Lo zio Ben e lo zio Sam continuano a sostenere il ciclo americano. Il FOMC prosegue sulla strategia espansiva e il CBO stima il deficit federale 2011 a 1,5 tln di dollari, 9,8% del PIL……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
– La riunione del FOMC si è conclusa senza grandi novità: tassi invariati e prosecuzione del programma di acquisto di Treasuries, senza dissensi, come atteso. Nella valutazione dello scenario macroeconomico, il comunicato ribadisce che la ripresa procede a un ritmo “insufficiente a determinare un significativo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro”.
Anche se si rileva un’accelerazione della dinamica di consumi e investimenti, si sottolinea ancora la presenza di freni duraturi alla domanda aggregata (alta disoccupazione, crescita modesta del reddito e vincoli sul credito). Sui prezzi, si riconosce l’aumento di pressioni dalle commodities ma prevale, nella valutazione del comunicato, il peso del trend verso il basso dell’inflazione core e la stabilità delle aspettative di inflazione di lungo termine. Sulla strategia di politica monetaria, si afferma la volontà di proseguire la politica di reinvestimenti di cedole e rimborsi e l’intenzione di acquistare 600 miliardi di dollari di Treasuries entro giugno 2011; questa volta però non si indica, come a novembre e dicembre, il ritmo degli acquisti che nei comunicati precedenti era posto a circa 75 miliardi di dollari al mese.
Il comunicato ripete che il FOMC “rivedrà regolarmente” il ritmo degli acquisti e l’espansione complessiva del bilancio alla luce dell’informazione in arrivo per raggiungere gli obiettivi di “massima occupazione e stabilità dei prezzi”. Il voto, come atteso, è stato unanime, per la prima volta da dicembre 2009. I nuovi falchi in Comitato, Plosser, Fisher, e Kocherlakota, avevano segnalato la disponibilità a non opporsi ai programmi già aperti; eventuali dissensi compariranno quando crescita e inflazione rappresenteranno dei pericoli più imminenti, più avanti nell’anno. L’unanimità darà sostegno a Bernanke, che nelle prossime settimane andrà in Congresso per l’audizione sulla politica monetaria. I verbali della riunione verranno pubblicati il 16 febbraio e conterranno le nuove previsioni macroeconomiche, che non dovrebbero differire molto su disoccupazione e inflazione da quelle riviste a novembre.
Nei verbali si troveranno maggiori informazioni sulla dispersione di opinioni riguardo ai rischi per l’economia e alle condizioni per una svolta di politica monetaria. Per ora, manteniamo la previsione di politica monetaria ampiamente espansiva ancora a lungo, senza segnali di svolta sulla dimensione del bilancio per un periodo che potrebbe durare anni.
– Il CBO ha pubblicato il Budget and Economic Outlook 2011-21. La stima del CBO per il deficit federale dell’a.f. 2011 è di 1,48 tln di dollari (9,8% del PIL), in aumento da 1,3 tln dell’anno fiscale 2010 (8,9% del PIL). Il sentiero del deficit a politiche invariate dovrebbe ritornare verso il 3% del PIL nel 2014, per poi riallargarsi modestamente nella parte finale del decennio. Il debito detenuto dal pubblico è previsto in aumento nel 2011 a 69,4% del PIL, da 62,1% dell’a.f. 2010 e continuerebbe a salire gradualmente su tutto l’orizzonte considerato (fino al 76,7% nel 2021). Lo scenario quasi rassicurante del CBO per il medio termine è viziato dalla stima “a politiche invariate”: uno scenario più realistico, con l’estensione delle politiche attuate negli ultimi anni con rinnovi di misure solo formalmente temporanee, è esplosivo anche nelle proiezioni del CBO. Nel discorso sullo Stato dell’Unione, il presidente Obama ha sottolineato l’importanza di affrontare il problema fiscale e ha suggerito di congelare la spesa discrezionale nei prossimi 5 anni. Una misura in tal senso avrebbe effetti molto modesti sul trend della spesa federale, con una riduzione di non più di 400 miliardi di dollari su un orizzonte di 10 anni, visto che questa categoria rappresenta solo il 12% della spesa federale. Obama ha anche indicato che occorrerebbe trovare un accordo bi-partisan per contenere l’aumento della spesa per i programmi multi-periodali (che sono la vera causa dell’insostenibilità dei conti federali), senza però dare ulteriori dettagli.
La mancanza di indicazioni più precise e l’enfasi, data alla necessità di aumentare gli investimenti in istruzione e infrastrutture per sostenere la crescita, mantengono invariata la politica fiscale attesa nel prossimo biennio, lasciando aperto il conflitto con i Repubblicani sull’aumento del tetto al debito federale.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




