Il Punto: Il protrarsi della crisi rende sempre più difficile applicare rigorosamente un patto di stabilità e crescita disegnato per cicli economici normali

  • Home
  • Analisi Obbligazioni
  • Il Punto: Il protrarsi della crisi rende sempre più difficile applicare rigorosamente un patto di stabilità e crescita disegnato per cicli economici normali

– Il protrarsi della crisi rende sempre più difficile, e pericoloso, applicare rigorosamente un patto di stabilità e crescita disegnato per cicli economici normali. …


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

{loadposition notizie}


– Italia e Francia hanno rotto esplicitamente i ranghi. Il caso francese è istituzionalmente più spinoso, perché la violazione delle regole è ad ampio raggio.

– Quello sul superamento della crisi tramite la politica fiscale rimane un dialogo fra sordi.

–  La Francia ha annunciato un budget 2015 che potrebbe sfociare nel giro di poche settimane in un conflitto aperto fra Commissione e Governo francese. Il budget non prevede una significativa riduzione del deficit né in termini assoluti (nel 2015 sarebbe ancora del 4,3%, un decimo meno di quest’anno), né in termini strutturali (appena due decimi, da -2,4 a -2,2% del PIL). Il rientro del deficit sotto il 3% è rinviato al 2017 e il debito pubblico è previsto crescere fino al 2016. In questi termini, la violazione delle norme fiscali è così palese da rendere impossibile che la Commissione Europea non richieda modifiche all’impianto del budget. Un avvertimento ufficiale potrebbe arrivare entro fine ottobre, prima che il documento sia discusso in Parlamento e in attesa che la  raccomandazione finale (da emanare entro il 30 novembre) sia discussa dal Consiglio. Tali raccomandazioni potrebbero essere ignorate da Governo e Parlamento, ma ciò porterebbe il conflitto istituzionale a un livello ancora più alto, tale da sfociare potenzialmente nell’imposizione di sanzioni. Una possibile via d’uscita è che anche la Francia proponga uno scambio tra riforme e flessibilità sui target fiscali; ma è una strada molto stretta, che richiederà creatività nell’interpretazione delle regole fiscali .

–  Anche l’Italia ha “sfidato” la linea dell’austerità, sebbene meno apertamente. Nell’Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, il Governo ha scelto di non effettuare la correzione pari allo 0,3% del PIL sul 2015 come previsto ancora nel DEF di aprile. Anzi per l’anno prossimo l’esecutivo intende implementare una manovra espansiva pari allo 0,7%, che porterà il deficit dal 2,2% tendenziale al 2,9% (0,1% meno che nel 2014). Degli oltre 20 miliardi di risorse necessarie, 11,5 miliardi saranno finanziati in deficit. 

–  La decisione di sfruttare tutti i margini di flessibilità possibili per sostenere la fragile ripresa attesa per l’anno prossimo, non  è affatto criticabile. Tuttavia, tale scelta comporta che la correzione sul disavanzo strutturale (atteso rimanere invariato nel 2015 dopo il peggioramento a 0,9% quest’anno) sia inferiore allo 0,5% richiesto e che il pareggio sia rimandato di un ulteriore anno, al 2017; inoltre, sarà violata la regola sul debito, atteso crescere ancora l’anno prossimo, al 133,4% del PIL, dal 131,6% di quest’anno. Il Governo invocherà in sede europea le circostanze eccezionali, sia dal lato negativo (il PIL continua a contrarsi) che positivo (lo sforzo in corso sulle riforme strutturali, accelerato con l’approvazione in Senato della legge delega sul lavoro).  
Tuttavia, anche se venisse accolto il principio dello scambio tra flessibilità e riforme, la Commissione potrebbe chiedere correzioni su alcuni fronti. In primo luogo, la correzione è tutta rimandata al 2016-18, ed è affidata, per ora, a clausole di salvaguardia “pesanti” sulle entrate (in assenza di altri interventi, l’IVA aumenterebbe di 12,4 miliardi nel 2016, 17,8 nel 2017 e 21,7 nel 2018). Secondo, i tagli di spesa indicati, oltre ad essere di entità di molto inferiore a quelli previsti dalle linee-guida della  spending review (18,1 miliardi per il 2015), sembrano rispondere più alla “vecchia” logica dei tagli lineari che a un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa come da raccomandazioni della Commissione.

–  Non stupisce che il protrarsi della crisi  faccia crescere la resistenza contro una  governance macroeconomica dell’Eurozona disegnata per  tempi normali, pur essendo stata riformata proprio durante una crisi, e ancora troppo asimmetrica. L’applicazione rigorosa delle regole del nuovo patto di stabilità e crescita creerebbe oggi forti rischi di ricaduta recessiva, nonostante i correttivi introdotti con l’uso sistematico della correzione per gli effetti ciclici. In questa fase, considerando i rendimenti decrescenti delle misure di politica monetaria, sarebbero auspicabili più flessibilità nella fissazione degli obiettivi fiscali, una maggiore propensione della Germania a utilizzare la politica fiscale a sostegno della domanda aggregata e un uso attivo possibile delle risorse comunitarie. Ma su questo non sembra esserci accordo.


Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.