I verbali della riunione del FOMC di metà giugno confermano che la politica dei reinvestimenti è il focus del momento. In linea con le indicazioni del comunicato, i verbali evidenziano un consenso diffuso sull’opportunità di iniziare il tapering in tempi brevi:….
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“diversi” partecipanti erano favorevoli ad annunciare l’entrata in vigore del nuovo piano “entro un paio di mesi”, anche se “alcuni altri” sottolineavano che dilazionare l’annuncio a “più tardi nell’anno” permetterebbe di raccogliere ulteriori informazioni su crescita e inflazione. In generale, secondo il Comitato, il piano di riduzione dei riacquisti dovrebbe avere effetti minimi sul mercato, grazie alla sua gradualità e al suo automatismo. Una volta entrato in vigore, il programma non dovrebbe interferire con le successive decisioni sui tassi.
La discussione sulla strategia di politica monetaria ha ruotato intorno a due elementi centrali per lo scenario: l’inflazione e le condizioni finanziarie. Sull’inflazione, “la maggior parte dei partecipanti riteneva che la recente debolezza di questi dati dei prezzi riflettesse in larga misura fattori idiosincratici (…) e si aspettava che questi sviluppi avessero scarsa influenza sull’inflazione nel medio termine”. Tuttavia “diversi partecipanti” hanno espresso la preoccupazione che il progresso verso l’obiettivo del 2% “fosse rallentato e che la debolezza recente dell’inflazione potesse persistere”. Sul fronte delle condizioni finanziarie sono emersi due punti. Prima di tutto, si è registrato il fatto che, nonostante i rialzi dei tassi, le condizioni finanziarie si sono ampiamente allentate. In secondo luogo, “diversi partecipanti hanno espresso la preoccupazione che un sostanziale undershooting della disoccupazione potesse rendere l’economia più soggetta a instabilità finanziaria o potesse portare a un rapido aumento dell’inflazione”, che richiederebbe restrizione monetaria più marcata, con maggiori rischi di recessione. I verbali riportano più volte anche timori collegati alla volatilità eccessivamente bassa, all’alta tolleranza per il rischio e alle elevate valutazioni degli asset.
In conclusione, i verbali non hanno modificato in modo significativo le previsioni per la politica monetaria dell’autunno: sembra probabile che il FOMC possa annunciare l’inizio del tapering a settembre, sempre che nei prossimi due mesi 1) l’inflazione non rallenti ulteriormente e 2) prima del 20 settembre ci siano indicazioni che il Congresso è pronto ad alzare il limite del debito. Sullo scenario economico, emerge implicitamente il timore che, in questa fase matura del ciclo, le decisioni di politica monetaria possano spostare l’equilibrio attuale di crescita moderata: la Fed sta considerando come potenziali rischi sia un eccesso di compiacenza, sia una prematura riduzione dello stimolo a fronte di inflazione bassa. Nelle prossime settimane ci saranno molte occasioni per guidare ulteriormente le aspettative, in particolare le audizioni di Yellen in Congresso la prossima settimana e la riunione del FOMC di fine luglio. La nostra previsione al momento è un inizio del tapering a settembre un rialzo di 25pb a dicembre.
I verbali della riunione BCE di inizio giugno confermano la cautela del Consiglio nella gestione della normalizzazione delle misure non convenzionali.
I verbali della riunione BCE di giugno rivelano che il Consiglio aveva discusso già a giugno un’eventuale modifica all’orientamento ribassista sugli acquisti, ma ha ritenuto necessario mantenere un atteggiamento “prudente” in assenza di cambiamenti di rilievo per la dinamica inflazionistica e in particolare per l’inflazione core . Nel contempo, il Consiglio è consapevole che anche piccole ulteriori modifiche alla comunicazione potrebbero essere interpretate come segnali di un cambiamento più radicale e potrebbero innescare un restringimento delle condizioni finanziarie, restringimento che è già in atto. Le minute nel complesso confermano un messaggio di estrema prudenza nel gestire il processo di normalizzazione della politica monetaria. Prima di modificare la guidance sugli acquisti la BCE reintrodurrà in modo più esplicito la valutazione dei rischi per la dinamica inflazionistica, il che potrebbe verificarsi già a luglio. È possibile che la BCE riveda in modo più simmetrico a settembre la guidance sul volume di acquisti. A ottobre si avranno indicazioni di massima sull’estensione del programma nel 2018 ma non escludiamo che la BCE fornirà maggiori dettagli a dicembre.
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