– Lievemente migliore del previsto il dato sul PIL area euro nel 3° trimestre. La sorpresa è in larga misura spiegata dalla crescita più forte del previsto in Francia. La crescita tedesca è rimasta fiacca e le prospettive sono di ulteriore….
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frenata. Confermata la contrazione per l’Italia.
– Per l’Eurozona, il 2014 chiuderà con una crescita di appena 0,8%. Il vero nodo è se nel 2015 riaccelererà in modo significativo.
Il PIL dell’area euro ha sorpreso marginalmente in positivo nel 3° trimestre, crescendo di 0,2% t/t anziché di 0,1% t/t come nelle attese.
Fra le sorprese positive, dopo vari trimestri di stagnazione, la Francia ha registrato una crescita significativa (0,3% t/t), e superiore alle previsioni. La crescita dei consumi dovrebbe continuare a offrire sostegno nel quarto trimestre. Tuttavia, altri elementi, oltre alla revisione al ribasso apportata alle stime del 2° trimestre, sconsigliano di interpretare questo risultato come un segnale di accelerazione dell’economia francese. In primo luogo, due contributi positivi sono difficilmente sostenibili: quello delle scorte (+0,3%) e quello dei consumi pubblici (che hanno mostrato la crescita più elevata dal 2009). Di contro, l’aumento delle importazioni dovrebbe essere più contenuto a fine anno, compensando in larga parte il fattore scorte. Le indagini congiunturali per il mese di ottobre sono contrastanti: alcune mostrano un lieve miglioramento rispetto alla media del terzo trimestre (PMI manifatturiero), altre un andamento stazionario (Insee), altre ancora un peggioramento (PMI servizi); nel complesso, appaiono ancora coerenti con un quadro di sostanziale stagnazione, più che di accelerazione, dell’attività economica.
La Germania si è mossa in linea con le attese, con un rimbalzo di +0,1% t/t dopo il -0,1% t/t del 2° trimestre. La crescita è stata trainata dai consumi e, secondariamente, dalle esportazioni nette, mentre gli investimenti sia in macchinari e attrezzature che in costruzioni hanno continuato a contrarsi; un contributo negativo è arrivato anche dalle scorte. Anche in forza del probabile rientro del freno rappresentato dai magazzini, ci aspettiamo una accelerazione nei trimestri a cavallo d’anno, che tuttavia sarà modesta (in area 0,2% t/t) vista la tendenza al ribasso degli indici di fiducia (IFO in primis).
Un caso a parte è l’Italia, l’unica tra le principali economie dell’Eurozona ancora in recessione: il PIL è calato (in linea con le previsioni) di -0,1% t/t, dopo il -0,2% t/t primaverile. Sono ben 13 trimestri che l’economia non cresce, e il livello del PIL ha toccato il nuovo minimo da 14 anni e mezzo. Ci aspettiamo un contributo negativo della domanda domestica finale e in particolare dagli investimenti, mentre potrebbe essere proseguita la modesta crescita dei consumi (+0,1% t/t in media nell’ultimo anno). Un contributo positivo, viceversa, dovrebbe essere venuto dalle esportazioni nette e verosimilmente dalle scorte (che avevano sottratto alla crescita ben tre decimi in primavera). Sospettiamo che la recessione possa estendersi all’ultima parte dell’anno (previsione: -0,2% t/t). Ciò fa sì che la crescita 2014 possa attestarsi nel range -0,3/-0,4%.
Inoltre, gli indicatori anticipatori ancora non sono coerenti con un’uscita dalla recessione, fattore che mantiene un grosso punto di domanda sulla previsione di un ritorno alla crescita già a inizio 2015. Diventa più probabile che il recupero congiunturale atteso per il prossimo anno sia di entità modesta (+0,3/0,4%). Gli unici Paesi a non crescere, oltre all’Italia, sono Cipro (-0,4% t/t) e Austria (zero). In linea con la media dell’area (0,2% t/t) Belgio, Olanda, Finlandia e Portogallo. Confermata la ripresa della Grecia.
In sintesi, il dato non è a nostro avviso un segnale di deciso miglioramento del tono congiunturale. Gli unici Paesi in crescita sono quelli che beneficiano della svalutazione competitiva risultante da anni di austerity (Spagna e Grecia) – la cui sostenibilità di medio termine peraltro dipende dalla tenuta della domanda nel resto dell’Eurozona. Inoltre, le indagini congiunturali segnalano che la fase di sostanziale stagnazione potrebbe estendersi non solo alla parte finale del 2014, ma anche a quella iniziale del 2015 (che vedrebbe una crescita in media d’anno in miglioramento solo marginale rispetto allo 0,8% del 2014). In tale situazione non viene meno la necessità di un sostegno da parte delle politiche economiche.
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