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In calo la fiducia di imprese e famiglie italiane a maggio

A maggio è diminuita a sorpresa la fiducia sia delle imprese che dei consumatori….…


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Il calo del morale delle famiglie non sorprende più di tanto in quanto il trend è al ribasso un anno e mezzo; la tendenza è coerente con la nostra idea di una spesa per consumi in crescita nel 2017-2018 ad un ritmo pari a circa la metà di quello visto nel 2015-16. Per quanto riguarda la fiducia delle imprese, si tratta a nostro avviso di una correzione “fisiologica” dopo il deciso trend al rialzo degli ultimi mesi, che aveva portato sia l’indice composito che il manifatturiero ai massimi dal 2007. Peraltro, il calo di maggio non riguarda tutti i settori visto che ne sono esenti commercio e costruzioni (che anzi toccano un nuovo massimo dal 2008). In sintesi, a nostro avviso il dato non cambia più di tanto lo scenario congiunturale: confermiamo la nostra idea che il PIL possa accelerare nel resto dell’anno rispetto allo 0,2% t/t visto a inizio 2017. Ad oggi i rischi sulla nostra previsione di crescita dell’1% nel 2017 sembrano verso l’alto.

L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è calato a 106,2 a maggio da 106,8 di aprile (livello che, sia pure rivisto al ribasso rispetto alla precedente lettura, rappresentava un massimo dal 2007). La revisione è dovuta al cambiamento nella definizione del clima di fiducia nei servizi (la serie dei saldi relativa alle aspettative sull’economia è stata sostituita con la serie dei saldi relativa ai giudizi sull’andamento degli affari).

  1. a) Peraltro, il peggioramento di morale non è diffuso, in quanto la fiducia delle imprese è salita nel commercio (a 111,1 da 110,8 precedente, ai massimi da un anno e mezzo) e, sia pur marginalmente, nelle costruzioni (a 128,1 da 128 di aprile: si tratta di un nuovo record da ben 9 anni).
  2. b) Viceversa, il morale è diminuito nei servizi (a 105,5 da 107,2 precedente) e nel manifatturiero (a 106,9 da 107,7). Peraltro, nel caso del manifatturiero si tratta di una correzione dopo che il dato di aprile aveva fatto segnare un massimo dal 2007.
  3. c) Nel manifatturiero, sono peggiorati i giudizi correnti sia sulla produzione che sugli ordini (in particolare dall’estero). Poco variate invece le aspettative su entrambi gli aggregati. Le attese sia sull’economia che sull’occupazione sono meno ottimistiche rispetto al mese scorso, ma rimangono su livelli espansivi. Il peggioramento di morale è dovuto soprattutto alle imprese che producono beni intermedi, mentre più limitato è il calo nel settore dei beni strumentali e anzi migliora il morale delle imprese nel comparto dei beni di consumo.

La fiducia dei consumatori è tornata a calare a maggio, dopo essere rimasta invariata ad aprile.

L’indice è sceso a 105,4 da 107,4 precedente. Si tratta di un minimo da febbraio del 2015.

  1. a) Il peggioramento riguarda più la situazione personale degli intervistati che non la situazione economica del Paese, più le aspettative per il futuro che non i giudizi correnti.
  2. b) Le preoccupazioni delle famiglie sulla disoccupazione sono aumentate per il secondo mese, a 33 da 29 di aprile (è un massimo dallo scorso gennaio).
  3. c) Le famiglie riportano un peggioramento della loro situazione economica sia corrente che attesa. Per il secondo mese, migliorano le opportunità di risparmio attuali ma peggiorano quelle future.

In sintesi, i dati sulla fiducia sia delle imprese che dei consumatori a maggio sono risultati in calo e peggiori delle attese.

Tuttavia: a) La flessione del morale delle famiglie non sorprende più di tanto in quanto il trend è al ribasso da circa un anno e mezzo (anche se a maggio qualche spiraglio di luce si riscontra dal miglioramento della fiducia delle imprese del commercio e delle imprese manifatturiere che producono beni di consumo); ciò è coerente con la nostra idea di una spesa per consumi in crescita di circa 0,7% nel 2017-18 ovvero meno della metà del ritmo visto nel 2015-16 (1,5%).

b) Per quanto riguarda il morale delle imprese (più affidabile come indicatore anticipatore del ciclo, in particolare per quanto concerne il settore manifatturiero), quella di maggio può essere interpretata a nostro avviso come una correzione “fisiologica” dopo il deciso trend al rialzo dei mesi scorsi, che aveva portato sia l’indice composito che il manifatturiero ai massimi dal 2007. Peraltro, il calo di maggio non riguarda tutti i settori visto che ne sono esenti commercio e costruzioni (che anzi toccano un nuovo massimo dal 2008).

In altri termini, a nostro avviso il dato non cambia più di tanto lo scenario congiunturale. Confermiamo la nostra idea che il PIL possa accelerare nel resto dell’anno rispetto allo 0,2% t/t visto a inizio 2017. La crescita dovrebbe attestarsi ad almeno 0,3% t/t probabilmente già dal trimestre in corso. Ad oggi i rischi sulla nostra previsione di crescita del PIL dell’1% nel 2017 sembrano verso l’alto.

Fonte : BondWorld.it


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