FOMC in attesa di informazioni sugli sviluppi dell’economia. Ampio consenso sul timing della svolta dei tassi nel 2015, ma grande dispersione di opinioni sul sentiero successivo…..
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Il FOMC segnala un ritmo di rialzi un po’ più rapido rispetto a marzo, e una stima del tasso neutrale un po’ più bassa. Il mercato ha pesato più la seconda informazione che la prima, ma è probabile un successivo adeguamento: la compiacenza dei mercati non collima con il miglioramento ciclico.
– La riunione del FOMC si è conclusa con un comunicato poco variato rispetto a quello di aprile e il proseguimento del “tapering” ai ritmi consolidati. Le modifiche di rilievo sono contenute nelle proiezioni macroeconomiche e dei tassi. Il tono del comunicato segnala una chiara volontà di restare in attesa di conferme dal ciclo e di chiarimenti interni sulla strategia di uscita. Informazioni più rilevanti emergeranno con i verbali che dovrebbero iniziare a dare una “mappa” delle opinioni sulla svolta attesa per il 2015.
– Nel comunicato, la valutazione congiunturale rileva la ripresa della crescita (“la crescita economica è rimbalzata nei mesi recenti”) e la riduzione del tasso di disoccupazione, però ritenuto comunque ancora “elevato”. Sull’inflazione “al di sotto dell’obiettivo di più lungo termine” non si cambia neppure una virgola rispetto al comunicato precedente nonostante i recenti segnali di accelerazione. Integrando la valutazione congiunturale con le nuove proiezioni macroeconomiche, emergono due punti essenziali, su economia e scenario tassi.
– 1) Sull’evoluzione del ciclo la valutazione è positiva. Secondo Yellen, il Comitato rimane fiducioso che il rallentamento del 1° trimestre sia un fenomeno transitorio e che l’economia sia ora su un sentiero sostenibile di crescita a “un ritmo moderato” dopo il rimbalzo del 2° trimestre, con crescita più veloce, miglioramento del mercato del lavoro, politica fiscale quasi neutrale, condizioni finanziarie espansive e prezzi delle attività finanziarie e reali in aumento.
La revisione delle proiezioni di crescita è limitata al 2014 (a 2,2% a fine 2014 da 2,9% di marzo), per il 2015 e 2016 si mantengono 3,1% e 2,75%, rispettivamente; per il lungo termine c’è una limatura verso il basso, a 2,2% da 2,25%. Il tasso di disoccupazione è previsto a 6% a fine 2014, a 5,5% a fine 2015 e a 5,3% a fine 2016, con una stima di più lungo termine fra 5,2 e 5,5%. Le proiezioni di inflazione sono praticamente invariate, a 1,6% a fine 2014, 1,75% a fine 2015 e 1,8% a fine 2016.
– 2) Sui tassi, la Fed rimane in una situazione difficile e di ampia incertezza: le previsioni di crescita e disoccupazione vengono ancora una volta riviste verso il basso insieme, rendendo ardua la determinazione del sentiero di rialzo dei tassi del prossimo anno. Yellen ha detto che “c’è incertezza su quale sarà il sentiero dei tassi di interesse (…) e questo è necessario perché c’è incertezza su quale sarà il sentiero dell’economia”. La riduzione delle risorse inutilizzate, la
modesta riaccelerazione dell’inflazione, benchè non citata nel comunicato, e la revisione verso il basso della crescita di lungo termine, hanno determinato modifiche al “grafico a punti”.
Nelle proiezioni sui tassi, il consenso rimane per una svolta nel 2015, con 12 partecipanti che ritengono appropriato alzare nel 2015, 1 nel 2014 e 3 nel 2016. Per il lungo termine, c’è uno spostamento verso il basso del punto di arrivo atteso, a 3,75% da 4%: questo è quello su cui più si sono focalizzati i mercati nel rally post-riunione. Ma in mezzo, fra il primo rialzo e il punto di arrivo, emerge anche uno spostamento verso l’alto del ritmo di aumento dei tassi e un notevole incremento della dispersione delle previsioni.
– I verbali dovrebbero dare più informazioni sulle opinioni dei partecipanti, anche se emergerà complessivamente un consenso sul fatto che il sentiero dei tassi è altamente incerto e dipenderà dall’evoluzione dell’economia, e in particolare delle risorse inutilizzate (distanza dall’obiettivo di massima occupazione) e dell’inflazione (distanza dall’obiettivo del 2%). Per il momento il mercato rimane molto compiacente e convinto che i rialzi saranno davvero molto lenti (fed funds future dicembre 2015 a 0,72%, dicembre 2016 a 1,82% dopo la riunione). La nostra previsione è che il punto di arrivo sarà più basso che in passato, ma il sentiero sarà un po’ più rapido di quanto sconta il mercato sia per il 2015, sia per il 2016.
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