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Il Punto: I verbali della riunione del FOMC di novembre hanno confermato che è in arrivo un rialzo dei tassi a dicembre

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I discorsi recenti, successivi al voto dell’8 novembre, e l’audizione di Yellen in Congresso, sono stati in linea con la previsione di tassi più alti alla prossima riunione, ormai scontati al 100% dal mercato…….


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Rimane però ampia incertezza per il sentiero dei tassi del 2017, dipendente dalle politiche economiche della nuova Amministrazione e del nuovo Congresso e dalla stima dei loro effetti su economia e mercati.    

– I verbali della riunione del FOMC di novembre hanno confermato che, anche prima delle elezioni Presidenziali, il Comitato era ampiamente favorevole a un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati. La valutazione dello scenario era generalmente positiva, con “una sostanziale maggioranza” che riteneva i rischi “circa bilanciati” e alcuni che invece giudicavano ancora presenti rischi verso il basso legati alle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro. “La maggior parte dei partecipanti” ha espresso l’opinione che potrebbe essere decisamente appropriato alzare i tassi “relativamente presto” se i dati continueranno a essere positivi e a mostrare miglioramento del quadro economico. Inoltre, alcuni hanno notato che la recente comunicazione del Comitato aveva segnalato che un rialzo era vicino: pertanto, per mantenere credibilità, sarebbe stato opportuno muovere i fed funds alla riunione successiva. Alcuni partecipanti hanno sostenuto il caso per un rialzo alla riunione di novembre, alla luce del miglioramento dei dati e della continua riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro, che potrebbe dare luogo a surriscaldamento. Altri invece erano favorevoli a far scendere il tasso di disoccupazione sotto l’equilibrio per accelerare il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo e per moderare i rischi collegati al fatto di trovarsi vicino al limite dei tassi a zero.

– La conclusione della discussione è nota: il Comitato, pur a fronte di un ulteriore miglioramento delle condizioni, a novembre ha scelto di aspettare ancora ad alzare i tassi, segnalando comunque che il caso per un rialzo si era rafforzato. L’evoluzione dei dati e degli eventi da allora rende obsolete le sfumature del dibattito riportato dai verbali. I dati sono stati omogeneamente forti e l’aspettativa di espansione fiscale nel prossimo biennio in seguito al risultato del voto dell’8 novembre rendono virtualmente certo il rialzo a dicembre, con il mercato che lo sconta ormai al 100%. Yellen, nell’audizione di fronte al Joint Economic Committee in Congresso il 17/11, ha ribadito che l’economia sta facendo progressi e che il caso per un rialzo dei tassi ha continuato a rafforzarsi: un aumento potrà avvenire “relativamente presto”. Yellen ha aggiunto che la nuova evidenza disponibile dopo la riunione di novembre è coerente con lo scenario positivo del FOMC. Le novità emerse nell’audizione riguardano le valutazioni post-elettorali. Yellen ha detto che la Fed incorporerà la valutazione delle nuove politiche fiscali e potrebbe modificare lo scenario sulla base delle nuove misure, man mano che verranno rese note. Yellen riconosce che un pacchetto di stimolo fiscale potrebbe avere conseguenze inflazionistiche: la Fed terrà conto di potenziali effetti sia sull’inflazione sia sulla crescita della produttività. Come ci si aspettava anche prima dei verbali, la decisione facile sarà il rialzo, quella difficile sarà trovare un consenso e segnalare il sentiero dei tassi, che dipende da un insieme di condizioni estremamente incerte.

– Prevediamo che per ora il Comitato si mantenga cauto e continui a segnalare due rialzi nel 2017, in considerazione del fatto che l’eventuale nuovo stimolo fiscale (la cui dimensione è ancora tutta da determinare nei dettagli e nella tempistica), avrà effetti più avanti nel tempo, mentre la restrizione delle condizioni finanziarie (rendimenti in rialzo e dollaro forte) ha effetti immediati. Tuttavia, a seconda di quanto espansiva sarà la politica fiscale e di quanto protezionistica sarà la politica del commercio internazionale, il FOMC avrà di nuovo un compito arduo nel raggiungimento di un consenso sulla strada dei tassi nel prossimo biennio.


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