Il Punto: La BCE sfodera la sua credibile ‘minaccia’ in stile OMT

La BCE sfodera la sua credibile ‘minaccia’ in stile OMT, affermando che il Consiglio è unanimemente d’accordo su un programma di stimolo quantitativo in caso di sorprese negative su crescita e inflazione. Se l’evoluzione dell’economia….

sarà quella prevista, l’arma non sarà utilizzata. Ma se i dati dovessero sorprendere  verso il basso, la BCE potrebbe effettivamente avviare un crescendo di misure, fino a lanciare un programma di acquisto titoli.

–  Come previsto, alla riunione del 3 aprile  la BCE non ha adottato misure concrete di politica monetaria. I dati nell’ultimo mese hanno confermato la graduale ripresa del ciclo area euro, inoltre l’inflazione è sì assai bassa, ma ancora  su livelli coerenti con le previsioni di medio termine dello staff e le attese di medio termine rimangono saldamente ancorate. Questa volta, tuttavia,  la comunicazione  è stata efficace  nel muovere le variabili finanziarie in modo coerente all’indirizzo di politica monetaria. In particolare, il comunicato di aprile ripete la forward guidance, ma aggiunge che “i Membri del Consiglio sono unanimemente d’accordo nell’utilizzare anche strumenti di politica monetaria non convenzionali, previsti dal mandato, per contrastare il rischio di un periodo troppo prolungato di inflazione bassa”. Inoltre, Draghi ha specificato che il Consiglio ha discusso anche un programma di stimolo quantitativo (QE) che fino a un mese fa non era stato dibattuto. La BCE ha, inoltre, discusso la possibilità di un’altra LTRO (per far fronte alle carenze di liquidità), nonché di una LTRO condizionata all’erogazione di credito e della sospensione della sterilizzazione del SMP.  
–  Draghi ha indicato che un QE per l’area euro va disegnato con attenzione, perché un programma di stimolo come quello della FED non sarebbe altrettanto efficace nell’area euro. Il principale effetto del QE della FED è quello di innescare una riallocazione di portafoglio verso classi di  asset più rischiose, determinando una riduzione del  term premium e del rischio di credito. In Europa tuttavia il finanziamento dell’economia passa ancora per l’80% tramite il sistema bancario. Un programma di acquisto di attivi bancari impacchettati in ABS sarebbe, quindi, lo strumento più appropriato, ma le difficoltà di implementazione hanno impedito alle aperture di tradursi in piani concreti. In caso di necessità, quindi, la BCE non potrebbe prescindere da acquisti di titoli di stato, confidando che ciò abbia effetti su cambio e clima di fiducia. Come è stato più volte ventilato, la BCE potrebbe acquistare titoli di tutti i Paesi della zona euro, Germania inclusa, per un ammontare prestabilito e proporzionale alla quota nel capitale BCE dei singoli Paesi membri.  
–  L’uscita di aprile ha molto in comune con l’annuncio delle OMT nell’estate del 2012. La BCE mette sul tavolo un’arma, lasciando agli astanti la valutazione se sia o non sia carica, e se intenda o non intenda usarla. Tuttavia, si comporta in modo tale da non far venire a nessuno la voglia di contestare la credibilità della minaccia.  Se la BCE agirà o meno dipenderà effettivamente dall’evoluzione dello scenario di crescita ed inflazione. Per il momento, il Consiglio non ritiene che il rischio di deflazione sia aumentato: il dato di inflazione di marzo è giudicato ancora preliminare e troppo condizionato da effetti base e fattori temporanei perché determini una revisione dello scenario di inflazione. Nel complesso, la BCE valuta che i rischi per la dinamica dei prezzi al consumo siano ancora bilanciati. Se le previsioni si riveleranno corrette, l’arma sarà rinfoderata senza utilizzarla. Tuttavia se i dati di crescita e inflazione ad aprile e maggio dovessero sorprendere verso il basso, la BCE potrebbe far partire un crescendo di misure: 1) taglio del refi; 2) sospensione dell’SMP e/o annuncio di un’altra LTRO (forse condizionata all’erogazione di credito, anche se l’accoglienza sarebbe incerta); 3) avvio di un programma di stimolo quantitativo, probabilmente imperniato soprattutto su acquisti di titoli governativi. Riguardo il timing, in caso di indicazioni negative dai dati di aprile e maggio la BCE potrebbe agire a luglio, dopo aver esaurito le altre misure. Per quella data, la BCE avrebbe il quadro completo del primo semestre e un’idea più chiara delle prospettive per la seconda metà dell’anno, nonché le nuove stime di crescita 2015-16.


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