11 PENNE

Il Punto sui mercati: Ormai ci siamo

Ormai ci siamo. Salvo rari e brevi movimenti dettati dai newsflows nell’ambito di politica monetaria, il mercato attende di archiviare il mese di agosto per proiettarsi sulle scadenze di settembre, possibile base di …

partenza per l’intera UE. A catalizzare l’interesse degli operatori, le elezioni in terra teutonica e la decisione della Corte Federale tedesca sul programma OMT (Outright Monetary Transaction) non solo per la loro portata economica ma anche per la possibile forza di traino sui mercati, ora in fase di confusa attesa agostana. Se da un lato infatti vi sono le elezioni politiche per la prima economia dell’Eurozona, che non poche frizioni ha creato con i Paesi membri nei momenti più neri della crisi del debito ancora cocente nei periferici, dall’altro vi è la decisione sull’eventuale incostituzionalità di quell’operazione sulla parte a breve-medio termine della curva dei rendimenti dei Paesi in crisi la cui eventualità ne aveva fi  no ad oggi assicurato una certa stabilità. Di fatto l’OMT ha rappresentato  l’unico strumento varato dalla BCE che fattivamente è riuscito a spegnere la speculazione sull’intero comparto dei Periferici.
Guardando proprio ai paesi mediterranei, dopo una nuova quanto dura imposizione riservata alla Grecia, la Troika, composta da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, ha dato via libera a una nuova tranche del fi  nanziamento richiesto dal  Paese ellenico per l’ordinaria sussistenza. Si lanciano così segnali d’allarme sul destino delle case del paese, che appare così nuovamente costretto ad una ristrutturazione del debito. Considerando come tutti gli sforzi fatti fi  no ad ora siano serviti esclusivamente per far fronte agli interessi sul proprio debito mettendo a nudo tutta la fragilità del paese in ottica di una sua sussistenza fi  nanziaria nel lungo termine, si ipotizza l’adozione dello strumento dell’haircut, ovvero del taglio del nominale. In ogni caso, considerato il peso relativo e l’importanza dell’appuntamento politico, ogni decisione verrà rimandata dopo le elezioni in Germania.
Passando al mercato monetario, l’ultimo meeting BCE ha nuovamente confermato a quota 0,50% il tasso di riferimento, annunciando tuttavia come questa soglia potrebbe non rappresentare il minimo storico visto un valore dell’inflazione ancora lontana dal target del 2%. Il manteniamo sotto controllo della soglia imposta tranquillizza i policy maker europei che restano positivi sulla ripresa economica per il 2014.
Guardando ai rendimenti delle principali curve europee, si denota una sostanziale stabilità nel saldo bisettimanale. Poco invariata la curva italiana, con il quinquennale che si attesta al 3,09% dai precedenti 3,14%, così come il decennale che viene rilevato a quota 4,253% (-6,7 bp).
La curva tedesca così come tutto il comparto delle low yield si muove invece controtendenza, con i rendimenti del quinquennale in rialzo di 15 punti base a quota 0,685%, così come il decennale che si attesta all’1,7% dai precedenti 1,515%. Analogamente torna a scendere lo spread di rendimento tra i due titoli, oggi a quota 256 punti base, di nuovo proiettato verso i minimi di periodo di poco intorno area 245 bp.
Fonte: RBS

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