Nel FOMC c’è un crescente consenso sul fatto che i rischi del programma di acquisto titoli possano superarne i benefici. Pertanto, il Comitato potrebbe decidere la durata e il ritmo degli acquisti sulla base di un’analisi costi/benefici e non solo, come indicato finora, sulla base dell’obiettivo di miglioramento sostanziale del mercato del lavoro. ….…
A marzo verrà presentata una nuova valutazione dei costi del programma, preparando probabilmente a una graduale riduzione degli acquisti dopo giugno.
I verbali della riunione del FOMC di gennaio, come atteso, mostrano una profonda discussione sulla strategia di politica monetaria attuale, in particolare riguardo al programma di acquisto titoli. Il messaggio principale dei verbali è che la Fed a marzo rivaluterà benefici e costi del programma, preparandosi probabilmente a rallentare il ritmo di acquisti a partire dai mesi estivi. L’indicazione chiave è che si sta formando un consenso nel Comitato per legare gli acquisti alla valutazione di costi e rischi del programma e non solo più esclusivamente agli sviluppi del mercato del lavoro.
La “maggior parte” dei partecipanti ritiene che gli acquisti di titoli siano stati, e continuino ad essere, efficaci nell’allentare le condizioni finanziarie, avvicinare l’inflazione all’obiettivo del 2% e nel migliorare il mercato del lavoro. Tuttavia “molti” partecipanti sollevano preoccupazioni sui rischi e costi potenziali di ulteriori acquisti. “Diversi” sono preoccupati per l’eventuale difficoltà di rimozione dello stimolo in futuro, altri temono che ulteriori acquisti determinino comportamenti sui mercati tali da aumentare il rischio di instabilità, alcuni sono preoccupati di rischi inflazionistici nel medio termine; diversi rilevano anche che con un grande portafoglio titoli il bilancio della Fed sarà esposto a crescenti rischi di perdite in conto capitale. Lo staff dovrà presentare un’analisi approfondita dei costi e benefici del programma di acquisti alla prossima riunione di marzo.
Alla luce del dibattito sul programma, si registra una varietà di opinioni sulla strategia più adeguata: diversi ritengono opportuno che il Comitato si prepari a variare la dimensione degli acquisti o in base agli sviluppi economici o in base alla valutazione di costi e benefici. Alcuni partecipanti propongono di ridurre gradualmente il programma di mese in mese sulla base dell’evoluzione dei dati, altri però ritengono che sulla base dei rischi e dei possibili costi del programma potrebbe essere opportuno ridurre o terminare gli acquisti anche prima che il mercato del lavoro sia migliorato in modo sostanziale. Questo è il punto chiave dei verbali: nel comunicato fino a gennaio gli acquisti venivano condizionati a un miglioramento sostanziale del mercato del lavoro, peraltro non definito in modo preciso. I verbali comunque riportano che diversi partecipanti restano preoccupati che una fine prematura dello stimolo possa avere effetti avversi sullo scenario economico, segnalando che la Fed non è pronta a modificare la sua strategia in tempi rapidissimi. In particolare si indica una strategia intermedia: a fronte di un ridimensionamento e di una eventuale interruzione del programma di acquisti anche prima del risanamento del mercato del lavoro, la Fed potrebbe mantenere lo stimolo in atto più a lungo di quanto previsto in precedenza. Infine, il Comitato ha anche discusso la possibilità di comunicare un sentiero di consenso per i fed funds previsto dopo l’inizio dei rialzi.
In conclusione, i verbali segnalano che con la riunione di marzo il Comitato intende rivedere la propria strategia di acquisto titoli alla luce di una nuova valutazione su costi e benefici del programma e non soltanto sulla base degli sviluppi economici. Riteniamo che la riunione di marzo preparerà la strada per iniziare a ridurre gradualmente gli acquisti di titoli da giugno in poi (per esempio con riduzioni di 15 mld al mese), chiudendo il programma a fine 2012. La fine degli acquisti implica che il bilancio della Fed smette di ampliarsi: in questo modo lo stimolo monetario si stabilizzerebbe sui livelli di fine anno.
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