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Il Punto: La BCE è pronta ad intervenire qualora la Spagna dovesse richiedere aiuto

Nessuna nuova da Francoforte. La BCE ha lasciato i tassi a 0,75% e un taglio alla prossima riunione rimane poco probabile. Le stime di dicembre mostreranno una revisione al ribasso per la crescita 2013 dallo 0,5% di settembre, ma rischi per la dinamica inflativa sono ancora giudicati bilanciati…….

Inoltre Draghi ha notato che “i tassi reali sono negativi” in quasi tutta l’area. Nuove misure non convenzionali non sono per ora in calendario, anche se la BCE è pronta ad intervenire qualora la Spagna dovesse richiedere aiuto.

In linea con le attese, la BCE ha lasciato i tassi invariati a 0,75%. La BCE prende atto dei segnali di proseguimento della recessione area euro e di un rallentamento del ciclo tedesco anche a fronte di un miglioramento delle condizioni di mercato da agosto a oggi. La BCE si aspetta quindi una lieve contrazione del PIL anche a fine del 2012. Durante la conferenza stampa Draghi ha dichiarato che le previsioni BCE saranno riviste verso il basso a dicembre, rispetto allo scenario di settembre. Le revisioni interesseranno in particolare il 2013, dal momento che la BCE si aspettava una crescita nel range -0,4% / 1,4%, piuttosto ottimistico se confrontato con le stime di autunno della Commissione UE (0,1%) ed il Consenso di ottobre (+0,2%). Le revisioni alle stime di crescita, tuttavia, non dovrebbero alterare in modo sostanziale i rischi per la dinamica inflativa che la BCE reputa ancora essere bilanciati. Il principale rischio verso il basso rimane una crescita inferiore alle attese nel caso di una riacutizzazione della crisi del debito nell’area euro, un evento che non sembra all’ordine del giorno.

Le attese d’inflazione rimangono, inoltre, sotto controllo su tutte le misure utilizzate dalla BCE. Nel comunicato si legge che la BCE “continuerà a monitorare la dinamica di salari, costi e prezzi interni”. Draghi ha inoltre indicato che “la politica monetaria riamane accomodante ed i tassi reali negativi in quasi tutta l’area”. Non ci sembra quindi che un taglio dei tassi possa arrivare a dicembre. D’altronde, anche se arrivasse sortirebbe un effetto assai limitato: la trasmissione all’economia reale dell’impulso di politica monetaria convenzionale rimane legato all’Euribor, che è schiacciato sul pavimento del corridoio dall’eccesso di liquidità.

Riguardo l’inasprimento delle condizioni al credito emerso dalla ultima Bank Lending Survey, più che della stretta in sé Draghi si è detto preoccupato del grado di frammentazione del mercato interbancario, della ri-nazionalizzazione dell’attività bancaria e dell’ampia divergenza nel costo di finanziamento che va ben al di là dei fondamentali. Ma, in parte le divergenze sono da ricondursi ad errori di policy passati che sono stati solo in parte corretti. In questo modo Draghi ha anche segnalato che una nuova asta straordinaria è improbabile, per ora, dal momento che le banche non erogano credito non per mancanza di liquidità ma per ragioni legate a rischi settoriali e macroeconomici. Inoltre, Draghi ha sottolineato il miglioramento avutosi dall’annuncio delle OMTs ed il ruolo delle attese. Dall’annuncio si è visto un ritorno degli investitori esteri (+16% m/m per il terzo mese di fila ad ottobre) in particolare dai money market funds americani ed uno spostamento da raccolta secured a raccolta unsecured, un ulteriore segno che le tensioni stanno rientrando. Inoltre, Draghi nota che i saldi TARGET-2 sono in miglioramento.

Riguardo le OMT, Draghi ha ribadito cose già note: la BCE è pronta ad agire, ma l’intervento rimane soggetto a stretta condizionalità; inoltre, la richiesta da parte di un paese membro è condizione necessaria ma non sufficiente perché la BCE intervenga. Netta l’affermazione che la BCE non contribuirà in alcun modo ad un eventuale ampliamento delle risorse per la Grecia e che la distribuzione dei profitti sui titoli detenuti in portafoglio ai Governi è rimandata alle Banche centrali nazionali. Saranno poi i singoli Paesi a decidere se trasferire i fondi al Governo greco.


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