La riunione del FOMC, con la conferenza stampa di Bernanke, rivedrà verso l’alto le previsioni per il tasso di disoccupazione….
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Il Comitato probabilmente renderà più esplicito l’obiettivo di massima occupazione, aprendo la strada per tassi fermi anche oltre il 2013 e per un eventuale QE3 su MBS.
La riunione del FOMC dell’1-2 novembre dovrebbe annunciare modifiche alla strategia di comunicazione e potrebbe preparare il terreno al lancio di un nuovo programma di acquisto titoli, da attuare più avanti. I verbali della riunione di settembre e i recenti discorsi di Bernanke, Tarullo, Yellen e Dudley danno segnali chiari in questa direzione.
Proiezioni macroeconomiche: revisioni e rischi “significativi” verso il basso – A inizio novembre verranno riviste le proiezioni macroeconomiche: questo sarà il punto di partenza per la modifica alla comunicazione e per l’eventuale futuro programma di acquisti. Rispetto alle proiezioni di giugno, ci sarà un ampio peggioramento per la crescita e per la disoccupazione. I verbali di settembre e tutti i discorsi, anche quelli dei “falchi”, hanno indicato che la ripresa è deludente e più fiacca di quanto atteso, con “significativi” rischi verso il basso, amplificati dai potenziali sviluppi negativi della crisi del debito europeo. Yellen ha sottolineato che l’ampio livello di risorse inutilizzate rischia di generare pressioni disinflazionistiche in futuro. Le revisioni allo scenario dovrebbero confermare il rientro dell’inflazione all’interno della definizione di stabilità dei prezzi per il deflatore totale; sarà importante vedere se le proiezioni per il core vengono riviste verso il basso nel 2013. Per crescita e disoccupazione il quadro sarà peggiore rispetto a giugno, con un tasso di disoccupazione vicino al 9% anche nel 2012 e intorno all’8% nel 2013, ben lontano dal tasso di lungo termine (compreso fra 5 e 6% nell’intervallo esteso che comprende le previsioni di tutti i partecipanti al FOMC).
Il punto centrale della visione di consenso nel FOMC è il seguente: la crescita è positiva ma tanto modesta da non riuscire a generare un calo della disoccupazione, che è diventata una “crisi nazionale”. Il rialzo del tasso di disoccupazione è causato da carenza di crescita, più che da un aumento di disoccupazione strutturale. Pertanto la Fed in base al proprio mandato “deve” agire ancora. Questo è il succo dei discorsi di Bernanke, Yellen e Tarullo. La distanza dalla “massima occupazione” sarà la chiave della politica monetaria. Prima si modificherà la comunicazione, rendendo esplicito l’obiettivo; poi, con maggiore trasparenza sulla regola di policy, si estenderanno gli interventi, eventualmente anche attraverso un QE3.
Implicazioni per la politica monetaria
1) Comunicazione. Nei discorsi recenti e nei verbali è stata sottolineata l’opportunità di maggiore trasparenza nella comunicazione degli obiettivi della politica monetaria. In che direzione si muoverà la comunicazione? Bernanke ha detto che maggiore “trasparenza sugli obiettivi della Banca centrale e sulle previsioni economiche”, “guida sul futuro” (“forward guidance”) degli strumenti di policy e altre forme di comunicazione possono essere utili: il chairman si aspetta di “vedere un maggiore uso di questi strumenti in futuro”. Bernanke ha anche notato che molte banche centrali con obiettivo esplicito d’inflazione interpretano il loro mandato “in modo flessibile e trattano la stabilizzazione di occupazione e crescita nel breve termine come un importante obiettivo di policy, pur cercando di raggiungere il loro obiettivo sull’inflazione nel medio termine”.
Il FOMC ha istituito una commissione, presieduta da Yellen, che dovrebbe dare indicazioni per modifiche in tempi brevi, probabilmente già alla riunione di novembre. Yellen ha detto che i cambiamenti considerati sono diversi, non solo mirati a condizionare il sentiero dei tassi all’andamento delle variabili macroeconomiche, ma anche “in altre direzioni”, attraverso le proiezioni economiche per il lungo termine. Il Comitato potrebbe dare maggiore importanza all’obiettivo di massima occupazione, sottolineando il range di stime, e affiancando questo obiettivo in modo più esplicito e “numerico” a quello della stabilità dei prezzi.
Dando rilievo a entrambi gli obiettivi e “quantificandoli”, se pure in modo flessibile con intervalli relativamente ampi, il FOMC potrebbe poi segnalare una “regola” di politica monetaria vicina alla proposta di Evans (Chicago Fed) che ha suggerito di esplicitare una funzione di reazione che incorpora entrambi i mandati della Fed. Nella proposta di Evans, la Fed indicherebbe il mantenimento di tassi eccezionalmente bassi fino a quando il tasso di disoccupazione non si avvicinerà al 7% sempre che l’inflazione resti al di sotto del 3%. Con una regola su queste linee, le aspettative di tassi fermi sarebbero spinte ben oltre la metà del 2013 annunciata ad agosto dal FOMC e più probabilmente oltre la fine del 2014.
2) Un nuovo programma di acquisto titoli? In un discorso sul mercato del lavoro Tarullo, membro del Board of Governors, ha indicato che sarebbe opportuno riaprire un programma di acquisto di MBS per contribuire a ridurre i costi dei mutui e dare supporto alla crescita. Tarullo ha sostenuto che il problema della disoccupazione è in gran parte il risultato di una crescita troppo debole, frenata dall’edilizia residenziale: si giustifica in questo modo un nuovo ampliamento del bilancio, concentrato nuovamente sul comparto MBS. Un’analisi di Krishnamurthy e Vissing-Jorgensen1 mostra che interventi su comparti più rischiosi sono significativamente più efficaci nella trasmissione generalizzata del calo dei rendimenti. La valutazione dello scenario fatta da Tarullo è probabilmente condivisa da Bernanke ed è possibile che un eventuale QE3 sia concentrato su titoli diversi dai Treasuries. Recentemente anche Yellen e Dudley hanno esplicitamente parlato di un nuovo programma di acquisto titoli. Fra l’altro, “Operation Twist” è appena in atto da un mese e riguarda i Treasuries. Con 44 mld di acquisti/vendite a ottobre, a questi ritmi il programma di 400 mld si concluderebbe entro giugno 2012. Se la Fed decidesse di ampliare nuovamente il bilancio, potrebbe affiancare un QE3 su MBS a “Operation Twist”. La dimensione potrebbe essere fra i 400 e i 600 mld di dollari, ma a meno di un netto deterioramento dei dati è più probabile che si attenda almeno la riunione di gennaio.
La Fed sicuramente guarderà con occhio vigile nel prossimo mese non solo i dati macroeconomici, ma anche gli sviluppi della politica fiscale federale. Su questo fronte, si riaccenderanno i conflitti e una situazione di stallo in Congresso potrebbe portare a mancanza di interventi: questo implica lo scadere di misure temporanee per circa 180 mld di dollari nel 2012, su payroll tax, estensione sussidi, trasferimenti agli Stati. Inoltre, si avvicina la scadenza del 23 novembre per la presentazione in Congresso da parte del “super comitato” del piano di riduzione del deficit per 1,2 tln di dollari in 10 anni: per ora non ci sono indicazioni di una soluzione ed è possibile che si riaprano tensioni analoghe a quelle di giugno-luglio. Una significativa restrizione fiscale darebbe una spinta decisiva all’introduzione di un QE3.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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