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Il Punto: Stati Uniti: la riforma tributaria galoppa verso il traguard

Stati Uniti: la riforma tributaria galoppa verso il traguardo. Questa settimana, focus sull’estensione della legge di spesa e sui rischi di chiusura degli uffici federali……….


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– Il 2 dicembre il Senato ha approvato la propria versione del Tax Cuts and Jobs Act (TCJA Secondo le stime dinamiche del Joint Committee on Taxation, la versione del TCJA del Senato amplierebbe il deficit di circa 1 tln di dollari e avrebbe un effetto espansivo medio sul PIL di 0,8% nel 2018-27. Gli effetti sulla crescita si riducono nel tempo, per la transitorietà di molte misure (ammortamento accelerato macchinari, riduzioni aliquote persone fisiche). La versione del Senato, come quella della Camera, è sostanzialmente regressiva in termini di impatto sul reddito delle famiglie. L’impatto statico delle misure sul deficit cumulato 2018-27 è simile per le due versioni, intorno a 1,4 tln di dollari.

– Il prossimo passo per arrivare all’approvazione della riforma tributaria è la riconciliazione fra i disegni di legge approvati alla Camera e al Senato. Le due versioni hanno in comune l’ampliamento della base imponibile per famiglie e imprese e il nucleo centrale della tassazione delle società (territorialità della tassazione, imposta una tantum per il rimpatrio degli utili detenuti all’estero anche se ad aliquote differenti, riduzione dell’aliquota sugli utili delle SpA al 20%, riduzione della tassazione delle società semplici, limite alla detraibilità degli interessi).

– I due disegni di legge hanno anche molte differenze. La versione del Senato è calibrata in modo da non avere effetti sui deficit successivi, per soddisfare i requisiti di una regola imposta per l’utilizzo della procedura di reconciliation. La versione della Camera non soddisfa tali requisiti e dovrebbe essere adeguata anche su questo fronte. Per le famiglie, alla Camera l’aliquota massima resta a 39,6%, il numero di aliquote scende a 4, il credito di imposta per i figli è portato a 1600 dollari, le detrazioni per spese mediche e prestiti degli studenti sono eliminate, come anche l’Alternative Minimum Tax e l’imposta di successione (dopo il 2024).
Per le imprese, la Camera prevede l’aliquota sugli utili al 20% dal 2018, l’aliquota massima per le società semplici a 25%. Il TCJA del Senato per le famiglie include un’aliquota massima in calo a 38,5%, mantiene 7 aliquote (ridotte solo fino al 2025), porta il credito di imposta per i figli a 2000 dollari, mantiene l’AMT, l’imposta di successione (con franchigia in aumento), le detrazioni per spese mediche e interessi sui prestiti universitari. Per le imprese, per il Senato la riduzione dell’aliquota sugli utili entra in vigore nel 2019, e le società semplici hanno una detrazione del reddito da capitale invece di un’aliquota massima. Queste differenze si possono riconciliare, se si vuole, ma al prezzo di diversi compromessi.

– L’obiettivo della leadership repubblicana è avere un testo entro metà dicembre, da votare in aula e presentare alla firma del Presidente prima di fine anno. La volontà comune di avere la riforma approvata entro fine 2017, a nostro avviso, è tale da rendere probabile la riconciliazione delle due versioni in tempi rapidi. Questo può avvenire più facilmente se la Camera accetta gran parte delle caratteristiche del TCJA del Senato, ma è probabile che il testo finale sia diverso da entrambe le versioni originarie, anche se probabilmente più simile a quello del Senato.

– Per valutare l’impatto macroeconomico di un’eventuale riforma, è rilevante notare che la versione del Senato sposta al 2019 l’entrata in vigore del taglio dell’aliquota sugli utili delle SpA, e include maggiori detrazioni per le famiglie, ma fa scadere i tagli per le persone fisiche nel 2025. Pertanto lo stimolo alle imprese sarebbe ritardato, e la transitorietà e regressività di quello per le famiglie potrebbe ridurre gli effetti sulla crescita. Per ora in via del tutto preliminare, sulla base delle informazioni disponibili stimiamo che la riforma possa avere effetti espansivi in media pari a circa 0,3pp per anno nel 2018-19.

– Questa settimana il focus si sposta sull’estensione della legge di spesa, in scadenza l’8 dicembre. L’obiettivo repubblicano è passare subito un rinnovo fino al 22 dicembre, per poi negoziare una legge di spesa per il 2018 con (relativa) minore urgenza. Per la legge di spesa sono necessari i voti democratici e senza qualche concessione rilevante si rischia la chiusura degli uffici federali, se pure con probabilità bassa.


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