La FED naviga a vista, il rallentamento recente è considerato transitorio. La tempistica della svolta resta incerta: la sequenza di dati deboli rende poco probabile un rialzo a giugno, ma non lo fa escludere. I dati in uscita nel prossimo mese e mezzo saranno determinanti…..
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La riunione del FOMC si è conclusa senza novità. I punti essenziali che emergono dal comunicato sono due: la Fed 1) ora naviga a vista e 2) valuta il rallentamento recente in parte una conseguenza di fattori transitori.
Riguardo al primo punto, la Fed apre una nuova fase per la gestione della politica monetaria: la forward guidance è definitivamente archiviata e la strategia verrà guidata ora, di riunione in riunione, dall’evoluzione dei dati. La dipendenza dai dati era già stata segnalata in modo esplicito a marzo, ma allora era rimasta ancora un’indicazione sul futuro. Il comunicato infatti affermava che un rialzo ad aprile appariva improbabile. Alla riunione di aprile invece non c’è più alcun riferimento temporale, si ribadiscono soltanto le condizioni che renderebbero appropriato un rialzo: ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e ragionevole fiducia che l’inflazione si riporti verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.
In questo quadro, in cui l’evoluzione dei dati diventa sovrana per gli sviluppi della politicamonetaria, la parte principale del comunicato è quella che riguarda la valutazione dello scenario macroeconomico.
Per quanto riguarda il secondo punto, cioè l’evoluzione dei dati dall’ultima riunione e le aspettative future, il comunicato rileva che la crescita è rallentata nei mesi invernali “riflettendo in parte fattori temporanei”. Si registra la moderazione della crescita occupazionale e la stabilità del tasso di disoccupazione e il calo della crescita dei consumi.
Tuttavia si osserva anche che il reddito reale delle famiglie è aumentato a un ritmo forte e la fiducia rimane elevata. Si rilevano il rallentamento degli investimenti delle imprese, la moderazione dell’edilizia residenziale e il calo dell’export. Il FOMC per ora non modifica il proprio scenario centrale di crescita moderata, trainata dai consumi. Riguardo all’inflazione, si osserva che rimane sotto l’obiettivo in parte per via del calo dei prezzi energetici e in parte per via della correzione dei prezzi delle importazioni non energetiche. Questa considerazione è una novità, riferita ovviamente alle conseguenze dell’apprezzamento del dollaro.
Il comunicato, votato all’unanimità, vuole trasmettere il messaggio che la normalizzazione della politica monetaria procede: le decisioni sono dettate dai dati. Su questo fronte, il FOMC non ritiene che le informazioni raccolte nelle cinque settimane intercorse fra la riunione di marzo e quella di aprile siano sufficienti a modificare lo scenario centrale di crescita moderata. Tuttavia, per vedere un rialzo occorreranno conferme che il rallentamento del primo trimestre sia davvero temporaneo.
La tempistica della svolta resta incerta: la sequenza di dati deboli rende poco probabile un rialzo a giugno, ma non lo fa escludere. I dati in uscita nel prossimo mese e mezzo saranno determinanti. La nostra previsione di riaccelerazione dei consumi e di ritorno a un ritmo di espansione del PIL intorno al 3% rende probabile un rialzo nei mesi estivi. Il primo test ci sarà la prossima settimana, con l’employment report di aprile, che dovrebbe mostrare un crescita dell’occupazione sopra 200 mila unità, segnalando che il rallentamento di marzo era transitorio.
Comunicazioni importanti
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