Ancora impasse sulla Grecia. La tornata di ratifiche dell’EFSF2 è in dirittura d’arrivo. In aumento i consensi circa un possibile utilizzo a leva del fondo. Da non escludere anche…..
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un coinvolgimento nella crisi europea del FMI. Sempre più urgenti misure di ricapitalizzazione del sistema bancario.
Esaminiamo lo “stato dell’arte” circa i temi più “caldi” relativi alla crisi del debito europeo
1) Gli sviluppi del caso-Grecia
a) Ancora nulla (al momento in cui scriviamo) si è sbloccato in merito al pagamento della tranche da 8 miliardi di aiuti FMI-UE. Il ministro delle Finanze Venizelos ha dichiarato che la Grecia è in grado di onorare i pagamenti fino a metà novembre, il che lascia un margine di respiro dal momento che in precedenza lo sblocco della tranche per metà ottobre sembrava cruciale e la Troika non si è ancora pronunciata.
b) Intanto, secondo quanto dichiarato da Juncker, i Ministri finanziari UE sarebbero intenzionati a rivedere i termini dello scambio volontario. Secondo indiscrezioni alcuni Stati spingerebbero per haircut dell’ordine del 50%, ben più “realistici” del 21% previsto dall’accordo proposto dall’IIF (che avrebbe raccolto oltre il 90% di adesioni). La decisione è rimandata a dopo il 13 ottobre e non è detto che arrivi nemmeno al summit europeo del 17-18 ottobre (visto che la Troika a quella data potrebbe non essersi ancora pronunciata).
2) Il “potenziamento” del fondo EFSF
a) Procede la “ratifica” delle modifiche al fondo decise al Consiglio Europeo del 21 luglio (che includono principalmente la possibilità di acquistare titoli sul mercato secondario e primario nonché quella di ricapitalizzare le banche, due questioni divenute cruciali nell’attuale contesto di mercato). Nell’ottava appena conclusa si è avuta l’approvazione da parte dell’Olanda; il voto a Malta, che avrebbe dovuto tenersi la settimana scorsa, è rimandato alla settimana entrante, ma è dato per scontato. Il caso più spinoso resta quello della Slovacchia, dove il voto è atteso martedì 11: sembrerebbe comunque essere emerso un compromesso con il partito SaS che prevedrebbe la creazione di una commissione che decida in merito a ogni esborso del fondo. In sostanza, appare molto probabile un’approvazione da parte di tutti i paesi entro metà ottobre, come da obiettivi.
b) Continua a essere dibattuto il cosiddetto potenziamento “a leva” dell’EFSF. L’Eurogruppo- Ecofin del 3-4 ottobre non ha ufficializzato nulla al riguardo: dopo il meeting si sono avute solo dichiarazioni generiche di Juncker che ha parlato della possibilità di migliorare l’efficienza del fondo senza aumentare il contributo economico dei paesi membri (solo due giorni dopo Juncker ha usato esplicitamente la parola “leva”, aggiungendovi l’aggettivo “virtuosa”). Appare ormai definitivamente tramontato un eventuale coinvolgimento della BCE (escluso esplicitamente sia da Juncker sia da Trichet), mentre in settimana si è affacciata l’ipotesi di un possibile ruolo del FMI. Il capo del Dipartimento Europa Borges, in una Panel Discussion in occasione della presentazione dell‘Outlook europeo, ha parlato di un possibile coinvolgimento del FMI nella gestione della crisi europea, nella forma di “erogazione di credito a fini precauzionali”. Un’altra opzione sarebbe la possibilità di acquistare titoli pubblici di paesi solvibili in condizioni normali, ma in difficoltà per crisi di fiducia temporanee. Quest’ultima richiederebbe la creazione di uno special purpose vehicle, attraverso “modifiche legali”. A prescindere dal coinvolgimento del FMI, l’ipotesi di un utilizzo “a leva” del fondo EFSF sta guadagnando consensi (è stata ad esempio esplicitamente citata da diversi membri della BCE). In sintesi, le mosse delle autorità sinora (compreso quanto deciso dalla BCE alla riunione di ottobre, vedi editoriale di questa pubblicazione) appaiono non ancora sufficienti a far rientrare stabilmente il contagio della crisi
– ai Paesi maggiori (l’Italia è stata declassata, dopo S&P, anche da Moody’s, di ben tre notch con outlook negativo);
– al sistema bancario. È esemplare il caso Dexia, già oggetto di aiuti pubblici nel 2008, che soffre di un’elevata esposizione al debito ellenico e di una forte dipendenza al mercato interbancario per il funding, per la quale i Governi di Belgio e Francia si sono detti pronti a prendere tutte le misure che si rendessero necessarie per salvaguardare creditori e depositanti. Anche nella stessa Germania sta emergendo l’ipotesi di un intervento pubblico dopo che la Merkel ha dichiarato: “la Germania è pronta a ricapitalizzare gli istituti di credito”. Secondo Borges il sistema bancario europeo necessita di 100-200 miliardi di capitale per riconquistare la fiducia del mercato. Il Fondo nel suo recente Global Financial Stability Report stimava in un totale di 300 miliardi le perdite complessive subite dalle banche in relazione non solo alla svalutazione dei titoli dei Paesi periferici ma anche all’andamento delle quotazioni sul mercato azionario.
I prossimi appuntamenti saranno il Consiglio Europeo del 17-18 ottobre (l’Eurogruppo straordinario in precedenza convocato per il 13 ottobre è stato cancellato), preceduto dalla riunione dei Ministri delle Finanze del G-20 a Parigi il 14-15 ottobre. È auspicabile che in quelle date venga fornito qualche dettaglio in più circa il possibile utilizzo a leva del fondo salva-stati, diventato una questione “cruciale” dopo le aperture emerse al G-20 di settembre. Nel frattempo l’EFSF2 dovrebbe essere stato ratificato da tutti i paesi, ma la Troika potrebbe non essersi ancora pronunciata sulla tranche alla Grecia (secondo Juncker il report della Troika è atteso per il 24 di ottobre).
Date rilevanti per la crisi del debito europeo
11 ottobre La Slovacchia vota l’approvazione delle modifiche all’EFSF
14-15 ottobre Riunione dei Ministri delle Finanze del G-20 a Parigi
17-18 ottobre Consiglio Europeo
24 ottobre Data attesa per il pronunciamento della Troika sulla concessione della sesta tranche di aiuti alla Grecia da FMI-UE (per un importo di 8 miliardi)
3 novembre Riunione della BCE (la prima presieduta da Mario Draghi)
3-4 novembre Riunione dei Leader del G-20 a Cannes
7-8 novembre Eurogruppo-Ecofin
10 novembre La Commissione pubblica le Previsioni d’Autunno, ivi comprese le stime su deficit e debito
Metà novembre Scadenza delle disponibilità di cassa della Grecia secondo il ministro delle Finanze Venizelos
29-30 novembre Eurogruppo-Ecofin
8 dicembre Riunione della BCE
9 dicembre Consiglio Europeo
Fine dicembre Scadenza per la concessione della settima tranche di aiuti alla Grecia da FMI-UE (per un importo di 5 miliardi)
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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