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Il Punto: In linea con le attese, la BCE ha tagliato il tasso di policy di 25 punti base a 0,50%

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La BCE ha tagliato il  refi di 25 punti base, confermando le attese. L’assegnazione piena nelle  aste di rifinanziamento è stata prorogata fino al luglio 2014. Tali mosse non introducono novità  cruciali per le condizioni finanziarie nella periferia della zona euro. .….

La BCE ha però lasciato  aperta la strada a un taglio del refi di altri 25 punti base e non ha escluso del tutto un taglio del  tasso sui depositi, che però continuiamo a ritenere poco probabile. Sul fronte delle misure non  convenzionali, è stata annunciata una  task force congiunta con la BEI sul tema delle  cartolarizzazioni; improbabili sviluppi clamorosi a breve scadenza.

In linea con le attese, la BCE ha tagliato il tasso di policy di 25 punti base a 0,50% e lasciato il  tasso sui depositi invariato a zero. Il tasso di rifinanziamento marginale è stato ridotto di 50  punti base all’1,0%, riducendo l’ampiezza del corridoio di oscillazione del refi. La BCE ha inoltre  annunciato che manterrà in essere l’assegnazione piena sulle operazioni di rifinanziamento a  breve termine fino all’8 luglio 2014; sulle operazioni a uno e tre mesi il regime d’asta ad  assegnazione piena resterà in essere fino alla fine del 2° trimestre 2014. Infine, il comunicato  indica che una  task force BCE-BEI ha allo studio iniziative per promuovere il mercato delle  cartolarizzazioni di prestiti alle imprese. Contrariamente a quanto indicato da alcuni membri del  Consiglio BCE (in particolare Praet lo scorso 17 aprile), invece, la BCE non ha rivisto al ribasso i  margini di garanzia sui prestiti alle imprese.

Il taglio del  refi è giustificato da “basse pressioni sottostanti sulla dinamica dei prezzi …Allo  stesso tempo la debolezza degli indici di fiducia si è estesa anche alla primavera di quest’anno. In  questo contesto, la dinamica degli aggregati monetari è rimasta debole.” La BCE continua ad  aspettarsi una ripresa nella seconda metà dell’anno dal momento che “la domanda mondiale  dovrebbe sostenere le esportazioni, la politica monetaria la dinamica della domanda interna”. I  rischi per lo scenario di crescita rimangono verso il basso mentre i rischi per la dinamica futura  dei prezzi al consumo sono equilibrati “a seguito della decisione odierna”. Più membri del  Consiglio avevano messo in discussione l’utilità di un taglio del  refi per l’economia reale, ma  Draghi ha dichiarato che il Consiglio BCE ha valutato che “misure ordinarie” di politica  monetaria potessero essere ancora efficaci e ha anche aggiunto che sicuramente lo sono per i  Paesi dove la trasmissione della politica monetaria è inceppata. Riguardo alla trasmissione  dell’impulso alla periferia, ancora una volta Draghi ha ribadito che il passo più rilevante sarà la  rapida implementazione dell’unione bancaria. Il Presidente della BCE ha inoltre sottolineato  nuovamente i progressi sul fronte della minore frammentazione: miglioramento dei saldi  TARGET II; minor ricorso alla finestra BCE con una riduzione di 400 miliardi da luglio 2012 a  oggi; stabilizzazione dell’indice di dispersione dei tassi sui prestiti all’interno della zona euro;  minore restrizione attesa delle condizioni al credito anche nella periferia (indagine BCE del 27  aprile); minor percentuale di rifiuto dei prestiti per le piccole e medie imprese (indagine sulle  piccole e medie imprese BCE e Commissione Europea).

Nel complesso, le novità non sono rivoluzionarie e l’iniziale reazione dei mercati è stata negativa,  con l’euro che si è spinto fino a 1,3207. I mercati si sono girati  soltanto per le successive  dichiarazioni di Draghi sul fatto che un taglio di 50 punti base è stato discusso già alla riunione  di maggio e sulla disponibilità a considerare un ulteriore ritocco del  refi nei prossimi mesi,  nonché un taglio, in territorio negativo, del tasso sui depositi. Pensiamo che la BCE potrebbe  tagliare ancora di 25 punti base nei prossimi 2-3 mesi, mentre riteniamo ancora poco probabile  un taglio dei depositi in territorio negativo: già in passato Draghi aveva segnalato un’apertura in  tal senso ma ancora una volta ha ribadito che potrebbe avere conseguenze indesiderate. Inoltre, difficilmente la  task force BCE-BEI produrrà novità di rilievo sull’acquisto di cartolarizzazioni di  prestiti alle piccole e medie imprese entro la prossima riunione. 

A tale riguardo, la BCE, ha ribadito Draghi, non può far leva sugli acquisti di asset come le altre  Banche centrali dal momento che “non è nel business dell’istituto monetizzare il debito pubblico  … o ripulire i bilanci delle banche”. Draghi ha inoltre indicato che un programma di acquisto di  ABS di prestiti alle piccole e medie imprese è operazione complessa, dal momento che l’80%  dell’intermediazione finanziaria per le piccole  e medie imprese passa attraverso le banche e  vanno individuati dei criteri di uniformità per “impacchettare e prezzare ” i prestiti. È evidente  che tale operazione non ha tempi brevi e in ogni caso la BCE non vuole caricare il rischio di una  tale operazione sul proprio bilancio, per questo indica che un’operazione di questo tipo è  opportuno sia gestita da BEI e Commissione Europea. In definitiva, meno male che ci sono la Fed  e la BoJ a tenere bassi i rendimenti obbligazionari in giro per il mondo.

 


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