La riunione del FOMC del 29-30 gennaio dovrebbe essere interlocutoria. La valutazione dello scenario macroeconomico non dovrebbe essere variata: anche se il fiscal cliff è archiviato e il vincolo del limite del debito è stato spostato almeno a metà maggio, rimangono appuntamenti rischiosi sul fronte della politica fiscale. ….…
Il mantenimento di ampia incertezza su questo fronte indurrà la Fed a un atteggiamento attendista almeno fino alla riunione di marzo. Per ora non ci dovrebbero essere segnali di novità sullo stimolo e sulla comunicazione: tuttavia sappiamo che nei prossimi mesi il FOMC darà indicazioni su questi due temi cruciali per il 2013.
Il FOMC non dovrebbe modificare in modo rilevante la valutazione dell’economia, ancora in crescita moderata, gravata però da ampia incertezza fiscale. Questa durerà ancora almeno fino a marzo, e i dati usciti a inizio anno sono più deboli del previsto. Il FOMC prenderà atto di questi due elementi, mantenendo un atteggiamento di cauto attendismo per la politica monetaria.
Il superamento del fiscal cliff e il probabile rialzo del limite del debito al livello che si raggiungerà il 19 maggio non hanno eliminato i rischi legati alla politica fiscale. Infatti, il 1° marzo entrano in vigore i tagli automatici del Budget Control Act, il 27 marzo scade la continuing resolution che autorizza le spese discrezionali in assenza di un budget approvato, e il nuovo accordo sul limite del debito autorizza le emissioni fino al 19 maggio, congelando gli stipendi dei rappresentanti in Congresso in un conto di garanzia vincolato dal 15 aprile in poi, fino a quando non verrà approvato un budget per il 2013. Questi appuntamenti saranno scanditi dalla ormai abituale conflittualità politica, che genererà ancora incertezza e potenziale aumento di cautela da parte di consumatori e imprese.
Il comunicato rileverà nuovamente due punti cruciali: il tasso di disoccupazione “rimane elevato” (7,8% a dicembre) e l’inflazione in calo sta scendendo ben al di sotto dell’obiettivo della Fed di 2% (a dicembre, deflatore consumi core 1,5% a/a, deflatore consumi 1,4% a/a). Queste considerazioni mantengono ampio il consenso per il proseguimento del programma di acquisto titoli in corso con interventi mensili di 85 mld, oltre ai reinvestimenti di cedole e scadenze.
Il bilancio della Fed è ormai sulla soglia dei 3 tln di dollari: il 16 gennaio l’attivo totale era pari a 3,01 tln di dollari, con 1,69 tln di Treasuries, 0,9 tln di MBS e 76 mld di agenzie. Le riserve delle banche presso la Fed hanno toccato 1,6 tln di dollari, circa il 10% del PIL. A giugno 2013, con questi ritmi di acquisti, il bilancio sarà poco sotto 3,5 tln di dollari. I verbali di dicembre e alcuni discorsi recenti hanno sottolineato due punti importanti riguardo al programma di acquisti: prima di tutto il consenso per la prosecuzione del programma sui ritmi attuali è diffuso solo su un orizzonte di metà anno; in secondo luogo, si dà crescente importanza al fatto che la prosecuzione degli acquisti deve essere valutata non solo rispetto allo Stato e alle prospettive del tasso di disoccupazione, ma anche rispetto a eventuali rischi per la stabilità finanziaria, con un monitoraggio costante di costi e benefici degli interventi. Molti partecipanti al FOMC ritengono che con l’aumento della dimensione del bilancio i costi del programma crescano e i benefici diminuiscano.
Vista l’ampia dispersione di opinioni rivelata dai verbali sulla durata degli acquisti, il FOMC potrebbe segnalare che nei prossimi mesi cercherà di dare una guida anche per le decisioni sul programma di acquisti, per preparare il mercato con anticipo e con una regola il più possibile trasparente all’arrivo di una svolta. Il FOMC si sforzerà di trasmettere che la ricerca di una migliore comunicazione non implica che siano già state prese decisioni sul programma. L’andamento del credito dovrebbe essere una variabile cruciale per la determinazione dei costi legati all’aumento del bilancio della Banca centrale. La nostra previsione per ora è che a partire da metà 2013 il FOMC consideri una riduzione graduale degli acquisti di titoli, iniziando dal comparto degli MBS. Il mantenimento della guida sui tassi ancorata al tasso di disoccupazione contribuirà a contenere eventuali rialzi dei rendimenti collegati a indicazioni di possibile riduzione del nuovo stimolo.
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