Il Punto : Nel 3° trimestre, il commercio mondiale ha in parte recuperato la flessione del secondo. Tuttavia, una contrazione su base tendenziale caratterizzerà sicuramente anche la parte finale del 2019 …….
a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo
Le indagini congiunturali per ora segnalano al massimo una stabilizzazione del ritmo di calo, ma non ancora una ripresa.
Un ritorno a tassi di crescita positivi sembra però probabile fra il 1° e il 2° trimestre 2020, anche per motivi di mero confronto statistico, purché siano evitati nuovi shock sui dazi.
– Secondo i dati compilati dal CPB, nel 3° trimestre 2019, il volume del commercio mondiale ha registrato un incremento di 0,5% t/t, compensando in parte il calo del periodo precedente (0,8%).
Il miglioramento non è sufficiente a riportare in territorio positivo la variazione tendenziale di esportazioni e importazioni globali, che restano rispettivamente a -1,4% a/a e -0,9% a/a.
A livello geografico, i dati mostrano un andamento della domanda di importazioni contrastato: in crescita nei paesi avanzati, ma con variazioni tendenziali ancora negative per l’Eurozona, e in calo fra i paesi emergenti (ma con segnali di ripresa in Cina).
In termini di origine, a riprendersi sarebbe soprattutto l’export dai paesi emergenti.
– Le indagini PMI, il cui indice di ordini all’esportazione si è rivelato un ottimo indicatore coincidente della variazione tendenziale dell’export mondiale, segnala che la fase di contrazione si è estesa anche al 4° trimestre.
Allo stesso tempo, tuttavia, potremmo aver toccato il minimo in termini di tassi di contrazione. In ottobre, la media mobile trimestrale si è stabilizzata a 48,4, livello compatibile con una contrazione tendenziale di circa 1,0%.
Il ritorno a una modesta crescita del commercio mondiale appare probabile a inizio 2020 anche per un motivo di mero confronto statistico: infatti, fra il 1° e il 2° trimestre usciranno dal calcolo i mesi caratterizzati dal maggiore aggiustamento dell’interscambio globale all’aumento dei dazi americani sulla Cina.
– Nell’Eurozona, le indicazioni sono analoghe.
L’indagine di fiducia della Commissione Europea mostra che il giudizio delle imprese sugli ordini esteri resta peggiore della media e vicino ai minimi di settembre; inoltre, è leggermente peggiorato rispetto a ottobre.
L’indice degli ordini esteri nell’indagine PMI manifatturiera ha toccato il minimo a luglio a 44,2 e attualmente si colloca a 46: anche in questo caso, quindi, il tasso di contrazione sembra destinato a ridursi.
– Le prospettive di ripresa potrebbero ancora essere compromesse dal riacutizzarsi della guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina, o da sviluppi inaspettatamente negativi dell’economia cinese a inizio 2020.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


