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Il Punto: L’Eurogruppo ha raggiunto l’accordo sullo sblocco degli aiuti alla Grecia e sull’alleggerimento del carico del debito

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Diversi aspetti devono ancora essere chiariti, ma è certo che l’Eurozona, oltre ad annunciare una moratoria sul pagamento degli interessi e altre misure di alleggerimento, sta seriamente considerando l’ipotesi di una futura cancellazione parziale del debito greco: scelta inevitabile, che offre una chance per la futura stabilizzazione del Paese.……..

L’Eurogruppo ha raggiunto l’accordo sullo sblocco degli aiuti alla Grecia e sull’alleggerimento del carico del debito. Il via libera al pagamento avverrà il 13 dicembre, dopo che sarà stata completata la ratifica parlamentare delle decisioni in alcuni Paesi (in Germania dovrebbe avvenire questa settimana). Le decisioni prese il 26 novembre sono articolate. Innanzi tutto, c’è lo sblocco di due tranche del prestito, per complessivi 43,7 miliardi di euro. Di questi, 34,4 miliardi (23,8 dei quali sono obbligazioni EFSF destinate alla ricapitalizzazione delle banche) saranno versati in dicembre. Il resto sarà pagato in tre tranche nel corso del 1° trimestre 2013, subordinatamente al rispetto degli impegni sottoscritti dal Governo ellenico.

Per alleggerire il fabbisogno finanziario dei prossimi anni si mette in campo un insieme variegato di misure: (i) riduzione di 100pb dello spread sui tassi interbancari applicato ai crediti EFSF e bilaterali; (ii) riduzione di 10pb delle commissioni sulle garanzie per i crediti EFSF; (iii) allungamento delle scadenze di rimborso dei crediti EFSF di 15 anni (concessione che non ha impatti sui flussi fino al 2019); (iv) moratoria sul pagamento degli interessi sui crediti EFSF di 10 anni; (iv) trasferimento alla Grecia, effettuato dagli Stati Membri, di un ammontare equivalente al reddito sul portafoglio SMP di competenza delle rispettive Banche Centrali Nazionali.

Infine, per accelerare la riduzione del debito viene tentata un’operazione di riacquisto o scambio mediante asta “di varie categorie di obbligazioni sovrane”, a prezzi non superiori a quelli della chiusura del 23 novembre. Poiché in chiusura del documento si afferma che la decisione formale del 13 dicembre seguirà “un esame dell’esito del possibile buy-back”, l’operazione dovrà avvenire in tempi molto stretti. Peraltro, anche il FMI non deciderà sullo sblocco della propria quota fino a quando il riacquisto non sarà stato completato. La copertura finanziaria dovrebbe arrivare grazie ad EFSF, anche se su questo punto rimangono molti dettagli da chiarire. Così come è poco chiaro se l’operazione avrà abbastanza successo da conseguire effettivamente una riduzione del debito di 11-12% del PIL come da obiettivi, visto il limite sul prezzo e, altrimenti, quale sarà l’alternativa.

A fronte di queste concessioni, che rappresentano pressoché il massimo che si potesse attendere a questo stadio, la Grecia si è impegnata a trasferire nel conto vincolato su cui affluiscono gli aiuti tutti gli introiti delle privatizzazioni, gli avanzi primari fissati come obiettivo e il 30% dell’eventuale avanzo primario in eccesso degli obiettivi (operazione peraltro già annunciata in passato). Ciò per costituire una riserva in grado di coprire il servizio del debito per il trimestre seguente. Inoltre, la Grecia deve adottare “nuovi strumenti per salvaguardare il conseguimento degli obiettivi fiscali e di privatizzazione”.

Una dichiarazione molto importante dell’Eurogruppo è che nuovi interventi per la riduzione del debito saranno possibili “quando la Grecia avrà conseguito, o starà per conseguire un avanzo primario e avrà rispettato tutte le condizioni”. Il concetto è stato ripreso da Schäuble nel suo intervento al Bundestag, confermando che l’esistenza di un avanzo primario farebbe cadere le obiezioni legali finora opposte. Non casualmente, il piano fiscale prevede che l’avanzo primario sia conseguito nel 2014, dopo le elezioni politiche tedesche. Questo passo verso una futura remissione parziale dei debiti offre la prima prospettiva concreta di retribuzione per lo sforzo di risanamento, finora percepito come vano e controproducente dall’opinione pubblica locale, e di risoluzione ordinata della crisi.


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