoraggianti sulla crescita”, ma ha anche riaffermato che i rischi rimangono verso il basso.
– Si sono avuti sviluppi positivi di altro genere in Italia. L’accordo fra tre delle principali parti politiche sulla proposta di riforma elettorale rappresenta un primo passo importante per ridurre il rischio di instabilità politica nel caso diritorno alle urne. Se il processo legislativo si completerà con successo, un altro dei fattori di rischio dello scenario italiano verrebbe rimosso.


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