I verbali della riunione del FOMC di gennaio indicano una fase di pausa nel sentiero di rialzo dei tassi, mentre si valutano i rischi su inflazione e stress finanziario…..
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I verbali della riunione del FOMC di gennaio confermano i timori dei partecipanti per le possibili ripercussioni sullo scenario USA della turbolenza finanziaria, del rallentamento cinese e delle pressioni verso il basso sull’inflazione dovute al petrolio. A gennaio vi era diffuso consenso sul fatto che “l’incertezza è aumentata e molti ritenevano che questi sviluppi aumentassero i rischi per lo scenario verso il basso”. Le proiezioni di crescita e inflazione dello staff potrebbero essere riviste verso il basso. I verbali riportano che la “maggior parte” dei partecipanti pensava che “non ci fosse abbastanza evidenza” per determinare se il bilancio dei rischi fosse cambiato, ma “altri” ritenevano che i rischi verso il basso fossero aumentati o che non fossero più bilanciati.
Inoltre “diversi partecipanti” ritenevano che lo scenario dell’inflazione fosse diventato “più incerto o con rischi verso il basso”. Nell’ultima settimana diversi membri del FOMC hanno dato indicazioni coerenti con l’opportunità di fare una pausa nel sentiero dei tassi non solo per l’aumento dell’incertezza e della restrizione finanziaria, ma anche per le pressioni verso il basso sull’inflazione core derivanti dal calo del prezzo del petrolio. L’indice di stress finanziario della Cleveland Fed da inizio gennaio è passato da livelli associati a “stress normale”, a livelli associati a “stress moderato“ ed è ora sulla soglia che delimita periodi di “stress significativo”. Anche se Yellen non ha esplicitamente tolto dal tavolo la riunione di marzo, e tanto meno le riunioni del 2° trimestre come possibili per altri rialzi, la pausa nel sentiero dei rialzi alla prossima riunione è quasi certa. La retorica del Comitato rimarrà cauta e cercherà di attenersi al copione di una politica monetaria determinata dall’evolversi dei dati e delle condizioni finanziarie, senza impegni prefissati. Alla riunione di marzo è probabile una revisione verso il basso di crescita, inflazione e grafico a punti: sembra però molto improbabile che la Fed includa nel proprio scenario l’arresto completo del sentiero dei rialzi, e ancor meno futuri tagli dei tassi.
I toni dei verbali della riunione BCE di gennaio sono accomodanti e sembrano suggerire una buona coesione all’interno del Consiglio riguardo alla valutazione della situazione generale. I verbali affermano che c’era “ampio consenso” sul fatto che “i rischi verso il basso per lo scenario erano aumentati di nuovo”, per effetto della crescente incertezza sull’entità del rallentamento delle economie emergenti, della volatilità sui mercati e dei maggiori rischi geopolitici, nonché per il restringimento delle condizioni finanziarie. Inoltre il Consiglio era generalmente d’accordo sul fatto che il profilo di inflazione fosse soggetto a rischi verso il basso non solo per effetto del nuovo calo del prezzo del petrolio, ma anche per la debolezza dei prezzi interni. Alcuni membri del Consiglio ritenevano che “fosse opportuno agire d’anticipo” senza aspettare il materializzarsi dei rischi emergenti, ma “un commento è stato anche fatto che sconsigliava di adottate un approccio risk-based”.
I verbali sottolineano che il Consiglio era concorde sull’importanza di adottare una comunicazione adeguata volta a rassicurare i mercati sulla determinazione della BCE a rispettare il mandato di stabilità dei prezzi nel medio periodo, ma “evitando di non alimentare sui mercati aspettative eccessive”. Alcuni membri ritenevano poi ammissibile un periodo di inflazione sopra il target dopo anni al di sotto del 2% per riaffermare l’impegno simmetrico della BCE al raggiungimento del proprio mandato nel medio periodo. I commenti sul lavoro preparatorio rimarcano che esso è necessario per consentire al consiglio di disporre “dell’intera gamma di opzioni di intervento” già a marzo. Nel complesso i verbali, insieme alla testimonianza di Draghi al Parlamento europeo, confermano l’apertura ad aumentare lo stimolo monetario alla prossima riunione del consiglio direttivo.
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