La prima riunione del FOMC seguita da una conferenza stampa non ha offerto sostanziali novità, se non la conferma che l’orientamento della politica monetaria rimarrà molto accomodante ancora per parecchio tempo…….
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La Fed ha poi confermato le attese riguardo alla cessazione del QE2 alla sua naturale scadenza di fine giugno. In seguito è previsto il rinnovo dei titoli in scadenza, al fine di mantenere invariata la dimensione del bilancio della Banca centrale. Bernanke ha ribadito la convinzione che sia il volume dei titoli detenuti, e non il flusso netto di acquisti, a determinare gli effetti sull’economia del programma. Il passo successivo nella strategia di uscita sarà quello di rinnovare soltanto in parte, o non rinnovare, i titoli in scadenza; tuttavia, tale mossa sarà effettuata soltanto quando la crescita dell’occupazione sarà più forte, o se le aspettative di inflazione divenissero preoccupanti. In generale, non è emerso alcun segnale che la svolta possa avvenire in tempi ravvicinati.
Tale orientamento manterrà per molti mesi la politica monetaria americana su una rotta divergente rispetto all’Eurozona e a molti Paesi emergenti, con implicazioni destabilizzanti per i mercati valutari internazionali. Bernanke ha liquidato la questione della debolezza del dollaro sottopostagli dai giornalisti, affermando che il miglior modo per la Fed di mantenere il dollaro forte è quello di garantire la stabilità dei prezzi nel medio termine e una crescita reale sostenuta dell’economia. Anche la pressione sui prezzi delle materie prime è frutto della crescita economica dei Paesi emergenti e, ovviamente, non sarebbe ricollegabile alla politica monetaria eccessivamente accomodante degli Stati Uniti.
La Banca del Giappone ha bocciato la proposta di un Vice-governatore per accrescere il programma di acquisto di titoli da 10 mila a 15 mila miliardi di yen. Tuttavia, la Banca centrale ha lanciato una nuova operazione di credito al tasso dello 0,1% che beneficerà le imprese finanziarie con filiali nelle zone colpite dal sisma, per la quale è fissato un plafond di 1000 miliardi. Le previsioni di crescita del PIL per il corrente anno fiscale sono state tagliatedall’1,6% allo 0,6%, ma il rimbalzo dell’attività previsto dall’autunno innalzerebbe la crescita al 2,9% nel 2012-13.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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