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Il Punto: E’ presto per dire che l’Eurozona ha imboccata la strada verso una gestione più attiva della crisi.

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Le prime notizie uscite dal Consiglio Europeo prospettano delle decisioni più rilevanti di quanto ci si aspettasse alla vigilia: rinuncia alla seniority dell’ESM limitatamente al programma per la Spagna, rapida implementazione della vigilanza bancaria europea…

ricapitalizzazione diretta delle banche, possibile uso di EFSF/ESM per sostegno ai titoli di stato sulla base di condizionalità leggera. Tuttavia, è presto per dire che l’Eurozona ha imboccata la strada verso una gestione più attiva della crisi.

Il Consiglio Europeo sembra in grado di produrre delle decisioni anche in merito alla crisi in corso, diversamente dai segnali della vigilia. Riepiloghiamo quello che per ora è emerso, avvisando che il quadro informativo risulta ancora molto lacunoso e suscettibile di modifiche:

1. Il presidente dell’Unione ha confermato che le regole di attivazione di EFSF ed ESM saranno modificate, in modo da consentirne l’utilizzo “per rassicurare i mercati e guadagnare una qualche stabilità per i titoli emessi dai nostri Stati Membri”. La definizione dei dettagli sarà effettuata alla riunione dell’Eurogruppo il 9 luglio. Si parla di impiego “flessibile” ed “efficiente”, espressione quest’ultima che potrebbe anticipare una preferenza per acquisti sul mercato primario. Come minimo dovrebbe essere eliminata la condizionalità ex post, applicando i vincoli già esistenti del patto di stabilità e delle procedure contro i disavanzi eccessivi, almeno per i paesi che già rispettano tali obblighi. Il meccanismo dovrebbe essere basato su acquisti di debito dei paesi che chiedessero di attivare il programma, firmando il relativo documento di impegni. Non vi sono indicazioni riguardo ad altre questioni importanti: per esempio, se l’intervento sarà sul mercato primario o sul mercato secondario, se saranno previsti meccanismi per dare più leva finanziaria all’ESM (come l’accesso al rifinanziamento dell’Eurosistema), e/o se si prevede di accrescere il capitale versato per aumentare la capacità di intervento. Inoltre, vi sono divergenze nelle dichiarazioni anche rispetto alle modalità di monitoraggio.

2. I fondi europei potranno ricapitalizzare le banche direttamente, senza far transitare gli aiuti per il bilancio degli Stati, una volta che la BCE avrà ottenuto i poteri di vigilanza sulle banche. Inizialmente, però, il meccanismo sarà quello già previsto, che comporta un aumento del debito pubblico dello Stato beneficiario. L’innovazione potrebbe essere di rilievo anche per altri Paesi già assistiti da programmi europei, come Irlanda e Portogallo.

3. Lo ESM non chiederà uno status privilegiato rispetto agli altri creditori, almeno per il programma di ricapitalizzazione delle banche spagnole, che sarà avviato da EFSF. È il primo riconoscimento che la richiesta di seniority può compromettere le possibilità di successo dei programmi di sostegno, ma l’entusiasmo è contenuto dal fatto che non si applicherà necessariamente alle altre attivazioni, incluse quelle per il sostegno ai mercati dei titoli di stato.

4. C’è l’accordo sulla piattaforma per una maggiore integrazione. In particolare, sul tema dell’unione bancaria la Commissione Europea farà “presto” la sua proposta per la creazione di una vigilanza europea, probabilmente imperniata sulla BCE. Il primo rapporto sull’integrazione è previsto nell’ottobre 2012, con l’idea di attuare la proposta sulla supervisione bancaria unica per la fine dell’anno.

È presto per dire che l’Eurozona ha imboccato la strada verso una gestione più attiva della crisi. Varie fonti sostengono che Italia e Spagna hanno minacciato di porre il veto all’intero pacchetto di misure se il trio Germania, Olanda e Finlandia non avesse rinunciato al tentativo di confinare la discussione alle misure di riforma della governance e al pacchetto sulla crescita, rinviando ancora una volta la definizione di misure di sostegno immediato. Questo è un segnale che, purtroppo, non possiamo essere certi che le decisioni rappresentino l’inizio di un processo virtuoso di stabilizzazione dei mercati dell’Eurozona, malgrado l’ottima reazione osservata venerdì 29.


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