La BoJ sorprende, portando i tassi sulle riserve in eccesso a -0,10pb e segnalando la disponibilità a ridurli ulteriormente e ad ampliare ancora il programma di acquisti, se necessario……
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La riunione della BoJ si è conclusa a sorpresa con un taglio dei tassi sulle riserve in eccesso da +10pb a -10pb, e l’indicazione che ulteriori riduzioni saranno attuate “se giudicato necessario”. Il programma QQE rimane invariato, con l’obiettivo di aumento annuale della base monetaria a +80 tln di yen. La BoJ afferma che la nuova struttura della strategia di politica monetaria adottata oggi (“QQE con interessi negativi”) è mirata ad abbassare ulteriormente la curva dei rendimenti, sia sul tratto breve sia sul resto delle scadenze, con una combinazione di tassi negativi e acquisti di titoli per raggiungere l’obiettivo di inflazione “velocemente”. Secondo il governatore Kuroda, ora lo stimolo monetario potrà essere aumentato con più leve, se appropriato: l’introduzione di tassi negativi non implica un limite per lo stimolo quantitativo, che potrà essere ulteriormente ampliato se richiesto. La Banca centrale ha specificato che i tassi potranno essere tagliati ulteriormente alla luce dell’esperienza di altri Paesi che hanno adottato misure simili (Svizzera, con tassi a -75pb, Svezia, a -110pb e Danimarca a -65pb).
La decisione di portare i tassi in area negativa, è stata combattuta, con 4 dissensi su 9 partecipanti alla riunione. È da notare che il mandato di due dei dissenzienti scadrà a breve (Shirai a marzo, Ishida ad aprile) e probabilmente i nuovi membri saranno scelti dal Primo Ministro in modo da essere aperti a sostenere la linea espansiva del governatore Kuroda.
Il comunicato afferma che la politica attuale verrà mantenuta fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo di inflazione al 2%. La nuova svolta espansiva è giustificata dalla BoJ citando la recente volatilità sui mercati globali, unita al calo del prezzo del petrolio e alla debolezza dei paesi esportatori di materie prime, che mettono a rischio la ripresa della crescita giapponese e la “conversione dell’atteggiamento deflazionistico”. Il governatore Kuroda, nella conferenza stampa dopo la riunione, ha affermato che il trend dei prezzi rimane positivo, ma il calo del petrolio spingerà verso il basso sul CPI fino alla fine dell’a.f. 2016. A suo avviso, i rischi per l’economia e i prezzi sono “ampi”.
In un aggiornamento dello scenario di prezzi e attività, la BoJ sposta in avanti (alla prima metà dell’a.f. 2017) la data del raggiungimento dell’obiettivo di inflazione per via del recente nuovo calo dei prezzi energetici, mentre lo scenario di crescita è poco variato. Lo scenario di inflazione è la base per l’introduzione dei tassi negativi.
Il taglio dei tassi è attuato con una modulazione su più livelli: il saldo delle riserve di ciascuna istituzione viene diviso in tre livelli, su cui verranno applicati tassi di -10pb, 0 e +10pb, rispettivamente. Il saldo attuale (“basic balance”, definito come il saldo medio del 2015) resta remunerato a +10pb. Un tasso a 0 verrà applicato sulla somma (“macro add-on balance”) definita da: somma dovuta come riserva obbligatoria; somma detenuta per programmi specifici (Loan Support Program, Funds-Supplying Operation), più una somma calcolata con un specifici rapporti fra i primi due ammontari. Il tasso di -10pb verrà applicato sui saldi in eccesso rispetto a quelli definiti come “basic” e “macro add-on”.
La Banca centrale ritiene che con la modulazione su più livelli le conseguenze negative sugli utili delle banche possano essere contenute e che lo spostamento verso il basso della curva dei rendimenti contribuisca al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione. La reazione dei mercati è stata ampia, con rimbalzo del Nikkei e correzione del cambio (contro dollaro a 120,7), anche se il governatore ha detto esplicitamente che le decisioni di oggi non hanno come obiettivo un deprezzamento del cambio. L’effetto delle misure sulla crescita sarà modesto, a nostro avviso.
Le nuove misure di stimolo monetario arrivano mentre si accumulano segnali di debolezza della crescita di fine 2015: con i dati di dicembre, le variazioni della spesa reale delle famiglie e della produzione industriale nel 4° trimestre risultano negative. Il 15 febbraio verrà pubblicata la stima preliminare del PIL del 4° trimestre: con i dati disponibili, la previsione ora è di un calo di -0,3% t/t, dovuto a una contrazione di tutte le componenti della domanda domestica.
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