La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con l’indicazione di tassi bassi “per un periodo esteso” e con il proseguimento del programma di acquisti annunciato a novembre 2010, alla luce di una disoccupazione elevata, una crescita moderata e un’inflazione bassa. Probabile unanimità: non è ancora l’ora dei dissensi, anche se si sta avvicinando……
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– La riunione del FOMC di marzo non dovrebbe modificare le aspettative per la politica monetaria della Fed. Il comunicato potrebbe includere una qualificazione marginalmente più positiva rispetto all’affermazione di gennaio secondo cui la “ripresa economica continua”.
Tuttavia, non dovrebbe esserci un segnale particolarmente forte: il Beige Book della scorsa settimana riporta che “l’attività economica complessiva ha continuato a espandersi a un ritmo da modesto a moderato”. Pertanto il comunicato dovrebbe ribadire che nonostante le indicazioni di miglioramento, anche in termini di occupazione, il ritmo dell’espansione è “insufficiente a determinare un miglioramento significativo nelle condizioni del mercato del lavoro” e dovrebbe ripetere che esistono ancora persistenti freni alla crescita. Nella valutazione dello scenario di inflazione, le indicazioni dell’ultimo comunicato saranno aggiornate alla luce degli sviluppi sui prezzi delle materie prime. Il giudizio rifletterà quanto detto da Bernanke nelle audizioni in Congresso: i recenti rialzi dei prezzi delle materie prime dovrebbero avere effetti modesti e transitori sull’inflazione americana. Si ripeterà che “le aspettative di più lungo termine sono rimaste stabili”, ma si dovrà modificare l’affermazione secondo cui “le misure di inflazione sottostante hanno seguito un trend verso il basso” visto che è negata dai fatti (il CPI ha svoltato dal minimo di ottobre 2010, il deflatore core ha probabilmente toccato il minimo a dicembre 2010). Il comunicato potrebbe affermare che le misure di inflazione sottostante sono in via di stabilizzazione, ma su livelli bassi e lontani dalla definizione di stabilità dei prezzi. Con il tasso di disoccupazione “elevato” e l’inflazione “in qualche modo bassa” la Fed continuerà a valutare che il doppio mandato di stabilità dei prezzi e massima occupazione non è soddisfatto. Il FOMC riterrà ancora opportuno mantenere “tassi eccezionalmente bassi dei fed funds per un periodo esteso” e proseguire con la politica di espansione del portafoglio titoli definita nella seconda metà del 2010. Alla luce delle affermazioni fatte di recente anche dai membri del FOMC meno favorevoli ai programmi di espansione del bilancio, è probabile che il voto a marzo resti unanime, come a gennaio.
– Il FOMC ribadirà l’impegno a riconsiderare regolarmente “il ritmo” e “la dimensione complessiva” del programma di acquisti alla luce degli sviluppi congiunturali, e non dovrebbe dare indicazioni di modifiche al programma di acquisto e di reinvestimento delle scadenze e dei rimborsi. A gennaio il comunicato non ha più dato indicazioni esplicite sul ritmo di acquisti mensili, come invece era stato fatto a novembre e dicembre (circa 75 mld al mese per i nuovi acquisti del programma di 600 mld). E’ probabilmente in atto una discussione sul programma, sia in termini di ammontare totale, sia in termini di flussi di acquisto. Per ora non è emersa una posizione di consenso chiara riguardo all’opportunità di scaglionare gli acquisti negli ultimi mesi del programma. Fra marzo e maggio dovrà essere data qualche informazione in più su questo punto: le opinioni sull’argomento sono molto disperse. Lo stesso vale per il giudizio riguardo al totale degli acquisti. Fisher (Dallas, votante) ha detto che potrebbe votare per una riduzione o una conclusione anticipata del programma se ritenesse la sua prosecuzione “controproducente”. Lockhart (Atlanta, non votante) ha invece affermato di essere molto cauto riguardo a ulteriori acquisti, ma di ritenere che un eventuale programma QE3 dovrebbe essere considerato in caso di un nuovo rallentamento. Evans (Chicago, votante), ha invece detto che acquisti per 600 mld di dollari sembrano adeguati. Questa discordanza di opinioni dà maggior forza alla posizione centrista del Board, sostenuta da Bernanke, Yellen e Dudley, di mantenimento dell’attuale politica di bilancio. Lo scenario più probabile è il mantenimento del programma di acquisti fino alla sua scadenza, a giugno 2011. A quel punto, la Fed dovrà valutare tempi e modi di un’eventuale svolta, da condurre attraverso rialzi dei tassi e riduzioni del bilancio, ma come ha commentato il WSJ, “potrebbero passare mesi prima che (la Fed) agisca”. Questa è anche l’opinione del mercato e la nostra previsione.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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