Mentre la BCE sta studiando l’ipotesi di nuove misure non convenzionali da attuare dopo i due programmi LTRO, dall’OCSE è arrivato l’endorsement alla stretta dei tassi decisa nel corso dell’ultimo meeting, con un auspicio di…
una possibile adozione di ulteriori misure, come i tassi negativi, qualora i rischi di deflazione si dovessero fare più seri. Riguardo alle attese sull’inflazione, l’Organizzazione prevede un tasso all’1,4% nell’Eurozona per il 2013 e un calo all’1,2% per il 2014 e 2015. Nel suo ultimo report, la stessa OCSE punta il dito sul comparto bancario, in attesa che vengano diffusi i dati sugli stress test di BCE e Eba, ritenendo preoccupante la capitalizzazione insufficiente di molte banche dell’area Euro, fattore che potrebbe zavorrare la crescita economica nel medio termine.
Per bocca di Vitor Constancio, braccio destro di Draghi, la BCE ha aperto alla possibilità di dar seguito a nuove misure non convenzionali, in stile “allentamento quantitativo” della FED. Un’apertura, anche se improntata alla massima prudenza, che tuttavia ha trovato in quest’ultima ottava i mercati particolarmente scettici, con l’euro che si muove controtendenza e nuovamente in rialzo e i mercati azionari che viaggiano in un trend lateral-rialzista con gli spread relativamente stabili.
Tuttavia ad attirare l’attenzione degli operatori, che prima dell’ultima stretta sui tassi si attendevano il lancio di un nuovo programma LTRO, sono sempre le voci di un’imminente nuova corposa iniezione di liquidità a lunghissimo termine, in vista della scadenza dei due vecchi LTRO da 1.000 miliardi fra poco più di un anno. Allo studio anche tassi negativi sui depositi delle banche per spingerle a prestare, anche se sul tema è arrivata la smentita di Joerg Asmussen, componente del board della BCE.
Sul fronte dei rendimenti il saldo bisettimanale non registra particolari scostamenti sia sul fronte delle curve low-yield che sui Periferici europei. I rendimenti dei Titoli di Stato italiani si attestano al 2,58% sulla scadenza quinquennale, al 4,08% su quella decennale ed infine al 4,94% su quella trentennale.
Lo spread verso il Bund tedesco, rilevato a quota1,721%, si mantiene stabile in area 236 bp. Dopo una fisiologica flessione dai massimi di periodo, l’euro viene scambiato contro il dollaro a quota 1,3503, in rialzo di circa una figura dalla precedente rilevazione.
Fonte: RBS
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