Accolta con una certa dose di imprevedibilità, la mancata riduzione del programma di QE da parte della FED è stato uno dei principali driver di mercato della scorsa ottava. Il quadro generale, nel quale in particolare si evidenzia una prolungata debolezza del mercato del lavoro a cui vanno…
aggiunti gli ultimi dati macro diffusi sotto le attese, non è stato ritenuto ancora pronto dal Comitato a sostenere un tapering, anche se di entità ridotte.
Da non dimenticare poi come il movimento dei Treasuries statunitensi nell’ultimo bimestre abbia di fatto sorpreso molti membri del FOMC.
In seguito all’annuncio della Federal Reserve, significativi movimenti positivi hanno riguardato i mercati azionari, i bond e le commodity, mentre controcorrente, e non poteva essere diversamente, si è mosso il dollaro che continua a mantenersi molto debole soprattutto nei confronti dell’euro.
Movimenti che oggi segnano alcune evidenti divergenze sui medesimi comparti.
A tenere banco in questa ottava è la situazione politico economica italiana. In ordine di tempo è stato dapprima diffuso il report del FMI che punta il dito soprattutto sul sistema bancario che, nonostante abbia rafforzato la sua posizione, resta estremamente vulnerabile. In particolare, da quanto si legge nel comunicato diramato dal FMI, le banche italiane continuano a contare pesantemente sul sostegno dell’Eurosistema e hanno rimborsato solo una piccola parte dei prestiti dei programmi LTRO pari a 255 mld di euro a giugno, con la recessione dell’economia globale che ha inevitabilmente eroso la qualità e la profi ttabilità degli asset.
Successivamente sono state le turbolenze politiche ad alimentare nuovamente i timori che un’ingovernabilità possa di fatto mettere in discussione il raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità. In particolare, una prolungata incertezza sulle politiche economiche e fi scali, una minore fi ducia nel calo del debito nel 2014 e il mancato rispetto della norma costituzionale del pareggio di bilancio sono potenziali fattori che minacciano un nuovo potenziale downgrade.
Sia Fitch che, secondo alcuni rumors, S&P’s permangono vigili per un nuovo taglio del rating. Elemento, quest’ultimo,
da non sottovalutare in quanto l’Italia si trova a tutt’oggi molto vicina al limite dell’Investment Grade.
Fonte: RBS
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