Il Punto: Il Governo di Atene ha inoltrato le proposte per la manovra correttiva 2015

– Il Governo di Atene ha proposto un pacchetto di riforme essenzialmente coincidente con quello respinto dal referendum del 5 luglio, rinunciando anche a premere per un’immediata ristrutturazione del debito. In cambio, chiederebbe circa 53 miliardi di euro fino al 2018…


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– La proposta contiene abbastanza concessioni da poter accontentare la maggioranza dell’Eurogruppo. Però, a oggi è ancora incerto se sarà sufficiente ad evitare minoranze di blocco.

– Il Governo di Atene ha inoltrato, nella tarda serata di giovedì, le proposte per la manovra correttiva 2015 e il programma fiscale e di riforme per il triennio 2016-18. Esse ricalcano l’offerta che era stata fatta dai creditori alla Grecia il 25 giugno, e respinta dal referendum del 5 luglio. In particolare, la riforma delle pensioni di anzianità è ora prevista entro il 2022, si accetta la graduale soppressione delle pensioni integrative, e le isole perderanno entro fine 2016 il regime agevolato sull’IVA. La Grecia conferma anche l’obiettivo del 3,5% per l’avanzo primario nel 2018, ma non gli obiettivi fiscali del triennio 2015-17: la Grecia si impegna a realizzare lo stesso sforzo fiscale già concordato, non a raggiungere gli stessi saldi primari, e il deterioramento della situazione economica implica un peggioramento dei saldi fiscali. A fronte di questa potenziale debolezza della proposta, né la lettera di Tsakalotos, né il documento analitico fanno alcun riferimento esplicito a richieste di ristrutturazione del debito, che avrebbero rischiato di affossare il piano in sede di Eurogruppo. Si parla soltanto di “regolare” l’andamento debito pubblico.

– Secondo le indiscrezioni di stampa, la dimensione del prestito ESM richiesto ammonterebbe a ben 53,5 miliardi di euro. Fra il 2015 e il 2018 la Grecia deve fronteggiare circa 21 miliardi di oneri per il servizio del debito nei confronti del FMI e per il piccolo flusso di interessi sulla GLF, oltre a 16 miliardi di rimborsi di obbligazioni detenute dall’Eurosistema come residuo del programma SMP. Inoltre, c’è grande incertezza sugli sviluppi della situazione fiscale, dopo il disastro di questi mesi.

– Oggi è previsto l’esame delle proposte da parte delle istituzioni (BCE, Commissione Europea e FMI), il cui parere sarà poi trasmesso all’Eurogruppo, forse in serata. I ministri delle finanze dell’Eurozona si riuniranno sabato alle ore 15:00 per valutare se accettare o no la richiesta di prestito ESM avanzata mercoledì dalla Grecia, in una riunione dall’esito ancora incerto a causa del significativo numero di paesi del Nord ed Est Europa che avevano ormai assunto come scenario base quello dell’uscita della Grecia dalla zona euro. Tuttavia, la capitolazione pressoché totale sul fronte delle condizioni migliora le probabilità di successo, come dimostrano le reazioni molto prudenti dei ‘falchi’. La decisione di avviare, in linea di principio, il prestito spetta al board dell’ESM e richiede per alcuni paesi un mandato conferito dal Parlamento al proprio ministro. Dopo la decisione del board dell’ESM, la Commissione Europea negozia la parte condizionale del programma, mentre l’ESM redige la proposta finanziaria. I documenti devono poi essere approvati dall’Euro Working Group e dall’Eurogruppo. Domenica si terranno un Euro Summit (ore 16:00) e un Consiglio Europeo straordinario (ore 18:00).

– Anche il fronte interno presenta qualche criticità. La fazione radicale del partito ha lamentato il superamento delle ‘linee rosse’ inizialmente fissate per i negoziati, e non è ancora sicuro che voterà a favore in Parlamento. Alcuni esponenti hanno preannunciato il proprio voto contrario Se le defezioni fossero ampie, potrebbero rendere cruciale il supporto fornito dai partiti di centro-sinistra (To Potami e Pasok) e da Nuova Democrazia al momento del voto. Se ciò si verificasse, è probabile che Tsipras rassegnerebbe le dimissioni da primo ministro, per ritornare a capo di un governo di unità nazionale con il mandato di implementare il programma di riforme. Alle ore 13:00 è iniziato il dibattito parlamentare sulla bozza di programma, che sarà seguito dal voto o questa sera, o sabato.


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