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Il Punto: La BCE non apporta nessun cambiamento alla politica monetaria

La BCE non apporta nessun cambiamento né alla politica monetaria, né alle misure di sostegno alla liquidità. I tassi rimangono appropriati. ….


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Trichet critica l’eccesso di pessimismo sulla ripresa della zona euro e liquida il modesto rialzo dei tassi monetari come un fenomeno tecnico di mercato.

Nessuna particolare novità è emersa dalla riunione del consiglio direttivo BCE: i tassi di riferimento sono rimasti invariati e “appropriati”, come atteso; inoltre, non sono stati fatti annunci di sorta riguardo al sistema di misure non convenzionali.

La BCE rimane cautamente ottimista sulle prospettive della ripresa: l’espansione continuerà “a un passo moderato e irregolare”, frenata dall’assestamento dei bilanci dei settori e dalle condizioni occupazionali. I rischi sono equilibrati: da una parte, l’aumento delle esportazioni potrebbe sorprendere in positivo; dall’altra, le tensioni finanziarie potrebbero far peggiorare le condizioni finanziarie e il clima di fiducia. Trichet ha criticato l’eccesso di pessimismo sull’andamento della ripresa, affermando che non è confermato dai dati; una ricaduta recessiva “proprio non è quello che si sta osservando”. In effetti, l’ultima tornata di dati macroeconomici europei è stata ancora molto positiva, con un incremento di ben 2,6% m/m della produzione industriale tedesca in maggio, dopo il già brillante 1,2% di aprile e numeri incoraggianti anche in Italia. L’inflazione rimarrà abbastanza volatile, anche se la BCE si aspetta che salirà nei prossimi mesi.

Trichet ha ribadito che tutte le misure non convenzionali vanno considerate temporanee, ma non ha prospettato nessuna correzione a breve scadenza dell’attuale assetto. Al contrario, ha voluto precisare che l’aumento intervenuto nell’Eonia da 0,32% a 0,40% non riflette alcuna scelta di politica monetaria, ma semplicemente la decisione delle banche di rinnovare soltanto in parte l’eccesso di liquidità dopo la scadenza del 1° luglio. L’eccesso di riserve era calato mercoledì a 119 miliardi di euro, frutto una distruzione netta di 72,2 miliardi come effetto di rinnovi inferiori alle scadenze. Ricordiamo che la BCE ha garantito la prosecuzione della piena allocazione a tasso fisso sulle operazioni principali di rifinanziamento almeno fino a ottobre e che l’ultima asta per fondi trimestrali con piena allocazione si terrà il 30 settembre: bisognerà probabilmente attendere la riunione di settembre per capire se il regime straordinario sarà ulteriormente prorogato. Anche il programma di sostegno al mercato dei titoli, lo SMP, continua con le stesse finalità originarie, anche se Trichet ha notato che le esigenze di intervento sono progressivamente calate nelle ultime settimane. La rapida normalizzazione della curva di credito italiana avvenuta nel corso dell’ultima settimana e il rimbalzo dei rendimenti sullo Schatze da minimi di 0,47% allo 0,74% attuale sono due sintomi che la situazione si va assestando dopo la fase di panico irrazionale divampata a inizio maggio.

Scarni i commenti sugli stress test: Trichet si è limitato a considerare che “dovranno essere adottate opportune azioni, ove necessario”. In settimana, il CEBS aveva annunciato le ipotesi di base e la copertura dell’esercizio coordinato di simulazione, i cui risultati saranno diffusi il 23 luglio. Lo scenario avverso include un forte shock macroeconomico, con una deviazione di tre punti percentuali del PIL rispetto allo scenario base, e uno shock sui prezzi dei titoli di stato che replica l’andamento anomalo di inizio maggio. Ovviamente quest’ultima ipotesi è già stata criticata come insufficiente da chi si ostina a ritenere inevitabile l’insolvenza di uno o più paesi della zona euro.

Per quanto concerne la posizione della BCE sulla proposta di riforma della governance economica della zona euro, il Presidente ha espresso nuovamente la preferenza delle autorità monetarie per una de-politicizzazione del meccanismo di sorveglianza, che dovrebbe essere affidato nella massima misura possibile a un organismo indipendente dal Consiglio Europeo


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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